“Il tempo sta per scadere", ultimatum di Trump
all'Iran. Teheran: "Reagiremo”
Se vuole evitare un attacco che sarebbe
"peggiore" di quello del giugno scorso contro i suoi siti nucleari,
l'Iran torni al tavolo per negoziare un accordo perché ormai "il tempo sta
per scadere". A lanciare l'ultimatum è Donald Trump, che dagli Usa
minaccia Teheran di scagliare la sua "imponente armada"
contro il Paese. Un monito che ha scatenato l'ira degli
ayatollah, pronti a
rispondere a una eventuale offensiva degli Stati Uniti "come mai
prima".
L'ultimatum del presidente americano, come ormai
consuetudine, è arrivato via social. E' su Truth infatti che Trump ha spiegato che "si spera che
l'Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo equo
e giusto - senza armi nucleari - che sia vantaggioso per tutte le parti. Il
tempo sta per scadere, è davvero essenziale!".
"Come ho già detto una volta all'Iran - ha intimato il
leader americano - concludete un accordo! Non l'hanno fatto, e c'è stata
l'"Operazione Midnight Hammer" a giugno, che ha provocato "una
grave distruzione dell'Iran". "Il prossimo attacco sarà molto
peggiore! Non fate in modo che ciò accada di nuovo", ha avvertito ancora,
parlando poi della sua "imponente Armada" che "sta facendo rotta
verso l'Iran. Si muove rapidamente, con grande potenza, entusiasmo e
determinazione. È una flotta più grande di quella inviata in Venezuela, guidata
dalla grande portaerei Abraham Lincoln. Come nel caso del Venezuela, è pronta e
in grado di compiere rapidamente la sua missione, con rapidità e violenza, se
necessario", l'avvertimento del tycoon, lasciando intendere che le
possibilità di un'operazione militare Usa contro la Repubblica islamica siano a
questo punto in aumento.
Alla minaccia di Trump sono quindi seguite le parole del suo
segretario di Stato, secondo cui l'Iran in questo momento sarebbe "più
debole che mai". Questa la convinzione espressa da Marco Rubio davanti
alla commissione Esteri del Senato"Quel regime -
ha detto - è probabilmente più debole di quanto sia mai stato e il nucleo del
problema che affrontano, diversamente dalle proteste viste in passato sugli
stessi temi, è che non hanno il modo di rispondere alle richieste dei
manifestanti", che protestano perché "l'economia è al collasso".
"Nessuno sa" chi prenderebbe il potere nel Paese
qualora la Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, fosse rimosso, ha poi
sostenuto. Il capo della diplomazia americana ha poi ammesso che uno scenario
del genere sarebbe "molto più complesso" della situazione in
Venezuela e richiederebbe una riflessione "molta attenta".
Come prevedibile, l'ultimatum di Trump ha intanto scatenato
la durissima reazione dell'Iran. A rispondere fermamente su X è stato il
ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che nello stesso post ha prima
ribadito la volontà all'accordo e poi minacciato ritorsioni nel caso di attacco
alla Repubblica islamica.
"Abbiamo sempre accolto con favore un accordo nucleare
vantaggioso, giusto ed equo, su un piano di parità e libero da coercizioni,
minacce e intimidazioni, che garantisca i diritti dell'Iran alla tecnologia
nucleare pacifica e assicuri l'assenza di armi nucleari", ha scritto, per
poi tuttavia sottolineare che "le nostre coraggiose forze armate sono
pronte, con il dito sul grilletto, a rispondere immediatamente e con forza a
qualsiasi aggressione contro la nostra amata terra, il nostro cielo e il nostro
mare".
"Le preziose lezioni apprese dalla guerra dei 12 giorni
- ha quindi aggiunto - ci hanno reso in grado di rispondere in modo ancora più
forte, rapido e profondo". L'Iran, ha poi concluso Araghchi,
"non ha mai cercato di acquisire" armi nucleari né queste fanno parte
della sua dottrina difensiva.
A rispondere al tycoon anche un post dell'ambasciata
iraniana all'Onu: "L'ultima volta che gli Stati Uniti si sono lanciati in
guerre in Afghanistan e Iraq, hanno sperperato oltre 7.000 miliardi di dollari
e perso più di 7.000 vite americane. L'Iran - si legge - è pronto al dialogo
basato sul rispetto e sugli interessi reciproci, ma se costretto, si difenderà
e risponderà come mai prima".
"Un 'attacco limitato' è un'illusione. Qualsiasi azione
militare da parte degli Stati Uniti - di qualsiasi origine e a qualsiasi
livello - sarà considerata l'inizio di una guerra e la sua risposta sarà
immediata, totale e senza precedenti, colpendo il cuore di Tel Aviv e tutti
coloro che sostengono l'aggressore", l'ultimo avvertimento su X lanciato
dal consigliere della Guida Suprema Khamenei, Ali Shamkhani.
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(Credits: Adnkronos)