§GRANDI VINI E
ALTA CUCINA§
Champagne e riso,
un insolito matrimonio. Cinque ricette per abbinare diversi tipi di
bollicine francesi
di
Paola Jadeluca
Venerdì 23 ottobre torna lo Champagne Day, la giornata internazionale
che ogni anno riunisce appassionati e professionisti in tutto il mondo per
celebrare lo Champagne. Un appuntamento che offre l’occasione un brindisi
globale, scoprendo la diversità e la versatilità delle nobili bollicine
francesi anche a tavola. Ma come e quando bere champagne, a cosa accompagnarlo
a tavola?
Quest’anno lo
Bureau du Champagne Italia propone l’abbinamento con
il riso. Il Comité Champagne, lo ricordiamo, è
l’organizzazione interprofessionale della filiera dello Champagne, istituto in
cui i Vigneron e le Maison de Champagne difendono i loro interessi comuni e
contribuiscono all’equilibrio e al prestigio dell’intera filiera e della
denominazione. L’organizzazione interprofessionale dello Champagne favorisce la
cooperazione tra le due famiglie professionali e rappresenta oltre 16.000
Vigneron e 350 Maison.
Riso: preparazioni,
ingredienti e consistenze danno vita a piatti molto diversi tra loro, aprono
altrettante possibilità nell’abbinamento con lo Champagne. Freschezza ed
effervescenza, struttura, dosaggio e diverse espressioni dei vitigni permettono
infatti di giocare, di volta in volta, sull’equilibrio, sul contrasto o
sull’affinità con il piatto. Ecco cinque proposte di abbinamento.
La prima, con un
supplì cacio e pepe, dove la croccantezza della frittura incontra il carattere
deciso del ripieno, si può scegliere uno Champagne Brut ottenuto dai tre
principali vitigni: freschezza ed effervescenza alleggeriscono la componente
fritta, mentre rotondità e morbidezza del frutto sostengono l’intensità del
piatto. C’è poi il risotto al limone con polvere di capperi e gamberi rosa
trova invece un compagno naturale in un Blanc de Blancs:
le note floreali e agrumate richiamano il profilo aromatico del piatto, mentre
freschezza e mineralità dialogano con la sua componente sapida. Con il riso al
salto, cozze e prezzemolo si può sperimentare un Rosé Brut, la cui morbidezza
incontra la componente iodata delle cozze, mentre freschezza ed eleganza rispettano
la nota erbacea del prezzemolo. Per il risotto allo zafferano, la scelta può
orientarsi verso uno Champagne Extra Brut, fresco e teso ma dotato di buona
complessità, capace di bilanciare la consistenza del piatto e sostenere la
persistenza aromatica della spezia. Infine, il risotto ai funghi porcini invita
a provare un Blanc de Noirs: struttura e vinosità sostengono il piatto, mentre
gli aromi più maturi possono creare un’affinità con i sentori di sottobosco dei
funghi.
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(Paola Jadeluca
è stata giornalista di Repubblica per oltre 30 anni, curatrice del settimanale
Affari & Finanza, esperta tra l'altro di vini e cucina)