San Domenico, il ristorante spegne le prime 56 candeline: ecco i nuovi menù 

di Enrico Agnessi - il Resto del Carlino

 

IMOLA -  C’è un luogo in città dove la storia della cucina italiana continua a scriversi piatto dopo piatto. Da oltre mezzo secolo, tra le sale eleganti del ristorante San Domenico, tradizione e innovazione dialogano senza mai smettere di sorprendere. E oggi, a 56 anni dall’apertura, quella storia si rinnova ancora con due nuovi menu che raccontano passato e futuro: Radici e Orizzonti.

 

Il 7 marzo 1970 aprì le sue porte

Era il 7 marzo 1970 quando il San Domenico aprì le sue porte accogliendo i primi ospiti. Da allora il mondo della ristorazione è cambiato profondamente, ma il ristorante imolese è rimasto un punto di riferimento assoluto, conquistando già nel 1977 le due stelle della Guida Michelin e diventando uno dei locali più longevi e celebrati del panorama gastronomico nazionale.

 

Lo chef Mascia ha deciso di rinnovare la carta con due percorsi distinti

Per festeggiare questo traguardo, lo chef Max Mascia ha deciso di rinnovare la carta con due percorsi distinti che rappresentano le anime del ristorante. Il primo, Radici, è un vero e proprio omaggio alla storia del San Domenico. Il menu sostituisce lo storico ‘Menu della Coppia’, protagonista per oltre trent’anni, e riporta in tavola alcuni dei piatti che hanno reso celebre il locale nel mondo. Un tributo alla cucina di due figure fondamentali: Nino Bergese e Valentino Marcattilii, protagonisti della costruzione dell’identità gastronomica del ristorante.

 

Tra le portate simbolo tornano il risotto mantecato con cipolla tostata e sugo d'arrosto

Tra le portate simbolo tornano il risotto mantecato con cipolla tostata e sugo di arrosto, il nodino di vitello con crema di latte, vodka e guanciale affumicato e la celebre Torta Fiorentina, il dolce che Bergese preparò nel 1926 per il compleanno del principe Umberto II di Savoia, conquistandolo al punto da farlo servire per tre giorni consecutivi. Un episodio entrato nella leggenda della cucina italiana, suggellato da un regalo prezioso: i gemelli d’oro della Casa Reale.

 

Il jolly è l’iconico Uovo in ravaiolo San Domenico 

A questo percorso può essere aggiunto come ‘jolly’ il piatto forse più iconico del ristorante: l’Uovo in raviolo San Domenico, creazione diventata una vera firma della casa e uno dei piatti più imitati al mondo.

 

Orizzonti: nove portate che raccontano viaggi, contaminazioni e nuove idee

Se Radici guarda alla memoria, Orizzonti rappresenta invece il passo successivo. Il nuovo menu degustazione ideato da Mascia insieme al sous chef Stefano Ghironi e alla brigata di cucina propone nove portate che raccontano viaggi, contaminazioni e nuove idee. Una cucina contemporanea, elegante e personale, che mette al centro l’esperienza dell’ospite e interpreta la tradizione con uno sguardo internazionale.

 

“Se Radici è la celebrazione del nostro passato, Orizzonti è lo sguardo verso il futuro attraverso la nostra identità – spiega Mascia – . Abbiamo voluto distinguere due momenti della storia del ristorante perché il futuro si costruisce solo partendo da fondamenta solide”. Così, mentre spegne le 56 candeline, il San Domenico continua a dimostrare che la grande cucina non è mai immobile: vive di memoria, ma cresce ogni giorno con nuove idee. E a Imola, tra piatti storici e visioni contemporanee, quella storia è ancora tutta da gustare.

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(Enrico Agnessi  www.ilrestodelcarlino.it)