Iran, i morti sarebbero 12mila. L'Onu:
"Inorriditi". Trump: “L’aiuto è in arrivo”
LONDRA - "Almeno 12mila persone, molte under 30, sono
state uccise" nelle proteste in Iran. A riportarlo è Iran International,
in quello che la testata di opposizione basata a Londra definisce "il più
grande massacro nella storia contemporanea dell'Iran, avvenuto in gran parte
nelle notti dell'8 e 9 gennaio". La stima del comitato editoriale di
Iran International si basa "su un'analisi esclusiva di fonti e dati
medici" e la sua diffusione è stata "ritardata fino alla convergenza
delle prove": è stata fatta su un'analisi in più fasi di notizie da più
fonti, "tra cui una vicina al Consiglio supremo per la Sicurezza
nazionale".
Un funzionario iraniano ha riferito invece alla Reuters
che sarebbero circa 2mila le persone uccise nelle proteste, precisando che nel
bilancio sono compresi anche membri delle forze di sicurezza e attribuendo le
morti all'azione di "terroristi". Le ultime stime dell'ong
statunitense Human Rights Activists
News Agency riferivano di almeno 646 vittime, ma il blackout di internet che da
giorni colpisce il Paese rende difficile ottenere dati completi e verificare in
modo indipendente le informazioni.
Il sostegno di Trump
E oggi il presidente americano Donald Trump ha
chiamato i manifestanti iraniani a non mollare, assicurando che un aiuto è in
arrivo. "Patrioti iraniani, continuate a protestare. Prendetevi le vostre
istituzioni", ha scritto su Truth. "Annotatevi i nomi degli assassini
e di chi si macchia di abusi. Pagheranno un prezzo elevato", ha
assicurato. "Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani
fino a quando l'insensata uccisione dei manifestanti non si fermerà", ha
spiegato. "L'aiuto sta arrivando", ha poi assicurato Trump.
Mosca: “Inaccettabili le minacce di Trump”
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria
Zakharova, ha affermato che "le minacce di Washington di lanciare
nuovi attacchi militari contro l'Iran sono categoricamente inaccettabili".
La Russia, aggiunge Zakharova, citata dalla Tass, respinge
categoricamente i tentativi sfacciati di "ricattare i partner stranieri
dell'Iran aumentando i dazi commerciali".
La repressione provoca la dura condanna internazionale.
L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha
detto di essere "inorridito": "L'uccisione di manifestanti
pacifici deve cessare ed è inaccettabile etichettare i manifestanti come
'terroristi' per giustificare la violenza contro di loro", ha affermato in
una dichiarazione. E il cancelliere tedesco Friedrich Merz dichiara:
"Quando un regime si mantiene al potere soltanto con la violenza è di
fatto alla fine. Io ritengo che stiamo assistendo alle ultime giornate e alle
ultime settimane di questo regime".
Dura anche la presa di posizione della presidente della
Commissione Ue Ursula von der Leyen, che su X
scrive: "Il crescente numero di vittime in Iran è terrificante. Condanno
inequivocabilmente l'uso eccessivo della forza e le continue restrizioni della
libertà".
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