A
CURA DI MARINELLA CERVINI
Un angelo venuto dal Sud. Suor Clementina al secolo Maria
Potenza Zagari
di Michele Sabatini
Più che recensire un libro,
stavolta voglio raccontare una storia, quella di una religiosa italiana nata
nel 1927 e venuta a mancare nel 2013, ma soprattutto dell’impatto che ha avuto
su un luogo e sulle persone che lo abitano. Eppure il
libro c’è: edito nel 2024 da Il Ponte, è stato scritto da Marinella
Cervini per conto dell’Associazione Amici di Suor Clementina APS. Il
suo titolo? “Un angelo venuto dal Sud. Suor Clementina al secolo Maria
Potenza Zagari”.Ma perché è stato scritto?
Ci sono persone speciali che vivono in mezzo a noi.
Persone che per il loro comportamento possono essere definiti come “angeli”
mandati dal cielo a fare del bene a coloro che li circondano. Magari nel
silenzio. Suor Clementina, nata Maria Potenza Zagari a Filandari (Catanzaro)
il 5 settembre 1927, partita dalla Calabria sul finire degli anni ’40
del secolo scorso e vissuta fino alla sua morte a Saludecio - un piccolo
comune della provincia di Rimini - è una di queste.
Ho letto il suo libro perché mi è stato regalato: ma in
verità, io Suor Clementina l’ho conosciuta da bambino per occasioni di
parentela, avrò avuto 10 anni o giù di lì. Di
quell’incontro conservo in memoria fotogrammi di un viaggio rocambolesco, fatto
di nebbia e di pioggia, e il ristoro di un bel piatto di tortellini in brodo, i
più buoni che abbia mai mangiato. Ricordo la sua mano sulla mia testa, una
carezza al mio volto, la sua voce gentile, parole consone per accogliere un
bambino e la sua famiglia. Non sono più tornato a trovarla, ma la sua è stata
una presenza costanza della mia vita grazie al pensiero, al racconto di quella
giornata.
Ho letto il suo libro ed ho incontrato la forza del suo silenzio, l’ho
conosciuta meglio ed ho appreso del suo essere “santa delle piccole cose”.
Questo volume racconta la sua storia di “angelo venuto
dal Sud”. Ma in realtà sono tre le esistenze che si intrecciano
indissolubilmente in queste pagine. Quella di Suor Clementina, quella di Santo
Amato e quella di Don Masi, il fondatore delle Sorelle dell’Immacolata
di Miramare a Rimini, la congregazione alla quale apparteneva Suor Zagari.
Nella vicenda umana di questa sorella si intravede sempre
in filigrana Santo Amato, al secolo Amato Ronconi, un religioso vissuto
a Saludecio nel 1200 e proclamato santo da Papa Francesco nel 2014. Ci sono
però anche tracce dell’esperienza mistica di San Benedetto da Norcia,
padre del monachesimo occidentale e patrono principale d’Europa.
Come il santo salucedese, Suor
Clementina ha scelto di stare accanto ai più poveri e di farsi povera con loro,
donando tutta la sua vita.
Se Amato è diventato un santo pellegrino, Suor Clementina
– senza mai spostarsi da Saludecio – è stata in cammino per tutta la vita con
le persone, gente che partiva per “cammini” disparati; ed è stata più premurosa
e misteriosamente informata su fatiche e disagi del percorso, che gli stessi
compagni di viaggio.
Arrivata in Romagna dalla Calabria quasi per caso – o
meglio per il colore e il taglio di un vestito frutto evidente di una chiamata
– Suor Clementina Zagari rappresenta una figura di straordinaria normalità. Una
suora capace di vicinanza, di abbracci forti e teneri, di consigli dettati
dalla fede ma anche dal buon senso. Soprattutto una donna, capace di stare con
i piedi ben piantati per terra anche se la sua mente e il suo cuore erano
spesso rapiti da Dio.
A Saludecio, sulla collina della Valconca riminese, Suor
Clementina ha speso 44 anni della sua vita al servizio degli anziani e della
pastorale parrocchiale. La sua porta era sempre aperta a chiunque cercava
conforto, consiglio, ascolto e concretezza d’amore. Così è diventata la
famiglia di tante persone.
All’affermazione di sé ha sempre preferito l’ascolto
degli altri, il silenzio e magari operare un passo indietro per disinnescare
litigi, oltre ai tanti passi avanti per andare incontro ai tanti bisogni che
scorgeva attorno a sé. Una vera e propria “santa delle piccole cose” appunto.
Lo scorso 7 maggio, in occasione dell’inizio dei
festeggiamenti ufficiali per l'ottavo centenario della nascita di Santo Amato
Ronconi, il santo originario di Saludecio, il piazzale di via dell'Ospedale è
stata intitolato a Suor Clementina, una figura carismatica e molto amata dalla
collettività. La cerimonia civile - che ha visto la partecipazione del Sindaco
Roberto Cialotti, dell’Amministrazione Comunale e di autorità ed ospiti - è
stata preceduta da un momento religioso molto sentito e partecipato. A seguire
non sono mancate le attività ricreative.
La comunità di Saludecio ha vissuto un momento di grande
emozione e gratitudine: in quest’occasione è stata presentata anche una mostra
fotografica interamente dedicata a Suor Clementina, donna di carità,
servizio e fede profonda. Un percorso di immagini che racconta il suo sorriso,
la sua dedizione agli anziani, la sua presenza luminosa. Un omaggio semplice e
vero, proprio come lei.
Devota a Santo Amato, Suor Clementina considerava questo
religioso un vero e proprio "amico usuale" nella sua opera
quotidiana, come da lei stessa raccontato più volte. Non a caso Suor Zagari è
stata fondamentale nel percorso di santificazione di Santo Amato Ronconi
(canonizzato il 23 novembre 2014), poiché è stata una delle principali
testimoni e promotrici della sua causa, fornendo e raccogliendo dettagli e
racconti di devozione popolare e di grazie ricevute, che sono confluiti nel
materiale esaminato per la canonizzazione.
Ora, in Piazza Suor Clementina Zagari vive il suo
sorriso, quello di una sorella che è stata madre grazie al cuore e all’ascolto,
perché sapeva accogliere ogni persona con la semplicità di chi ama davvero. Con
lei non servivano grandi discorsi: bastava uno sguardo, una parola, e tutto
diventava più leggero. Era la voce della bontà, la mano che si tendeva a chi
aveva bisogno, la presenza che trasformava il dolore in speranza.
Grazie a questa piazza il nome di Suor Clementina
risplende tra le luci della sera a Saludecio, come un abbraccio che continua a
scaldare la gente di queste parti. Chi passa di qui sente ancora quella pace
che lei sapeva donare: una pace fatta di ascolto, di servizio e di amore
quotidiano.
A Saludecio si è soliti pregare Santo Amato, il
pellegrino della carità, perché guidi i loro passi sulla via del servizio e
della misericordia. Senza manie di competizione, cosa quanto mai lontana dal
suo essere, si prega anche perché il cuore semplice ma capace di amare e
donarsi di Suor Clementina, continui a battere in ogni gesto di bene.
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SCHEDA LIBRO
Titolo: Un angelo venuto dal Sud. Suor Clementina
al secolo Maria Potenza Zagari
Autore: Marinella Cervini per conto
dell’Associazione Amici di Suor Clementina AP
Editore: Il Ponte