§I GRANDI VINI E LA BUONA CUCINA§

 

Kunst.stück, opere d’arte della natura nella cantina Kaltern. Il nuovo fuoriclasse è il Lagrein Riserva 2020. Etichetta firmata da Giuseppe Rametta 

di Paola Jadeluca

 

E’ una vera collezione e raccoglie infatti vini che sono opere d’arte, Kunst.stück, come si chiama appunto la collezione, è l’alto di gamma della cantina Kaltern, la più grande cantina cooperativa dell’Alto Adige. “Opere d’arte della natura”, spiega Thomas Scarizuola, enologo della cantina. Racconta Scarizuola: “Il progetto è nato nel 2014, da allora l’appezzamento che mostra il potenziale qualitativo ed espressivo più interessante viene scelto per realizzare un vino a tiratura limitata e con un’etichetta artistica, ispirata ad un titolo legato al vitigno”.  

L’ultima opera d’arte è il Lagrein Riserva 2020, annata in cui la natura ha compiuto la sua grande impresa. L’etichetta è stata firmata dall’artista Giuseppe Rametta, scelto tra 300 proposte ricevute da tutto il mondo. Ma il cuore del progetto lo hanno fatto le uve. “"Il 2020 è stato un anno eccezionale per il Lagrein, continua il Kellermeister Scarizuola – insieme alla Schiava è l'unico vitigno autoctono dell'Alto Adige, profondamente legato alla storia e alla tradizione dell’Alto Adige. Il tema scelto era “Profondamente radicato”, e si capisce il perché: le radici delle vecchie viti di Lagrein affondano, infatti, nei pendii che circondano il lago di Caldaro, dove si trovano suoli calcareo-argillosi ben drenati e caldi e dove regna un microclima mite, con tante ore di sole e un’eccellente escursione termica giorno-notte. “Un contesto ideale per una maturazione zuccherina e aromatica a regola d’arte, in grado di valorizzare al massimo il potenziale del terroir”, spiega Scarizuola

Dopo 18 mesi in barrique, il vino è stato imbottigliato la scorsa estate. Un vino potente ed elegante allo stesso tempo. Ne sono state prodotte solo 3.321 bottiglie da 0,75 e 500 magnum. Per pochi appassionati e collezionisti.

Il road show ha fatto tappa a Roma, al ristorante Il Pipero. Il matrimonio proposto dalla chef per questa etichetta è stato Manzo al verde. Ultima tappa di un viaggio indietro nel tempo, per ripercorrere le tappe del progetto Kunst.stück dal suo esordio. La prima edizione ha visto protagonista il Pinot Bianco Doc 2014, Magnum: abbinato a pollo e patate, un piatto che fa pensare al pranzo di famiglia, nella versione spiazzante dello chef Ciro Scamardella, con patate “ratte”, in forma classica ma abbrustolite sulla buccia: una volta tagliata la patata esce il cuore profumatissimo di pollo e spezie. La ricciola in tempura aromatica si è sposata con il Kunst.stück Pinot Grigio 2019, sempre in formato Magnum. Il Kalterersee Classico Superiore Doc 2016 ha avuto il posto d’onore con La carbonara di Pipero, considerata la migliore sulla piazza romana.

Progetto di frontiera quello di Kunst- stück, che fa seguito a innovativi progetti di posizionamento sul mercato per fasce di prodotto. Quintessenz, per esempio, è un’altra linea top, che vanta anche un passito.

La cantina Kaltern, punta di diamante della cooperazione altoastesina, ha saputo guidare 590 soci e 440 ettari di viti verso l’eccellenza, con importanti riconoscimenti internazionali.  Oltre ai punteggi delle guide, la Cantina va fiera della certificazione Fair’n Green, marchio tedesco della viticoltura sostenibile, che passa al setaccio tutta  la filiera: dalla cura dei vigneti all’energia solare, dai lieviti al packaging e al risparmio dell’acqua.

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(Paola Jadeluca giornalista di Repubblica per oltre 30 anni, curatrice del settimanale Affari & Finanza, esperta tra l'altro di vini e cucina)