Pedro
Almodóvar e il discorso che ha commosso il Festival di Cannes
di
Stefania Saltalamacchia - Vanity Fair
Pedro
Almodóvar sulla Montée des Marches
con Bárbara Lennie e Leonardo Sbaraglia, uno a destra e una a sinistra,
come i due alter ego che sono nel film. Dietro di loro Aitana Sánchez-Gijón,
Victoria Luengo, Patrick Criado, Milena Smit, Rossy de Palma. Il red
carpet di Amarga Navidad (Bitter Christmas)
al Festival di Cannes 2026 - martedì 19 maggio, ottavo giorno - è stato prima
di tutto un ritratto di famiglia. Quella di Almodóvar: il regista che ha 76
anni e otto film in concorso sulla Croisette (nessuno ne ha mai portati così
tanti).
A guidare
il gruppo c'era lui, con l'aria da padrone di casa. Bárbara Lennie, protagonista del
film, gli è rimasta accanto per tutta la sera, è lei il cuore di Amarga Navidad, la regista in crisi che va a
Lanzarote a elaborare un lutto. Leonardo Sbaraglia, argentino, è l'altro
protagonista: il regista che scrive la storia di Lennie. Aitana Sánchez-Gijón è
tornata sul tappeto rosso per la seconda volta in una settimana, era già nel
cast di The Beloved con Javier Bardem. Rossy de Palma, musa
storica di Almodóvar, nel film ha un cameo, e sul red carpet ha portato
esattamente la stessa energia.
Poi le luci si
sono spente. Un'ora e 52 minuti dopo, standing ovation. Sei minuti e mezzo
di applausi secondo Variety, non i
17 minuti di Venezia per The Room Next Door. Poi Almodóvar ha parlato,
rivolgendosi alla sala. Ha detto che ha sempre amato l'accoglienza che Cannes
gli riserva dal momento in cui entra nel cinema. E che gli mancherà quando non
potrà più venire. Applauso lunghissimo. Un secondo giro di applausi. Il
pubblico l'ha accompagnato fino all'uscita dal teatro.
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(Stefania
Saltalamacchia www.vanityfair.it)