Ecco le 12 accuse di stupro a Donald Trump negli Epstein
Files. Lista compilata dall'Fbi
ROMA - Una lista compilata dall'Fbi.
E la violenza sessuale di una 13enne. Con
presentazione di Ghislaine Maxwell. Il miliardario pedofilo si descriveva
«arrabbiato perché era stato Trump a togliere la verginità a Doe». Di tutto questo si occupa l'ampio servizio di Alessandro
D'Amato per "Open" il giornale online dciretto
da Franco Bechis. Di seguito il testo integrale:
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Un’accusa di stupro di una 13enne
nei confronti di Donald Trump poi ritirata dall’accusatrice. E una
vera e propria lista di presunte aggressioni sessuali da parte del
presidente degli Stati Uniti. Che contiene più di una dozzina di accuse,
molte delle quali sembrano provenire da segnalazioni non verificate. Infine,
una vittima di Jeffrey Epstein che racconta all’Fbi
che Ghislaine
Maxwell l’aveva presentata a Trump e gli aveva fatto capire che era
«disponibile». Il rilascio degli Epstein Files da parte del Dipartimento
di Giustizia riporta a galla i rapporti tra il miliardario pedofilo e il
tycoon. Mentre Maxwell ha inviato a un indirizzo email
associato a Bill
Clinton frasi del tipo: «Sei un vero stallone», «molto dotato».
Donald Trump e gli Epstein Files
Il DoJ ha descritto
come ha esaminato i fascicoli e fornito maggiori dettagli su ciò che è stato
secretato. Insieme a una lista dei potenziali co-cospiratori di Epstein
come parte dell’indagine. Ma nei documenti sono state oscurate diverse figure
che facevano parte del suo circolo ristretto. Pubblicata anche una
corrispondenza tra Howard Lutnick ed Epstein in passato. Altri documenti
mostrano che l’attuale Segretario al Commercio degli Stati Uniti scambiò
messaggi con Epstein tramite intermediari più volte nel 2011 e 2012 –
anni dopo che Lutnick aveva giurato di non trovarsi mai più nella stessa stanza
con Epstein. Nei documenti si scopre che Epstein ha ospitato l’ex primo
ministro israeliano Ehud Barak e sua moglie Nili Priel a New
York.
L’ex assistente di Obama
Nei documenti compaiono anche dettagli su una assistente di Barack Obama.
Nell’ottobre 2014 Kathy Ruemmler, in qualità di Consigliere della
Casa Bianca, inviò a Epstein una bozza di dichiarazione pubblica in cui
rifiutava ulteriori considerazioni per la carica di Procuratore Generale degli
Stati Uniti e chiese il suo parere. Ruemmler
aveva lasciato la Casa Bianca di Obama in quel maggio. Attualmente è
la principale legale di Goldman Sachs. Ma c’è anche un ampio capitolo
sul presidente Trump. Funzionari dell’FBI in agosto hanno compilato una lista
di accuse di aggressione sessuale legate a Trump.
Le 12 accuse a Trump
Sono incluse più di una dozzina di accuse, molte delle quali
sembrano provenire da segnalazioni non verificate. Il documento è stato
incluso nelle email inviate da funzionari dell’ufficio
Fbi di New York sul campo della Task Force contro lo Sfruttamento Minorile e
la Tratta di Esseri Umani. Trump ha a lungo negato qualsiasi illecito
legato a Epstein. Tra questi la denuncia di una donna che ha accusato Trump
di averla violentata quando aveva 13 anni. L’accusatrice anonima in
precedenza aveva avviato cause legali contro di lui e le aveva ritirate,
l’ultima poco prima delle elezioni del 2016.
E ancora: una delle vittime di Epstein ha detto all’Fbi che la sua storica associata Maxwell una volta
«l’ha presentata» a Trump a una festa e ha suggerito che fosse disponibile,
secondo un promemoria interno dell’Fbi del 2021.
La testimone ha detto, in definitiva, che «non è successo nulla» tra lei e
Trump, che non è mai stato accusato dagli investigatori di essere coinvolto
nei crimini di Epstein o Maxwell.
La verginità di Jane Doe
In un documento dell’Fbi vengono
descritti in dettagli gli abusi subiti dalla donna, identificata con il nome
generico di Jane Doe. Nel file Epstein si
descriveva «arrabbiato perché era stato Trump a togliere la verginità a Doe». Fra i documenti c’è anche uno scambio di email fra Melania
Trump e Maxwell circa due anni prima che la First Lady divenisse la
terza moglie di Trump. Lo riportano i media americani. Melania nella missiva si
dice contenta di poter incontrare Maxwell a Palm Beach. La complice di
Maxwell le risponde chiamandola “tesoro”.
Maxwell invia anche un messaggio a un indirizzo associato
a Clinton, ma non è chiaro se si rivolga a lui o a un suo collaboratore
quando gli scrive «sei un vero stallone, molto dotato». Il nome
infatti non è visibile dalle carte. Clinton ha negato per anni di usare l’email e ripetutamente veniva citato in terza persona nelle
email spedite dall’account a cui aveva scritto
Maxwell.
Le vittime
E intanto le vittime di Epstein criticano la
pubblicazione dei documenti dell’ex finanziere, molti dei quali espongono i
loro nomi «mentre proteggono quelli degli uomini che hanno abusato di loro». Le
carte «vengono presentate come un atto di trasparenza, ma in realtà non
fanno altro che esporre le vittime»
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(Credits: Alessandro D'Amato "Open" online)