Papa Leone chiama
la sua banca, il centralino non crede e riattacca
ROMA - Papa
Leone chiama la sua banca a Chicago, ma il centralino non gli crede e
riattacca. La vicenda viene raccontata da Monica Ricci Sargentini sul
Corriere della Sera. Ecco il testo del suo articolo:
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C’è
qualcosa di
profondamente rassicurante nel sapere che persino il Papa può finire
intrappolato nel labirinto dell’assistenza clienti. Password, domande di
sicurezza, operatrici inflessibili: il pontefice Leone XIV, al secolo Robert
Prevost, ha scoperto che neanche l’infallibilità papale basta contro il
centralino di una banca americana.
A raccontare
la scena, riportata dal New York Times, è padre Tom McCarthy durante un incontro
con alcuni fedeli a Naperville nell’Illinois. Due mesi dopo essere stato
nominato Papa Leone XIV chiama la sua banca di Chicago per aggiornare
numero di telefono e indirizzo. Risponde correttamente alle domande di
sicurezza, ma non basta: «Deve venire di persona in filiale», gli dice
l’addetta. A quel punto Prevost prova la carta estrema: «Cambierebbe
qualcosa se le dicessi che sono Papa Leone?». Risultato: click. Telefonata
chiusa.
Il racconto è
diventato rapidamente virale negli Stati Uniti. E in fondo è difficile
immaginare una parabola più contemporanea: l’uomo che guida 1,4 miliardi di
cattolici fermato dalle procedure standard del customer care. Del resto,
l’algoritmo non conosce il diritto canonico. E la banca, a quanto pare, nemmeno
la voce del Papa.
C’è anche un
dettaglio quasi tenero nella vicenda. Leone XIV, primo pontefice nordamericano,
ex cardinale di Chicago, aveva semplicemente bisogno di aggiornare i propri
dati come qualsiasi persona alle prese con la app bancaria. Solo che invece
di delegare a qualcuno del suo staff, ha pensato di risolvere la faccenda da
solo e si è ritrovato costretto a spiegare di essere il Papa. Senza
successo.
La storia si
sarebbe poi risolta grazie all’intervento di un sacerdote amico con contatti
ai vertici della banca. Non si sa nulla, invece,
dell'operatrice che ha interrotto bruscamente la chiamata con il cliente
più famoso della banca. «Riuscite a immaginare di essere conosciuti come la
donna che ha riattaccato il telefono in faccia al Papa?», ha detto padre
McCarthy.
Non è la prima
volta che un pontefice viene raccontato attraverso dettagli sorprendentemente
prosaici. Nelle prime 24 ore del suo pontificato, nel 2013, Papa Francesco insistette per pagare personalmente il
conto dell’albergo romano dove aveva soggiornato prima del conclave e per
ritirare i propri bagagli. Un gesto letto allora come segnale di sobrietà
e vicinanza alla vita quotidiana. Tredici anni dopo, il successore Papa Leone
XIV offre un’immagine diversa ma ugualmente umana: il Papa bloccato dal
customer service, costretto a spiegare che sì, davvero, è il Papa. E
nemmeno questo basta.
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