L'alleanza Canada-Ue fa infuriare Trump. Carney a Strasburgo: "Più forti insieme"

di Jean-Pierre Martin

BRUXELLES - Nell'arco di ventiquattr'ore, il rapporto tra Washington, Bruxelles e Ottawa ha vissuto un'accelerazione considerevole. Al centro c'è una parola nuova per il lessico comunitario, “membro associato”, lanciata mercoledì da Ursula von der Leyen durante il discorso sullo Stato dell'Unione e diventata nel giro di poche ore un caso diplomatico internazionale. Questa mattina l'atteso intervento del premier canadese Carney alla plenaria di Strasburgo: "La profondità dei nostri legami non si misura sulla base degli scambi commerciali né è iscritta nei nostri trattati. I nostri legami sono profondamente radicati nelle nostre terre". Carney ha ricordato che "nel cuore della Germania, sopra Weimar, c'è una cresta boscosa che si chiama Ettersberg e per decenni, una quercia porta il nome di Goethe. Si tratta di un monumento vivente agli ideali più elevati della cultura europea".  E ancora: "Con l'oscurarsi del XX secolo, questa quercia è rimasta intrappolata dietro i reticolati di Buchenwald, un testimone silente a fronte del peggior fallimento morale dell'umanità. Goethe aveva capito che bisognava lottare per gli ideali, che i valori non si difendono da soli" e "Ogni giorno! E non una volta nel 45, nel 56 o nell'89. Ogni giorno".

 

La proposta di von der Leyen

Rivolgendosi direttamente al primo ministro canadese Mark Carney, presente in aula come primo capo di governo non europeo ad assistere al discorso annuale, la presidente della Commissione europea ha annunciato l'intenzione di lavorare per aprire la porta al Canada affinché diventi il primo membro associato dell'Ue. Von der Leyen ha inquadrato l'iniziativa in una più ampia "Alleanza per il futuro" che coprirebbe difesa, energia, tecnologia, materie prime critiche e Artico. Va precisato che i trattati europei non prevedono alcuna categoria di "membro associato" e non esiste un modello che il Canada possa adottare direttamente, tanto che i dettagli tecnici sono ancora allo studio di gruppi di lavoro dedicati.

 

L'annuncio ha ricevuto un'accoglienza calorosa in Aula: Carney ha ottenuto una standing ovation dagli eurodeputati mentre si rivolgeva al Parlamento, un tributo raramente riservato a un leader straniero.

 

 

Il discorso di Carney all'Eurocamera: “Maggioranza dei canadesi favorevole a legami più stretti con Europa”

Giovedì 17 settembre, come da programma, il premier canadese è intervenuto direttamente davanti alla plenaria di Strasburgo. "I sondaggi dimostrano che la stragrande maggioranza dei canadesi è favorevole a legami molto più stretti con l'Europa", ha osservato il primo ministro canadese. L'alleanza "apporta così tante cose: potere di mercato, profondità di ricerca, produzione avanzata, capacità e volontà di stabilire standard che il mondo adotta frequentemente, una base industriale della difesa che viene ricostruita a ritmo serrato", mentre "il Canada apporta energia su vasta scala e in ogni forma necessaria alla transizione".

 

"Disponiamo di una delle più grandi riserve mondiali di minerali critici, di profonde competenze nel settore spaziale, dell'intelligenza artificiale e della tecnologia quantistica. Possediamo uno dei sistemi bancari più solidi e uno dei capitali pensionistici più qualificati. La nostra geografia artica è unica e godiamo di un accesso privilegiato alle reti sia atlantiche che pacifiche", ha ricordato Carney."Dove le nostre forze differiscono, si completano a vicenda; dove si sovrappongono, creano una scala maggiore. Dovremmo costruire sui punti di forza reciproci in modo deliberato, sistematico e rapido", ha specificato il leader canadese.

 

“Non propongo un terzo blocco economico per diventare un'altra grande potenza rivale, soltanto con modi migliori. Non cerchiamo potere per dominare altri. Cerchiamo resilienza cosicché nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, minacciare la nostra sovranità o minare la nostra democrazia”. Ha detto ancora Carney al Parlamento europeo. L'allenza tra Europa e Canada “sarà un faro per altre democrazie - ha aggiunto - non definita da quello a cui ci opponiamo ma da quello che sosteniamo: libertà, solidarietà, prosperità, sostenibilità”. Una partnerhsip, ha concluso, “abbastanza forte da fare in modo che nessuno possa imporci le scelte e abbastanza aperta da poter accogliere altri partecipanti”.

 

Alla vigilia dell'intervento, in un'intervista al Financial Times, Carney aveva lanciato un appello ai dieci Paesi membri che non hanno ancora ratificato il Ceta, l'accordo di libero scambio Ue-Canada in vigore in via provvisoria dal 2017, sottolineando che un'intesa più profonda renderebbe entrambe le parti "più sovrane, più resilienti, più indipendenti" e garantirebbe maggiore prosperità. Carney esclude comunque l'ipotesi di un'adesione piena all'Unione o al suo mercato unico, orientandosi piuttosto verso una relazione rafforzata ma distinta.

 

Non sono mancate le critiche interne al Parlamento: il capodelegazione di Fratelli d'Italia, Nicola Procaccini, ha parlato di un "inchino" imbarazzante al premier canadese, chiedendosi perché il Regno Unito non abbia la precedenza come membro associato.

 

La reazione di Trump: “Atto ostile, arriveranno dazi pesanti”

La replica di Donald Trump non si è fatta attendere. Parlando con i giornalisti mercoledì sera, il presidente Usa ha definito l'iniziativa europea "ridicola" e ha avvertito che, qualora l'avvicinamento tra Bruxelles e Ottawa dovesse essere anche solo in minima parte un“atto ostile", gli Stati Uniti imporrebbero "dazi molto pesanti” o interromperebbero del tutto gli scambi commerciali con l'Europa su molti prodotti. Trump ha comunque lasciato una porta aperta: se l'intenzione sarà giudicata buona, non ci saranno conseguenze; se sarà ritenuta cattiva, scatteranno dazi molto pesanti. Il presidente ha anche definito il Canada un "partner commerciale terribile" e ipotizzato l'interruzione degli scambi in alcuni settori.

 

Non è la prima mossa di pressione di Washington sul dossier: mercoledì lo stesso Trump ha firmato un memorandum che esclude i prodotti canadesi dal sistema di approvvigionamento federale statunitense.

 

Da Bruxelles la risposta è arrivata per bocca di un portavoce della Commissione, che ha ribadito come il rafforzamento della partnership con il Canada "non sia contro qualcuno, ma a favore della nostra forza comune".

 

 

Un asse Canada-Ue che si consolida da mesi

L'avvicinamento tra Ottawa e Bruxelles non nasce dal nulla. Diventato premier nella primavera del 2025 in piena escalation commerciale con Washington, Carney aveva già nominato un inviato speciale per l'Ue, John Hannaford, incaricato di esplorare le opzioni di integrazione più ambiziose al di fuori dell'adesione piena. Un percorso proseguito a gennaio, quando al World Economic Forum di Davos il premier canadese aveva esortato le medie potenze a ridurre la dipendenza dalle grandi potenze dominanti, avvertendo che l'integrazione economica può trasformarsi in strumento di coercizione, con un discorso diventato virale.

 

Nelle ultime settimane il pressing diplomatico canadese si è intensificato anche fuori dai confini Ue: mercoledì sera Carney ha incontrato a Liverpool il premier britannico Andy Burnham, discutendo di cooperazione nella difesa e intelligenza artificiale, nel segno di un più ampio riavvicinamento di Ottawa ai partner europei.

 

Il prossimo appuntamento chiave è già fissato: secondo quanto riferito, un vertice Ue-Canada a fine ottobre dovrebbe dare forma concreta al nuovo status, la cui entrata in vigore resterà comunque condizionata alla ratifica di tutti i Paesi membri dell'Unione

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