UN RACCONTO POETICO E IRONICO

 

Pupi Avati, “Rinnamorarsi. Cronaca di sentimenti veri e immaginari”

di Michele Sabatini

 

“Rinnamorarsi. Cronaca di sentimenti veri e immaginari” è il nuovo libro del regista cinematografico, sceneggiatore, produttore e scrittore Pupi Avati, un memoir pubblicato da Solferino. L’opera esce per la nuova collana Notti bianche ideata e curata da Isabella Borghese, che prende il nome dal romanzo omonimo di Fëdor Dostoevskij. Una scelta non casuale, che vede il tema dell'incontro come elemento centrale, seppure attraverso una dimensione metaforica che dà spazio alla narrativa, alla saggistica, per un’idea di collana più trasversale.

 

«Mi sono rinnamorato di mia moglie a ottantasei anni, ed è qualcosa che ha a che fare con l’ineffabile. O con la demenza senile».

 

Non c’è dubbio, la vecchiaia è la stagione più crudele della vita: il corpo ti tradisce, i ricordi ti tormentano, ogni giorno diventa un tiro di dadi con il Fato. Ma è proprio in questo tramonto che si ritorna all’essenza, delle cose e di sé, e tutto appare più prezioso. Così, può capitare di rinnamorarsi, magari della stessa donna che hai incontrato e scelto più di mezzo secolo fa sotto un portico di Bologna. E può succedere di provare tenerezza per il cinema, che vive una stagione così difficile e che meriterebbe nuove passioni. Di certo si ritrovano volti e voci ormai sfumati nel tempo, le ragazze che illuminavano le feste dell’adolescenza, un antico corteggiamento a suon di balli lenti e singolari regali, le anziane parenti che ti portavano a baciare i morti: tutto ciò che si credeva perduto torna, e lo scopriamo vivo, come vivi ancora siamo noi.

 

Sul filo dei suoi giorni, in cui ricordi e affetti, successi e fallimenti coesistono in un eterno presente, Avati indaga i sentimenti alla base dell’esistenza umana, la saggezza che sta nel coltivarli e la difficoltà di conservarli di fronte alle minacce del mondo contemporaneo. Un racconto poetico e ironico, attraversato da una misteriosa e solida energia, che ha al cuore la dichiarazione d’amore verso una donna ma si allarga a includere la vita e l’arte tutte intere.

 

Nostalgia, o piuttosto consapevolezza, per quello che è stato e non sarà più, quasi che si fosse fatta la pace con il tempo che scorre e il senso di mancanza che se ne può trarre. Come se si fosse raggiunto un punto di equilibrio, tra ciò che è necessario conservare perché vitale e ciò che si può lasciare andare, lasciare indietro.

 

C’è molta eleganza e buon gusto in questo libro. Modi di fare che rispecchiano l’uomo oltre che l’autore.

 

Aneddoti. Molta misura nel dirimere le questioni, i temi, le persone. Sono ricordi in cui esprimere convinzioni e mai giudizi. O meglio qualche giudizio capita, ma c’è sempre rispetto e non si cade mai nella deferenza. Perché la vita insegna a prendere progressivamente distanza dalle cose. È un processo di cristallizzazione, in cui portare a galla solo le cose importanti, quelle che contano.

 

Questo libro è una preghiera d’amore, o meglio una riflessione sulla possibilità di tornare ad amare, ad innamorarsi di nuovo. Una dimensione della vita che si può riconoscere solo se si è sperimentata, e che ogni volta torna nuova, come fosse uno straniamento, ad insegnarci cose per cui non siamo pronti: non vi avevamo pensato.

 

Pupi Avati parla dell’amore per la propria compagna, ma in realtà è la vita tutta ad essere al centro del suo innamoramento. Avvolgente, totalizzante, intenso. Come solo l’esperienza vissuta, la condivisione, può rendere speciale un rapporto. È la forza della conoscenza, ovvero avere una coscienza della differenza, per distinguere il bene dal male. Senza rimpianti. Lucido. Come chi ha passato del sale sulle proprie ferite ed ha chiesto scusa, permesso, prima di festeggiare i propri successi.

 

Qualche anno fa ho letto un’intervista di Pupi Avati in cui affermava che i suoi film nascevano in viaggio, mentre era alla guida della sua auto. Ecco a me piacerebbe moltissimo fare un viaggio in macchina con lui, perché credo che l’intimità che può dare un viaggio in auto sia inimitabile. Una condizione ineguagliabile per conoscere una persona e far nascere un’amicizia.

 

Credo avrei tante cose da imparare e sollecitato dalla strada penso potrei avanzare anche qualche domanda, così solo per passare del tempo insieme e magari accorgermi dopo del privilegio che ho vissuto. Un valore da conservare, proteggere, utilizzare. Un po’ come questo libro, che per prima cosa va letto e poi donato, perché è un grande inno alla vita. Il modo in cui una persona per bene dice grazie alla propria esistenza e alle persone che ha incontrato.

 

«Oggi vorrei che a mia moglie piacesse la mia vita, vorrei la trovasse ardita, coraggiosa, imprevedibile, mai rassegnata. Vorrei così che si rinnamorasse di me, come io in questo tramonto mi sto rinnamorando di lei. E vorrei soprattutto che, in questo lungo e insidioso nostro percorso di insofferenze e gioie, quel misterioso “per sempre” si avverasse».

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Pupi Avati, sceneggiatore e produttore, è uno dei maestri riconosciuti del cinema italiano. Autore di numerosi romanzi di successo, con Solferino ha pubblicato L’archivio del diavolo (2020), L’alta fantasia (2021) e L’orto americano (2023). 

 

SCHEDA LIBRO

Titolo: Rinnamorarsi. Cronaca di sentimenti veri e immaginari

Autore: Pupi Avati

Editore: Solferino
Collana: Notti bianche

Anno edizione: 2025

Pagine: 128

ISBN: 9788828218135

Prezzo: € 15,00