Torna Factory Fest. In ottobre l’Umbria diventa una scena diffusa per teatro,
danza, musica e performance.
Dal 2 al 4 e dall’8 all’11 ottobre 2026 torna
Factory Fest – Festa delle arti
performative, il festival diffuso ideato da Gestioni Cinematografiche e
Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria
International, con la direzione artistica di Elisabetta ed
Emiliano Pergolari. Giunto alla sesta edizione, Factory Fest attraversa Spoleto, Campello sul Clitunno,
Foligno, Spello e Perugia, trasformando teatri, spazi culturali e luoghi
del territorio in una scena diffusa per le arti performative contemporanee.
Giovedì 17 settembre a Palazzo della Penna di Perugia si
è tenuta la conferenza stampa di presentazione durante la quale sono stati
illustrati programma e novità. Oltre ai due direttori artistici, sono
intervenuti il vicepresidente della Regione Umbria e assessore regionale alla
cultura Tommaso Bori, l’assessore con delega allo spettacolo dal vivo
del Comune di Perugia Fabrizio Croce, Chiara Sabatini (La MaMa), Marco Betti (Teatro Stabile dell’Umbria), Massimiliano
Burini (Occhisulmondo), Marco Lucci (Fontemaggiore), Silvio Impegnoso (responsabile
formazione per Factory Fest).
“Questa iniziativa anima soprattutto la Valle Umbra dove
le politiche culturali devono tornare protagoniste” ha
affermato l’assessore regionale Bori che poi ha aggiunto: “Come noi facciamo
la nostra parte con la ‘chiamata alle arti’ anche Factory
Fest ha impostato il lavoro non con una logica di competizione ma cooperativa e
quindi è ancora più apprezzabile il percorso che è stato creato. Il nostro
investimento sulla cultura è sia economico che di condivisione e quindi realtà
come queste possono certamente contare su di noi”.
Per l’assessore comunale Croce in Factory
Fest “è interessante la modalità delle restituzioni di certe attività visto
che i linguaggi artistici contemporanei sono oggi sempre più trasversali alle
discipline”. “Fa quindi molto piacere – ha concluso – ospitare la
rassegna anche a Perugia per la prima volta e in futuro cercheremo quindi di
essere sempre più collaborativi”.
Negli altri interventi è stato sottolineato come le
collaborazioni attivate con la rassegna non si limitano solo ad inserire
spettacoli dentro il programma ma rafforzano soprattutto un dialogo che sta
permettendo, alle varie realtà umbre delle arti performative, di interagire e
crescere continuamente.
Ed in merito al tema di questa edizione “Fuori di sé”
i direttori artistici Emiliano ed Elisabetta Pergolari hanno affermato: “Il
mondo sembra fuori di sé, attraversato da guerre, catastrofi, violenze,
disuguaglianze, sfruttamento dei corpi e della terra. Intorno, si restringono
gli spazi della parola, del dissenso e della presenza pubblica. La domanda,
allora, è come uscire dal sé senza smarrire il mondo. Fuori di sé è una pratica
di sottrazione, apertura e ricomposizione. E allora a Factory
Fest 2026 vogliamo perderci nell’atto rituale della danza, dei corpi, del ritmo
animale; nel suono ancestrale e nella parola che evoca e convoca; in una festa
che non è intrattenimento, ma azione collettiva, sentire comune, presenza
condivisa”.
Tra le presenze che danno forma a questa edizione,
nell’area del teatro e della scrittura scenica, Factory
Fest accoglie La vita degli animali, nuovo lavoro di Elisa Pol e Chiara
Lagani in una delle sue prime presentazioni pubbliche, insieme a due nuove
creazioni: Alla linea – Ponthus di Tripee Teatro e Lori di Nicoletta
Nobile / Drama Teatro (primo studio). Sul terreno della ricerca
coreografica, il programma comprende Verso la
specie di Claudia Castellucci / Compagnia Mòra,
produzione Societas, e Comeback
di Fabritia D’Intino e Agnese Banti.
Tra musica e ricerca sonora, Hiraeth di Antonina
Nowacka e Sofie Birch, presentato in prima nazionale, mentre Alfio
Antico, Lorenzo Urciullo (Colapesce) e Mario Conte tornano
insieme in una performance dal vivo che celebra i dieci anni dall’uscita di Antico,
l’album che ha unito le loro visioni artistiche.
Il titolo dell’edizione 2026, Fuori di sé,
invita a spostare il proprio punto di osservazione e a uscire dal centro
dell’io per confrontarsi con ciò che sta fuori: l’ambiente, gli altri corpi, la
comunità, la storia, il conflitto, il suono. Una postura che attraversa un
programma in cui teatro, danza, musica, performance, installazioni, cinema,
radio e formazione si incontrano e si contaminano.
Quello che emerge è un programma che non cerca una
risposta univoca a cosa significhi essere Fuori di Sé. Ne
attraversa piuttosto le possibilità: incontrare ciò che non siamo, misurarsi
con un mondo che sembra aver perso la propria misura, affidare il corpo a ritmi
che eccedono l’individuo, lasciare che una voce ne incontri altre, che il suono
modifichi lo spazio, che un gesto individuale apra la strada a un’azione
collettiva. Un incontro che accade qui, solo in questo momento, mentre la
catastrofe incombe.
Factory Fest
– Festa delle arti performative è a cura di Gestioni Cinematografiche e
Teatrali in collaborazione con La MaMa Umbria
International. Il progetto è realizzato con il patrocinio e il sostegno del
Ministero della Cultura, Regione Umbria, Comune di Foligno, Comune di
Spoleto, Comune di Campello, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. In
collaborazione con Teatro Stabile dell’Umbria, CURA, Fontemaggiore,
CoopCulture, Holydays
Festival, Palazzo Collicola, Teatro San Carlo, Coop. DENSA, Occhisulmondo,
E-Production srl, Nerval Teatro, Caritas/Arca del
Mediterraneo.
Programma completo su factoryfest.it/2026-programma/