La storia del
castello di Beaufort conteso da 900 anni
di
Jean-Pierre Martin
Il castello
di Beaufort, arroccato a 700 metri di altezza sul fiume Litani nel
Libano meridionale e conteso da quasi 900 anni, è uno di quei luoghi
simbolo sulla Terra che hanno segnato la storia e non hanno mai conosciuto la
Pace. Per lo Stato ebraico è uno dei punti strategici più importanti per la
difesa degli insediamenti della Galilea e per la salvaguardia della sua
sicurezza.
A conquistare
quello che era già un insediamento fortificato noto come Shaqif Arnun, la
scogliera di Arnoun, fu il re crociato Folco d'Angioò,
e poi re di Gerusalemme, nel 1139. Poco dopo su quello sperone fece costruire il
castello che, in omaggio al nuovo signore franco, fu ribattezzato 'Beau Fort' (Bella
fortezza) come è ancora noto, anche se il suo nome arabo è Qalat
al-Shaqif.
Saladino
riuscì a strapparlo ai nemici nel 1190 dopo un assedio di due anni, ma 50 anni
dopo i crociati lo ripresero e nel 1260 lo vendettero ai Templari che
però non ne godettero a lungo. Nel 1268 l'allora sultano mamelucco Baibars
lo espugnò una volta per tutte. Seguirono secoli di declino, con gli
ottomani che lo distrussero in parte fino a un terremoto che nel 1837 che
inflisse ulteriori danni. Diventato rifugio di pastori, il castello - o ciò
che ne rimaneva - tornò all'antico ruolo strategico a partire dagli anni
Settanta del secolo scorso, quando l'Organizzazione per la liberazione
della Palestina (Olp) ne fece una base militare.
Allo scoppio
della guerra del 1982, e all'invasione israeliana, Beaufort divenne teatro di
una battaglia violentissima, cui il ministro della Difesa Israel Katz non
ha mancato di fare riferimento nell'annunciare oggi la 'reconquista'.
La notte tra il 5 e il 6 giugno, unità scelte tra cui la brigata Golani
ricevettero l'ordine di prendere il castello. Invece di bombardarlo dal cielo,
si decise un attacco diretto via terra. Dopo ore di combattimento stanza per
stanza, contro i palestinesi trincerati in posizioni più elevate, le forze
israeliane ebbero la meglio, non senza perdite. Almeno sei i caduti nelle file
dell'Idf e una decina in quelle dell'Olp.
Durante i 18
anni di occupazione israeliana, Beaufort fu più volte attaccato dall'Olp e
da Hezbollah. Fino al ritiro israeliano nel maggio del 2000. Prima di
andarsene, gli israeliani minarono in parte la fortezza per renderla non più
utilizzabile. Negli anni successivi il castello fu restaurato e divenne
sito storico. Ma il destino aveva deciso che non ci fosse pace per Beaufort.
L'area di
Beaufort e Wadi Saluki ospita
"significative" infrastrutture di Hezbollah, che secondo l'Idf
sono state realizzate con l'assistenza iraniana, "da cui i terroristi di
Hezbollah hanno gestito i combattimenti e compiuto numerosiattentati
terroristici". Secondo quanto riferito dall'esercito, centinaia di razzi
sono stati lanciati dalla zona contro Israele e le truppe nel Libano
meridionale.
Quando
Israele ha dichiarato guerra a Hezbollah, nel 2024, la rocca è stata di nuovo
presa di mira più volte. A poco sono valsi gli appelli a preservarlo
arrivati dall'Unesco, che l'anno scorso l'ha inserito nella lista
provvisoria dei siti patrimonio dell'umanità. E da oggi a Beaufort sventola una
nuova bandiera, quella di Israele.
L'esercito
israeliano ha annunciato che le sue forze stanno avanzando ulteriormente nel
sud del Libano in corrispondenza col fiume Litani. "Un numero
significativo di soldati di terra dell'Idf ha
iniziato operazioni offensive volte a espandere la Linea di Difesa
Avanzata", si legge in una nota dell'esercito, e si stanno muovendo
"verso ulteriori aree". Le truppe hanno attraversato il fiume Litani,
si conferma. L'area a sud del fiume è quella cuscinetto
più nota a causa del persistere degli scontri tra Israele e Hezbollah che qui
vi ha la sua roccaforte (e prosegue più a Nord-Est verso la Valle della Beqa'). Ecco perchè
“spingere” Hezbollah a Nord significa “vincere”. Vicina è anche la Blue Line dell'Unifil il contingente dell'Onu
nato proprio a garanzia di sicurezza sull'area tra le più calde i tutto il
Medio Oriente.
Pochi giorni
fa Parlando nel nord di Israele, vicino al confine libanese, durante una visita
alle truppe, Netanyahu ha affermato che le forze israeliane hanno
"attraversato il Litani", un fiume che da tempo funge da linea di
demarcazione negli accordi di cessate il fuoco nel Libano meridionale. E' la zona cuscinetto al confine tra Israele a Sud
e Libano a Nord dove l'esercito si scontra con la milizia filo-iraniana
Hezbollah nonostante il cessate il fuoco, in vigore da un mese. Secondo il
Ministero della Salute, oltre 3.300 persone sono morte in Libano dall'inizio
degli ultimi scontri tra Hezbollah e Israele, all'inizio di marzo.
Hezbollah ha
dichiarato in un comunicato che i suoi miliziani "si sono scontrati a
distanza ravvicinata" con le forze israeliane nella città di Zawtar al-Sharqiyah, situata a
nord del fiume Litani e al margine della 'linea gialla' imposta dallo Stato ebraico
nel sud del Libano, dove l'Idf sta operando.
Israele ha
inoltre continuato a emettere avvisi di evacuazione venerdì per città e
villaggi nel Libano meridionale, mentre i raid aerei si abbattevano sulla
regione.
L'attraversamento
del Litani ha un forte valore simbolico nel conflitto e sottolinea come le
truppe israeliane stiano operando sempre più al di là di quella che Israele
definisce la sua "linea di difesa avanzata", un'area di diversi
chilometri all'interno del Libano che occupa dall'invasione di marzo.
Per gran parte
del suo corso, il Litani scorre a circa 24-32 chilometri a nord di Israele, ma
curva molto più vicino al confine orientale, dove si sono verificati scontri
negli ultimi giorni. Le forze israeliane hanno già attraversato il Litani in
passato, anche all'inizio dell'attuale guerra con Hezbollah.
Sotto la
pressione degli oltranzisti in Israele, il premier Netanyahu ha ordinato
all'esercito di intensificare la campagna contro Hezbollah negli ultimi giorni,
compreso un attacco vicino a Beirut giovedì, il primo in quasi un mese.
Gli attacchi
con droni di Hezbollah contro le truppe israeliane nel Libano meridionale
rimangono un problema persistente per le forze israeliane. Netanyahu è sotto
pressione affinché dimostri che il suo governo sta ripristinando la sicurezza
nelle comunità del nord di Israele, colpite dagli attacchi missilistici del
gruppo militante sostenuto dall'Iran.
L'offensiva
israeliana in corso in Libano si svolge sullo sfondo dei fragili colloqui tra
Washington e Teheran per porre fine alla guerra. L'Iran ha chiesto che
qualsiasi accordo con gli Usa includa la fine degli attacchi israeliani contro
Hezbollah, rendendo il Libano un potenziale punto critico negli sforzi per
raggiungere un'intesa
***