PUBBLICATA
DA BERTONI EDITORE
“Castigo”,
la storia che Emanuele Bissattini teneva da parte ha visto ora la luce
di
Michele Sabatini
ROMA - Conosco
Emanuele Bissattini da vent’anni, nel tempo mi ha sempre raccontato di una
storia che teneva da parte in attesa di trovare l’occasione giusta. In questi
anni questa storia me la sono immaginata, l’ho letta mille volte sulle pagine
dei libri che il mio amico pubblicava. Ora è arrivato il suo tempo, “Castigo”
ha visto la luce come romanzo per Bertoni Editore. Provo a raccontarla.
Nel 1998
Giorgio “Bum Bum” Vincenti cercava nel pugilato il
riscatto da un padre violento, Sante, da una madre succube e da un fratello,
Nicola, deciso a costruire la sua strada a qualsiasi costo. Nel 2018 Giorgio è
una guardia penitenziaria che somministra “il castigo” ai criminali del reparto
sex offender del carcere di Rebibbia, a Roma. Li picchia, nell’indifferenza
generale e con la complicità di alcuni colleghi. Giorgio ha una moglie che lo
tradisce e un figlio con il quale non riesce a parlare. Vicino a lui c’è Vanni,
l’amico di vecchia data, la sola persona che riesce a sentire qualcosa nei
lunghi silenzi di “Bum Bum”. In carcere Giorgio
conosce Valentina, una trans di origine brasiliana. Anche lei subisce il
castigo, ma poi si lega a Giorgio con una tenerezza che lui non può
permettersi.
“Castigo”
segue due linee temporali distanti venti anni. La prima è il passato di
Giorgio, segnato da un incidente. La seconda è il presente, che racconta la sua
discesa nell’abisso delle violenze in carcere. Il libro nasce da un fatto di
cronaca reale, l’omicidio di una trans in carcere ad opera di una guardia
penitenziaria, fatto passare nell’inchiesta ufficiale come un suicidio dalle
meccaniche impossibili, riportate nel romanzo.
“Castigo” è un
libro di atmosfere. È un film con una fotografia cupa, i toni del grigio in
risalto. È saturazione di ambienti. Aria consumata. Odore di rancido. Quel
sudore asciugato e riarso dall’esercizio, che soltanto chi frequenta una
palestra di boxe può conoscere. La vita è una estroflessione del ring ed il
carcere la sua impura sublimazione.
Questo romanzo
è un vero noir mediterraneo: potrebbe essere ambientato a Marsiglia per
come chiede ai suoi personaggi di resistere o andarsene. Ma qui siamo a Roma,
nella sua periferia, o meglio nella sua area metropolitana. Dal centro fin
laggiù al mare. La città, che solo specchiata attraverso i vetri di un autobus
si può incontrare. Con il giorno che nasce già morto e non vede l’ora di
consegnarsi alla notte, perché è al buio che certe esistenze prendono vita e
deflagrano. Prima che il mattino presenti il conto: ciò che rimane. Qui si
decide di restare perché non si ha altro posto dove andare. E non ci si arrende
alla criminalità, semplicemente gli si vive accanto.
Quelli del
libro sono personaggi masticati, come tabacco rollato in bocca e sputato.
Ognuno con la propria croce, ognuno con il desiderio di essere avvicinato da
qualcuno, lontano dalle proprie spine. Perché questa umanità sconfitta e da
nessuno ascoltata, non sembra credere più neanche nell’amicizia. L’amore? Non
c’è tempo per l’amore. Cos’è l’amore se non si riesce a mettere un minuto
dietro l’altro? Quindi, la salvezza è una routine: una boccata d’aria dietro
una scarica di colpi al sacco da boxe. Per affermarsi, per credersi vivi.
Continuare a illudersi. Rimandare, mentre i problemi crescono e diventano così
grossi che è inutile affrontarli.
È il trionfo
dell’economia dei “lavoretti”, quelli che si fanno quando si smonta dal proprio
turno senza che si abbia un vero guadagno, soltanto per riparare qualche
debito. Debito su debito, una vita può deviare il suo percorso e andare alla
deriva. Ma tutti noi finiamo inconsapevolmente per seminare qualcosa, che può
sorprenderci e germogliare. Soprattutto se in tutti questi anni c’è stato
accanto, a distanza di sicurezza. Un figlio, o piuttosto entrare in relazione
con l’altro. Un frutto che si ha paura di cogliere, che si teme di rovinare.
Per una forma di rispetto che sa d’etica e allo stesso tempo del suo
tradimento.
Emanuele
Bissattini con “Castigo” si evolve come autore, cerca di dare uno spessore, una
profondità diversa ad un’opera di genere che sprigiona una violenza inusitata.
Una rabbia che non viene addomesticata, semmai schivata attraverso una
narrazione iper-sceneggiata. La sua scrittura è precisa, tagliente come mai è
stata. Il lettore cerca una via di fuga, qualcosa in cui identificarsi affinché
il libro possa lasciargli qualcosa. Salvarsi. Ma in verità questa storia non è
per tutti, o meglio è soltanto per coloro che hanno il coraggio di leggerla
sporcandosi le mani.
Quando leggo
un nuovo libro di Emanuele Bissattini spero sempre prima o poi che venga
trasposto al cinema o in una serie tv, stavolta ho un desiderio in più: vorrei
che ne fosse tratta anche una graphic novel.
Mi sembra la destinazione naturale di questa parabola: per il bianco e il nero,
per la sua permanenza sulla carta e il respiro che soltanto questa può darle.
«Quando ti
ho visto sul tetto del mondo il tetto del mondo era molto vicino. Prendevi a
pugni Dio Cristo e saltavi sul ring perché il polacco era rimasto giù dopo il
dieci.
Perché eri
il campione.
Perché
quello che volevi era quello che meritavi, e per te era la prima volta.
Fregene era
New York e il tendone il Madison Square Garden. Per portare tutti quelli che
erano venuti a guardarti era bastato un pulmino ma a te non importava, perché
due, dieci o mille, tutti erano specchi che tenevano i pugni alti come i tuoi.
Quanto ti
era costata quella vittoria lo avevano capito in pochi, quelli che avevano gli
occhi giusti per guardare.»
Emanuele Bissattini. Romano, classe 1977, è scrittore noir, autore e
sceneggiatore. Nel 2025 pubblica il romanzo Castigo, per Bertoni
Editore. Per Round Robin è autore della trilogia di Glock: il primo volume, del
2017, è Glock 17, la pazienza dell’odio; a cui seguono 47, l’oscurità
del Golem nel 2018, finalista al premio Garfagnana in Giallo – Barga Noir,
e Quinto, non uccidere, del 2021. Del 2017 è anche blu32, per
Robin Edizioni – Biblioteca del Vascello – collana Giallo e Nero d’Autore. Per
Round Robin è coautore e sceneggiatore, tra gli altri, di David Rossi, una
storia Italiana (2019) e di Il Buio, la lunga
notte di Stefano Rossi (2018). È curatore e sceneggiatore della collana
Tempesta di Round Robin, la prima dedicata ai graphic thriller. Nasce
giornalista di inchiesta sociale con il manifesto, l’Espresso e il Messaggero,
e da allora il gusto per gli ultimi e per le periferie non lo ha mai
abbandonato. Insegna kickboxing e pratica brazilian jiu jitsu e grappling
SCHEDA
LIBRO
Titolo: Castigo
Autore: Emanuele Bissattini
Editore: Bertoni Editore
Anno
edizione: 2025
Pagine: 258 p.
ISBN: 9788855359849
Prezzo: € 18,00
*********************************************