Iran, Consiglio supremo della difesa: "Via libera a uso
delle basi italiane secondo gli accordi"
di Piero Barendson
ROMA - "L’Italia non partecipa e non prenderà parte
alla guerra, come ha ribadito il presidente del Consiglio in Parlamento".
Lo ribadisce il comunicato diffuso al termine della riunione del Consiglio
supremo di difesa, riunitosi per circa due ore e mezza al Quirinale, sotto la
presidenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
La sottolineatura arriva dopo una serie di considerazioni, a
partire dall'analisi dello "scenario di crisi che si è determinato con la
nuova guerra in corso a seguito dell’azione militare degli Stati Uniti e di
Israele contro l’Iran", rispetto alla quale il Consiglio manifesta
"grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti che questa
crisi sta producendo nell’intera regione del vicino Medio Oriente e nell’area
del Mediterraneo". Una preoccopazione che si
unisce a quella per "la crisi dell’ordine internazionale, incentrato
sull’Onu, con la moltiplicazione delle iniziative unilaterali" che
indeboliscono "il sistema multilaterale anche di fronte a sfide comuni
come le effettive ragioni di sicurezza legate al rischio di realizzazione di armi
nucleari da parte dell’Iran, quelle relative alla sicurezza di Israele e dei
suoi cittadini, alla condanna del regime di Teheran e delle sue disumane
repressioni".
Nelle conclusioni del Consiglio supremo di difesa, vengono
poi chiarite le altre questioni legate al conflitto apertosi con l'attacco di
Usa e Israele all'Iran. Si prende atto "favorevolmente che, con propria
risoluzione, il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte
dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla
necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio
nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro
giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro
attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico". Analogamente si
prende atto "che eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro
delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al
Parlamento".
Approfondite poi durante la riunione del Consiglio "le
linee già illustrate dal Governo in Parlamento per affrontare la crisi in atto
nel Mediterraneo, in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo, a partire
dall’impegno per la messa in sicurezza delle migliaia di cittadini italiani
presenti nella regione e della decisione di fornire sostegno e assistenza ai
Paesi del Golfo, amici e importanti partner strategici dell’Italia, a tutela
dei numerosi militari italiani presenti in quelle aree, in base a missioni in
atto e già autorizzate dal Parlamento".
Sottolineata inoltre "l’importanza dell’iniziativa
assunta dal Governo di operare insieme ai principali alleati europei, in
particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul
piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della
sicurezza. Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati
verso Cipro – territorio dell’Unione europea- e verso la Turchia –territorio
dell’Alleanza atlantica- e intercettati dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale
nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della
sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che
internazionale".
Presenti il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni; i
ministri degli Esteri, Antonio Tajani; dell'Interno, Matteo Piantedosi; della
Difesa, Guido Crosetto; dell'Economia, Giancarlo Giorgetti; dello Sviluppo
economico, Adolfo Urso; il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Alfredo Mantovano; il capo di stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano;
il segretario del Consiglio supremo di difesa, Francesco Garofani; il
segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti.
Il comunicato del Quirinale: "Nell’attuale contesto di
instabilità -irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia
all’Ucraina– con le progressive lacerazioni della pacifica convivenza
internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose
violazioni del diritto internazionale, l’Italia è impegnata a ricercare e
sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e
diplomatica. Nel pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione", dal
Consiglio arriva una "forte preoccupazione per il moltiplicarsi di
conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono
in gioco nostri interessi strategici vitali. Attacchi a civili, di cui troppo
sovente sono vittime bambini come nel caso della strage della scuola di Minab,
sono sempre inaccettabili". Il Consiglio sottolinea inoltre "come
l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a
forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche".
Le valutazioni del Consiglio: Il Consiglio valuta
"gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello
Stretto di Hormuz". Particolare attenzione per la situaziuone
in Libano, con la richiesta ad Israele "di
astenersi da reazioni spropositate alle comunque
inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo
drammatico conflitto. Come sempre il prezzo più alto lo pagano le popolazioni
civili, con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dal
Sud del Libano e altrettanti dalle aree sciite di Beirut".
Il Consiglio perciò "ritiene allarmanti le continue
gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di
inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di Unifil,
attualmente a guida italiana. Anche in relazione alle decisioni del Consiglio
di Sicurezza dell’Onu di concludere la missione UNIFIL, resta ineludibile
garantire la sicurezza della Linea Blu, favorendo l’incremento delle capacità
delle Forze Armate libanesi".
Viene infine espressa "condanna per l’aggressione ai
militari italiani a Erbil in Iraq", manifestando al contempo
"sentimenti di intensa vicinanza e gratitudine a tutti i militari
impegnati nelle varie operazioni in Italia e all’estero e, in particolare, per
i militari italiani impegnati nella missione Unifil nel sud del Libano e in
quelli nei Paesi del Golfo, per l’esemplare professionalità manifestata
nell’assolvimento del loro compito".