Gran Bretagna, maxi piano per la
difesa: 15 miliardi in più, spesa fino al 4,2% del Pil
di Peter Ferrante
LONDRA - Il Regno Unito accelera sulla difesa con un
nuovo pacchetto di investimenti e un significativo aumento delle risorse per
sicurezza e capacità militari. La cancelliera dello Scacchiere, Rachel
Reeves, ha annunciato un incremento aggiuntivo di 15 miliardi di sterline,
ottenuto ridistribuendo le risorse già previste nel bilancio dello Stato,
nell'ambito di quella che ha definito una strategia di "securinomics", che lega la sicurezza nazionale alla
crescita economica.
Reeves, citata dalla Bbc, ha rivendicato che il governo ha
già realizzato il più ampio aumento della spesa per la difesa "dalla fine
della Guerra Fredda", sottolineando che il rafforzamento della
sicurezza non riguarda scenari remoti ma rappresenta "un'esigenza
immediata e pressante". "Difendendo noi stessi, difendiamo i
nostri alleati e i nostri valori", ha affermato.
Il primo ministro dimissionario, Keir Starmer, ha presentato
il nuovo Defence Investment Plan, che porterà la
spesa complessiva per difesa e sicurezza fino al 4,2% del Pil, poco sotto il
target del 5% fissato dalla Nato. Il piano prevede un impegno complessivo
di 298 miliardi di sterline nei prossimi quattro anni e punta a costruire una
"Nato più europea", ha indicato Starmer, secondo cui la guerra in
Ucraina è destinata a "modellare le nostre vite per decenni". In caso
di vittoria russa, ha avvertito, Vladimir Putin "non si fermerebbe lì, ma
volgerebbe lo sguardo verso altri alleati".
Nel dettaglio, il programma include oltre 8 miliardi per il
Global Combat Air Programme con Giappone e Italia per
lo sviluppo di un nuovo caccia stealth, più di 63 miliardi per il rinnovo del
deterrente nucleare britannico (sottomarini, nuove testate e 12 F-35A), 26
miliardi per il progetto 'Royal Oak' di ammodernamento delle basi navali, tra
cui Faslane, Portsmouth e Devonport, e oltre 5
miliardi per la trasformazione dei sistemi con droni e piattaforme autonome.
Sono inoltre previsti quasi 2 miliardi per l'integrazione
digitale delle forze armate attraverso il nuovo sistema di targeting, circa 790
milioni per la protezione delle basi in patria e all'estero e lo sviluppo di
capacità anti-drone, oltre 11 miliardi per l'aumento delle scorte di armamenti,
inclusi missili a lungo raggio. Il piano include anche investimenti in
intelligenza artificiale, con 100 milioni per una task
force dedicata. Starmer ha inoltre confermato che il piano sarà presentato ai
partner della Nato al prossimo vertice di Ankara del 7-8 luglio, dove verranno
discussi anche gli obiettivi di spesa dell'Alleanza.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha accolto
positivamente il piano, definendolo "un passo importante" verso il rafforzamento
delle capacità dell'Alleanza e un contributo alla sicurezza collettiva,
ribadendo che il tema della spesa e della produzione militare sarà
centrale nel prossimo vertice in Turchia.