Stati Uniti-Iran prossimi ad un accordo. Dallo Stretto di Hormuz all’uranio 

 

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha spiegato che l'obiettivo di Teheran è "un memorandum d'intesa (MoU) in 14 punti, che includa le questioni più critiche necessarie per porre fine alla guerra, insieme a questioni di fondamentale importanza per l'Iran". Una volta finalizzato questo MoU preliminare, verrà stabilito un calendario strutturato di 30-60 giorni per negoziare i dettagli tecnici prima di raggiungere un accordo finale e completo.

 

Il cassate il fuoco

Secondo un funzionario statunitense, citato da Axios, l'accordo che Stati Uniti e Iran sono prossimi a firmare prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, durante la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l'Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e si terrebbero negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. Tuttavia, scrive la testata, non è chiaro se ciò porterà a un accordo di pace duraturo che affronti anche le richieste del presidente Trump in materia nucleare. Inoltre, sempre secondo Axios, l'accordo fermerebbe anche la guerra di Israele nel Libano, aspetto che avrebbe preoccupato il premier Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riferito dal funzionario, l'Iran voleva lo sblocco immediato dei fondi e la revoca permanente delle sanzioni, ma gli Stati Uniti hanno affermato che ciò sarebbe avvenuto solo dopo che fossero state fatte concessioni concrete.

 

L'uranio arricchito

Difficile il capitolo sul programma nucleare iraniano: l’intesa prevederebbe l'impegno a discutere come diluire o consegnare le scorte dell'Iran di uranio altamente arricchito. Al Arabiya ha riferito che "l'Iran si è offerto di sospendere l'arricchimento dell'uranio oltre il 3,6% per 10 anni (contro i 15 previsti dall'accordo negoziato da Obama) e di diluire l'uranio arricchito oltre il 20% all'interno del Paese". Secondo il New York Times, che cita due fonti americane, l'Iran si impegna a rinunciare alle proprie scorte di uranio altamente arricchito, ma le modalità precise con cui le cederà saranno definite nel prossimo ciclo di colloqui sul nucleare iraniano.

 

Intanto l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando le Guardie Rivoluzionarie, ha accusato Trump di fare solo propaganda perché non è stato preso alcun impegno in merito al programma nucleare di Teheran. "Vale la pena ricordare che Trump aveva precedentemente annunciato che i negoziati sul programma nucleare iraniano sarebbero stati una delle condizioni principali e imprescindibili di qualsiasi accordo. Tuttavia, l'Iran non si è impegnato in alcun modo e la questione nucleare non è stata discussa in questa fase", ha riferito Fars. "Si osserva - si legge ancora sulla Fars, citata da Al-Jazeera - che i funzionari americani hanno ammesso in diversi messaggi all'Iran che i tweet di Trump sono per lo più a scopo promozionale e mediatico negli Stati Uniti, e hanno consigliato di non prestare attenzione a tali dichiarazioni".

 

La rapertura dello Stretto di Hormuz

L’Iran avrebbe anche accettato di aprire lo Stretto di Hormuz e di sospendere temporaneamente il pagamento dei pedaggi in cambio di un risarcimento da parte degli Stati Uniti. Il documento, ha fatto sapere sempre il portavoce degli Esteri Esmaeil Baghaei, menzionerebbe anche "la fine degli atti di pirateria perpetrati dagli Stati Uniti contro la navigazione internazionale", alludendo al blocco navale annunciato da Washington il 12 aprile, mentre la Repubblica Islamica aveva di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra. La questione però si lega ad altri punti fondamentali per Teheran. Trump ha comunque già assicurato, con un post sul suo social Truth, che "lo Stretto di Hormuz verrà aperto".

 

Le sanzioni e i fondi congelati

Per firmare qualsiasi accordo, i negoziatori iraniani chiedono che venga affrontata la questione delle sanzioni e dei fondi congelati. Sebbene l'ammontare esatto dei beni iraniani congelati non sia chiaro, fonti ufficiali ed esperti stimano che il valore totale degli asset bloccati all'estero superi i 100 miliardi di dollari.

 

La preoccupazione di Israele

Israele guarda intanto con preoccupazione all’accordo Usa-Iran. Alti funzionari della sicurezza di Gerusalemme hanno detto a Channel 12 che al momento i colloqui diplomatici sono monitorati con estrema attenzione e che l'esercito è in stato di massima allerta. L'apparato di difesa teme che la bozza di accordo in fase di elaborazione assicurerà all'Iran significative concessioni, con particolare attenzione all'allentamento delle sanzioni economiche

***