Trump: "L'Iran vuole negoziare". Teheran convoca
gli ambasciatori di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna
WASHINGTON - "L'Iran vuole negoziare, penso siano
stanchi di essere maltrattati dagli Stati Uniti". Lo ha detto il
presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air
Force One. Ha aggiunto che la sua amministrazione è in trattativa per
organizzare un incontro con Teheran e che "l'esercito sta valutando alcune
opzioni molto forti" nei confronti dell'Iran. Faremo una scelta - ha
proseguito -. Stiamo valutando la situazione molto seriamente".
Araghchi
ha contattato nel fine settimana Witkoff
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha
contattato l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff nel fine settimana, in
seguito alle minacce di un'azione militare da parte del presidente Donald Trump in risposta alle proteste in Iran: lo scrive
Axios, citando due fonti a conoscenza della questione. Secondo le fonti,
l'iniziativa sembrava un tentativo da parte di Teheran di allentare le tensioni
con Washington o di prendere tempo prima di qualsiasi azione da parte degli
Stati Uniti. Una fonte ha affermato che Araghchi e Witkoff hanno discusso la possibilità di tenere un incontro
nei prossimi giorni.
Teheran convoca ambasciatori Italia, Gb, Francia e Germania
Gli ambasciatori di Italia, Regno Unito, Francia e Germania
sono stati convocati oggi al Ministero degli Affari Esteri iraniano per
visionare le riprese di quella che le autorità di Teheran hanno descritto come
"violenze da parte dei rivoltosi". Lo riporta la Bbc. I Paesi sono
tra quelli che hanno pubblicamente espresso il loro sostegno alle
manifestazioni in Iran. Secondo la televisione di Stato iraniana, il ministero
degli Esteri ha mostrato immagini delle proteste di piazza e ha sostenuto che i
disordini erano andati oltre la semplice dimostrazione pacifica. I funzionari
iraniani hanno inoltre accusato gli Stati Uniti e Israele di fomentare
l'instabilità nel Paese e hanno definito i manifestanti "vandali".
Secondo quanto riportato dai media statali, il ministero degli Esteri ha
comunicato agli ambasciatori che qualsiasi sostegno politico o mediatico alle
proteste era inaccettabile e equivaleva a un'ingerenza
negli affari interni dell'Iran.
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