Iran-Usa, Trump: "Firma dell'intesa con Teheran entro
la prossima settimana"
di Peter Ferrante
LONDRA - Donald Trump ritiene "molto probabile"
che si arrivi a un accordo di pace tra gli Stati Uniti e l'Iran e che questo
possa avvenire prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio.
Lo ha dichiarato in un'intervista a Pbs. Secondo
Trump, lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto a tutte le navi, comprese quelle
iraniane, se Teheran accetterà i termini attualmente in discussione con
Washington. "Supponendo che l'Iran accetti di dare quanto concordato, il
che è forse un'ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury giungerà al
termine", ha dichiarato Trump su Truth.
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una
"fonte ben informata", che "la proposta degli americani contiene
diverse clausole inaccettabili". Lo riporta Ynet.
La Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che il transito sicuro
attraverso lo stretto di Hormuz sarà garantito con la fine delle minacce
statunitensi e l'introduzione di nuove procedure. Lo riportano i media statali,
citati dalla Reuters.
La Casa Bianca ritiene di essere vicina ad un accordo con
l'Iran su un memorandum d'intesa in 14 punti per mettere fine alla guerra. Lo
riferisce il sito Axios, aggiungendo che Washington aspetta risposte da Teheran
nelle prossime 48 ore. L'intesa prevede l'impegno iraniano ad una moratoria
sull'arricchimento nucleare, l'ok degli Stati Uniti alla revoca delle sanzioni
e allo sblocco di miliardi di dollari di fondi iraniani congelati e la revoca
di entrambe le parti delle restrizioni al transito attraverso lo Stretto di
Hormuz. Fonti pachistane citate dalla Reuters confermano i progressi: “Ci siamo
quasi, chiuderemo la questione molto presto”.
Intanto una nave portacontainer della Cma
Cgm è stata "bersaglio di un attacco" nello
Stretto di Hormuz. "La Francia non era in alcun modo l'obiettivo
dell'attacco" alla nave, ha affermato Macron. La portaerei francese,
Charles-de-Gaulle, e la sua scorta, passano oggi il
Canale di Suez per preposizionarsi nella regione del
Golfo nel caso di avvio di una missione,
promossa da Londra e Parigi, allo scopo di ripristinare
la navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il
ministero delle Forze armate a Parigi
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