GRAN BRETAGNA: IL PREMIER KEIR STARMER SI È DIMESSO E
BURNHAM SI CANDIDA
LONDRA - Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni
da leader del Partito laburista britannico e da primo ministro, in un
atteso discorso alla nazione davanti al numero 10 di Downing Street.
L'uscita di scena Starmer, travolto dall'impopolarità e dal
crollo di consensi anche all'interno del Labour, spiana la strada alla sua
sostituzione con l'ex sindaco di Manchester, Andy Burnham. Tutto questo
accade mentre in queste ore si ricordano i 10 anni dal referendum sulla Brexit, si voto il 23 giugno 2016.
Dunque
attorno alle 12 arriva l'annuncio: il neo deputato
Burnham si candida alla leadership del Labour: "Keir ha reso un enorme
servizio al nostro Paese e voglio ringraziarlo per la sua guida e dedizione in
un periodo così difficile", ha dichiarato l'esponente progressista
considerato come il grande favorito alla successione di Starmer alla guida del
partito di maggioranza e del governo.
Starmer ha ammesso che la domanda che il suo partito si sta
ponendo è se lui sia la persona più adatta a guidarlo alle prossime elezioni
generali e ha detto di aver "ascoltato la risposta" della dirigenza
laburisti e di "accettarla con serenità".
“Ogni decisione che ha preso” è stata dettata dal
"mettere al primo posto il Paese che amo". "Mi dimetterò da
leader del Partito Laburista" ha aggiunto.
Prima di annunciare le dimissioni, Starmer ha dichiarato di
aver ereditato un Partito Laburista "in bancarotta politica, finanziaria e
morale". Ha affermato di essersi sentito ripetere "più e più
volte" che il partito era "finito", ma di aver "dimostrato
che si sbagliavano", di aver cambiato il partito "sradicando il
veleno dell'antisemitismo, ripristinando la fiducia nell'economia, nella difesa
e nella sicurezza nazionale".
Il premier dimissionario ha quindi parlato di
"investimenti garantiti, infrastrutture in costruzione, fine
dell'austerità con il calo più rapido delle liste d'attesa del Servizio
Sanitario Nazionale degli ultimi 17 anni, il più grande miglioramento dei
diritti per i lavoratori e gli inquilini in una generazione". Quindi ha
citato "il maggiore aumento della spesa per la difesa dai tempi della
Guerra Fredda".
Parlando di immigrazione, ha spiegato che c'è stato un
"calo degli attraversamenti in barca" del Canale della Manica,
"la chiusura degli hotel per richiedenti asilo". Inoltre, ha parlato
delle politiche messe in campo dal suo governo per
''la protezione dei giovani dai social media", con la nuova legge che
vieterà l'accesso al social ai minori di 16 anni, e "mezzo milione di
bambini sottratti alla povertà grazie alle scelte che ho fatto".
È un finale toccante quello del premier dimissionario, che
secondo i media era “sul punto di piangere”. Rivolgendosi alla moglie Victoria,
che ha definito la sua “roccia”, Starmer ha detto che “quando lascerò
l'incarico più importante del Paese, dedicherò più tempo al lavoro più
importante: essere il miglior marito possibile per la mia fantastica moglie
Vic, che è stata una roccia al mio fianco nei momenti belli e in quelli brutti,
ed essere il miglior padre possibile per i miei splendidi figli, che sono il
mio orgoglio e la mia gioia”.
Chi è Andy Burnham, l'ex sindaco di Manchester
56 anni, sindaco (ormai ex) della Greater Manchester,
carismatico, nordico e ottimista, Andy Burnham incarna l’alternativa “soft left”
del Partito Laburista: meno rigido, più vicino alle periferie dimenticate,
e con lo stile rilassato di chi preferisce la maglietta alla giacca e cravatta.
I media lo chiamano “King of the North”.
Nato tra Liverpool e Manchester, figlio di un dipendente
British Telecom e di un’assistente, Burnham si è formato a Cambridge ed è
entrato in politica nel 2001. Deputato per 15 anni, ha servito nel Cabinet di
Gordon Brown come Segretario alla Salute e per Bambini, Scuole e Famiglie. Nel
2010 e 2015 ha tentato la leadership del Labour, senza successo. Dal 2017 è
sindaco di Greater Manchester.
La sua vittoria schiacciante nelle suppletive di Makerfield (18 giugno 2026) ha cambiato le sorti della
sfida interna. Burnham ha spianato la strada per una candidatura formale alla
leadership laburista, con molti deputati che lo considerano la “migliore
chance” per rilanciare il partito e contrastare Reform
UK di Nigel Farage. Starmer ha reagito: “Gli elettori hanno scelto speranza e
ottimismo contro divisione e odio”.
Cosa prevede la transizione
È probabile che il Primo ministro rimanga comunque a Downing
Street fino a settembre. Una proroga che servirebbe a
garantire una transizione senza troppi scossoni all'interno del Labour e dello
stesso esecutivo, dando tempo a Burnham di scegliere con calma la propria
futura squadra di governo e le sue priorità politiche; un passaggio di consegne
all'interno del partito ordinato e gestito a livello di capi di gabinetto,
senza mettere a rischio la continuità dell'azione politica.
Detto questo, gli scenari possibili sono essenzialmente
due: il primo, quello preferito dal campo di Burnham, lo vedrebbe eletto
per acclamazione dal partito parlamentare, senza alcuno sfidante - o quanto
meno, nessuno che possa raggranellare il supporto minimo di 81 deputati.
L'ormai ex sindaco di Manchester diverrebbe così leader del partito - e, di
conseguenza, del governo dato che godrebbe implicitamente della fiducia della
grande maggioranza dei parlamentari laburisti.In
tal caso, nel corso della transizione il governo uscente si assicurerebbe di
garantire che i preparativi per la legge di bilancio autunnale procedano
regolarmente, anche se le scelte politiche sulle priorità di spesa sarebbero in
ultima analisi di Burnham.
Il secondo scenario vede invece l'emergere di uno o più
sfidanti alla guida del partito - in teoria, compreso lo stesso Starmer se
ottenesse il sostegno necessario - con il conseguente voto degli iscritti. Le
tempistiche possono variare, ma i precedenti variano fra le sei settimane e
mezza e i tre mesi di tempo: in ogni caso è probabile dunque
a un passaggio di consegne dopo l'estate.
Mentre il partito (ed eventualmente gli iscritti) decide e
gli staff trattano, Starmer rimarrebbe al timone sia pure con un margine di
manovra politico piuttosto limitato - sufficiente tuttavia per far approvare
qualche provvedimento particolarmente significativo: un modo per lasciare
dietro di sé una qualche eredità politica positiva nell'arco di un mandato
iniziato con grandi speranze ma terminato in un sostanziale fallimento.Un
fallimento fra l'altro che è possibile valutare come soprattutto personale: Burnham
ha vinto con largo margine in una circoscrizione che era sì laburista ma che
nelle recenti amministrative aveva visto la vittoria del Reform
Uk di Nigel Farage. Il messaggio dell'elettorato
sembra essere che i voti ci sono ancora, ma non per Starmer.
***