Trump "shock" su Meloni. Ora tra Italia e Stati
Uniti è rottura totale
di Michele Esposito - Ansa
ROMA - Un passo avanti e tre indietro, in una manciata di giorni. È
bastata una telefonata di qualche minuto per cancellare quel disgelo tra Donald
Trump e Giorgia Meloni celebrato, forse troppo frettolosamente, al G7 di Evian.
Poche, durissime parole, pronunciate dal presidente
americano a L'Aria che tira. Piombate nel bel mezzo del Consiglio europeo di
Bruxelles, dove era presente la premier italiana.
"Giorgia Meloni ha implorato di fare una foto, mi ha
fatto pena", lo strale senza precedenti lanciato da Trump all'ex alleata.
Parole che potrebbero segnare un prima e un dopo nei rapporti tra Roma e
Washington e che rischiano di far diventare lo scontro non più personale, ma
diplomatico.
Anche perché la risposta di Meloni è stata immediata,
veemente, durissima. "Le sue dichiarazioni sono totalmente inventate, sono
francamente allibita" ma "si ricordi: io e l'Italia non imploriamo
mai", è stato il messaggio che il capo del governo ha affidato a un breve
video sui social, girato dall'Europa Building.
Ad addetti ai lavori e cronisti è parso quasi come fosse
passato un uragano. Prima l'attacco di Trump. Subito dopo la risposta di
Meloni, che ha incassato la solidarietà di Sergio Mattarella e alla quale si è
unita repentinamente tutto il centrodestra. E, con sfumature diverse, le
opposizioni. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è andato oltre, scegliendo
di annullare la sua missione negli Usa del 21 e 22 giugno. Era atteso al Forum
imprenditoriale di Miami. Non ci sarà.
"Le gravi parole del presidente Trump nei confronti del
presidente del Consiglio offendono tutta l'Italia", ha messo nero su
bianco Tajani su X. "Le parole di Trump sono peggio di una caduta di
stile", gli ha fatto eco il ministro della Difesa Guido Crosetto.
La vicinanza a Meloni, si diceva, ha visto in campo tutti, a
cominciare dal presidente della Repubblica Mattarella, che ha chiamato il capo
del governo per esprimergli la sua solidarietà. Del resto, sin dalle prime
battute di Trump diffuse a La7, è stato chiaro che il tycoon avesse passato il
segno. E, qualche ora dopo, è stato altrettanto chiaro che quella di Trump non
era stata una voce dal sen fuggita.
Meloni "era una grande sostenitrice. Ma non la voglio
come fan, perché non c'era, né lei né la Nato, quando si trattava della
questione dello Stretto", è stato il suo nuovo attacco, questa volta
affidato alla Nbc.
La rapidità della riposta di Meloni all'intervista del
tycoon a La7 non era stata prevista da tutti. Basti pensare che qualche minuto
prima, su X, il ministro Crosetto scriveva: "Immagino quanto le costerà
non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del Presidente
Usa". Ma la premier, a dispetto dei precedenti attacchi di Trump, questa
volta ha scelto il contrattacco frontale.
Guardando alla futura campagna elettorale, visto che ormai
la distanza da Trump ormai allunga i sondaggi come poche altre cose nel Vecchio
continente. Ma con un occhio anche al contesto europeo, dove l'inquilino della
Casa Bianca, a dispetto della 'pax di Evian' appare comunque sempre meno
seguito. Certo, il vento tra l'Italia di Meloni e l'America di Trump sembra
essere cambiato davvero.
"Dispiace che Trump non abbia la stessa determinazione
con i nemici dell'Occidente, ha sottolineato la premier in un passaggio del suo
video. "I deliri di Trump su Meloni sono solo l'ultimo episodio di
attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o
per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa e
sta indebolendo gli Usa", ha sottolineato, anche lui durissimo, il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari.
Certo, le conseguenze di una rottura di simili dimensioni
non sono prevedibili. Meloni e Trump, salvo la possibilità di una clamorosa
defezione da parte del tycoon, si rivedranno al vertice Nato ad Ankara. Dove il
presidente americano, sulla scia delle dichiarazioni di Pete Hegseth alla
ministeriale dell'Alleanza, potrebbe tornare a puntare il dito contro "gli
scrocconi". E l'Italia, agli occhi di Washington, fa parte di loro.
Ai microfoni di L'Aria che Tira il tycoon non ha attaccato
solo Meloni, ma l'Europa intera che "su immigrazione ed energia ha
sbagliato tutto". E puntato il dito ancora una
volta sull'atteggiamento a suo dire passivo dell'Ue sulla crisi iraniana. A
cominciare dall'Italia, che "su Hormuz non c'è stata". Trump non ha
dimenticato. Quel suo "sono stato abbandonato" pronunciato a Meloni
al G7 di Evian non era una semplice battuta.
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