Iran, il regime spara sulla folla. Teheran: "Se Usa attaccano risponderemo". Israele in massima allerta

 

TEHERAN - Pugno di ferro del regime che spara sulle proteste e minaccia i manifestanti, scesi ancora in piazza, con la pena di morte. Il numero delle vittime, secondo le ong, potrebbe essere di oltre 100. Prosegue il blackout di internet imposto dalle autorità. Trump: "Pronti ad aiutare i manifestanti". Massima allerta per la possibilità di un intervento degli Usa e di Israele. Entrambi saranno considerati "obbiettivi legittimi" e saranno duramente colpiti. E' la minaccia arrivata dal presidente del parlamento iraniano

 

Pugno di ferro del regime in Iran che spara sulle proteste e minaccia i manifestanti, scesi in piazza per il quindicesimo giorno consecutivo, con la pena di morte. Il numero delle vittime, secondo le ong, potrebbe aver superato il centinaio ma si teme un bilancio molto più pesante. Mentre prosegue il blackout di internet imposto dalle autorità, gli ospedali sono 'sopraffatti' dai feriti. 

 

Secondo la Ong statunitense Human Rights Activists News Agency sarebbero oltre 2600 le persone arrestate. Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato proprio che "il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato" e ha celebrato quelli che ha definito "arresti importanti" sottolineando che "i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati".

 

Donald Trump su Truth: "Pronti ad aiutare i manifestanti che lottano per la libertà". Intanto Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Se Stati Uniti e Israele attaccheranno l'Iran, saranno considerati "obbiettivi legittimi" e saranno duramente colpiti. E' la minaccia arrivata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, durante una seduta del Majlis per discutere delle massicce proteste in corso.

***