Vertice Cina-Usa, Xi evoca a Trump la 'Trappola di Tucidide'. Di che si tratta

 

PECHINO - Xi Jinping torna a parlare il linguaggio della storia per descrivere il presente. Durante il vertice con Donald Trump nella capitale cinese, il leader cinese ha evocato la cosiddetta “Trappola di Tucidide”, una delle formule più citate negli ultimi anni nel dibattito strategico internazionale, per lanciare un messaggio chiaro agli Stati Uniti: la rivalità tra Washington e Pechino non deve trasformarsi in uno scontro aperto. Il presidente cinese ha invitato gli Usa a considerare la Cina "un partner e non un rivale", in una fase in cui i rapporti tra le due superpotenze sono attraversati da tensioni sempre più profonde: commercio, semiconduttori, intelligenza artificiale, Taiwan e sicurezza globale sono ormai i fronti permanenti della competizione.

 

 

L'espressione è stata resa popolare dal politologo americano Graham Allison, docente di Harvard, autore del saggio Destined for War: Can America and China Escape Thucydides's Trap?. La teoria si ispira alla Guerra del Peloponneso raccontata dallo storico greco Tucidide: il conflitto tra Sparta e Atene sarebbe nato dalla crescita della potenza ateniese e dalla paura che questa ascesa provocò nella Sparta dominante.

 

Applicata al XXI secolo, la formula descrive il rischio di una collisione tra la Cina, potenza emergente, e una potenza consolidata, gli Stati Uniti. Non perché una guerra sia inevitabile, ma perché diffidenza reciproca, errori di calcolo, pressione politica interna e competizione strategica possono rendere il confronto sempre più difficile da controllare. Xi ha ripreso proprio questo concetto davanti a Trump, trasformando una teoria geopolitica in un messaggio diplomatico: evitare che la rivalità degeneri.

 

 

 Nel colloquio con il presidente americano, Xi Jinping ha indicato Taiwan come il punto più delicato delle relazioni bilaterali. Secondo il leader cinese, la gestione dell’isola determinerà il futuro dell’intero rapporto tra Cina e Stati Uniti. Pechino considera Taiwan una provincia ribelle destinata alla riunificazione, mentre Washington continua a sostenere militarmente e politicamente Taipei. È qui che la “Trappola di Tucidide” assume una dimensione concreta: una crisi militare nello Stretto potrebbe trascinare le due potenze in un confronto diretto. Xi ha avvertito che una cattiva gestione del dossier potrebbe spingere i due Paesi "verso lo scontro o persino il conflitto", con conseguenze destabilizzanti per l'intero equilibrio internazionale.

 

La competizione tra Washington e Pechino non si limita più al piano militare. La sfida tecnologica è ormai centrale. Gli Stati Uniti cercano di rallentare lo sviluppo cinese nei semiconduttori avanzati e nell'intelligenza artificiale attraverso restrizioni commerciali e controlli sulle esportazioni. La Cina, dal canto suo, accelera sugli investimenti strategici per ridurre la dipendenza tecnologica dall’Occidente. In gioco non c'è soltanto il mercato, ma la leadership del prossimo ordine mondiale. La rivalità economica si intreccia così con quella geopolitica, alimentando una diffidenza crescente che rende ogni crisi potenzialmente esplosiva.

 

Dietro il richiamo a Tucidide c'è anche una precisa strategia narrativa. Pechino vuole presentare la propria ascesa come un processo naturale e inevitabile, chiedendo agli Stati Uniti di accettare un mondo più multipolare senza tentare di contenere la crescita cinese. Washington, invece, considera la Cina una sfida industriale, militare, tecnologica e ideologica. È questo scontro di percezioni che alimenta il rischio evocato dalla teoria di Allison. Per Xi, la trappola non è il destino scritto della storia, ma il prodotto delle paure reciproche. Il messaggio lanciato a Trump è dunque duplice: riconoscere il peso della Cina e impedire che la competizione tra le due superpotenze precipiti in una crisi irreversibile.

 

Il summit di Pechino arriva in un momento di forte instabilità internazionale, tra crisi energetiche, tensioni in Medio Oriente e nuove corse agli armamenti tecnologici. In questo scenario, il richiamo alla "Trappola di Tucidide" assume un significato che va oltre la semplice citazione colta.

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