Groenlandia, l’Europa risponde alle minacce di Trump: dal 6 febbraio dazi da 93 miliardi contro gli Usa

 

BRUXELLES - La data è il 6 febbraio. Solo cinque giorni dopo gli eventuali nuovi dazi di Donald Trump. E quel giorno, se gli Usa non si fermeranno, scatterà la reazione. Perché - spiega Claudio Tito su "Repubblica" - i controdazi preparati ad agosto dall’Unione Europea sono stati solo sospesi e non ritirati. E quella sospensione finisce il 6 febbraio.

 

Sul tavolo, dunque, la risposta a Washington è già pronta - prosegue Tito - e vale 93 miliardi di dollari. Tariffe che resusciterebbero immediatamente, senza bisogno di nessun intervento legislativo. Basta non agire. Ecco dunque la contromossa europea studiata da Bruxelles e avallata ieri dagli ambasciatori Ue alla nuova minaccia trumpiana di cui si discuterà giovedì prossimo in un Consiglio europeo convocato d’urgenza. Quei dazi erano stati “congelati” per negoziare l’intesa commerciale con la Casa Bianca. L’accordo poi è arrivato a fine agosto e quel pacchetto è rimasto lì dormiente. E anzi la Commissione stava preparando in questi giorni un’altra “sospensione” per non farli entrare in vigore.

 

Ma ora il discorso cambia. Perché stavolta Bruxelles non vuole cedere al tentativo di spaccare l’Unione e, di fatto, far implodere la Nato. Prevedere tariffe diverse per diversi membri dell’Ue, infatti, è stato percepito da Palazzo Berlaymont e dal Consiglio come un ennesimo tentativo di dividere i 27. Anche se si tratta di un tentativo di difficile attuazione: il sistema doganale americano non è in grado di distinguere la provenienza dei beni europei. Per un semplice motivo: lo spazio economico comune consente di fabbricare un prodotto in un Paese e di spedirlo da un altro. Un bullone costruito in Germania può arrivare negli States partendo dal Portogallo.

 

L’arma europea, comunque, è carica ed è stata messa sul tavolo. Al momento, però, l’Ue non farà altri passi per acuire la tensione. La parola d’ordine è in primo luogo “de-escalation”. Tenere i nervi saldi e provare a rimettere il dialogo sui giusti binari. Ci sono quasi due settimane per evitare il collasso delle relazioni transatlantiche.

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