Chi è Ulrich Siegmund, l'uomo più pericoloso di Germania
di Monica Coviello - Vanity Fair
Ha 35 anni, sorride, gira in motocicletta, stringe mani e sui social, dove è molto popolare, parla come fosse un influencer, più che come un politico. Quello di Ulrich Siegmund è il volto che l'AfD non aveva mai avuto: giovane, informale, apparentemente lontano dall'immaginario cupo dell'estrema destra tedesca. Eppure è proprio lui ad aver portato l'Alternative für Deutschland al suo risultato più alto mai ottenuto in un'elezione regionale tedesca.
Alle elezioni del 6 settembre 2026 l'AfD ha conquistato il 43,8% dei voti in Sassonia-Anhalt, più che raddoppiando il 20,8% ottenuto nel 2021. L'AfD ha conquistato 39 seggi su 83: non dispone quindi della maggioranza assoluta necessaria per governare da sola, e gli altri partiti hanno finora escluso un'alleanza con l'estrema destra. Ma il risultato è storico: «Non si può già dire se sarò ministro presidente della Sassonia-Anhalt», ha detto Ulrich Siegmund, «ma abbiamo già scritto la storia».
A Tangermünde, la città di circa 10 mila abitanti dove vive, lo chiamano «Ulli». Durante la campagna elettorale si è fermato a parlare con gli elettori, di cui ricordava i nomi, e si metteva in posa per i selfie. Il suo rapporto con il pubblico è stato costruito anche attraverso una presenza digitale sorprendente per un politico regionale: Siegmund ha centinaia di migliaia di follower tra TikTok e Instagram, su cui comunica con video brevi di incontri con i cittadini, famiglia, motocicletta, feste. È anche per questo che alcuni osservatori lo hanno descritto come il volto apparentemente «solare» dell'AfD. Ma le sue posizioni politiche sono tutt’altro che rassicuranti.
Ulrich Siegmund è nato il 25 ottobre 1990 a Havelberg, poche settimane dopo la riunificazione tedesca, ed è cresciuto in Sassonia-Anhalt. Prima della politica, ha studiato come impiegato nel commercio all'ingrosso e con l'estero, poi ha frequentato i corsi di economia aziendale e psicologia economica. Nel 2014, insieme a un socio, ha fondato Berlin duftet, società specializzata nel cosiddetto scent marketing, che consiste nel profumare ambienti, stazioni e spazi pubblici per influenzare positivamente l'umore delle persone e ridurre lo stress, l’aggressività e persino il vandalismo. La sua tesi di laurea ha analizzato proprio gli effetti psicologici del marketing olfattivo sui consumatori.
Da giovane è stato membro della Cdu, il partito di centrodestra di Angela Merkel e oggi di Friedrich Merz. Ci è rimasto fino al 2014, poi è passato all'AfD. Nel 2016, a soli 25 anni, è entrato nel Parlamento regionale della Sassonia-Anhalt. Nel 2022 è diventato, insieme a Oliver Kirchner, presidente del gruppo parlamentare dell'AfD nel Landtag. Nel giro di pochi anni è passato da essere un giovane militante a uno degli uomini più importanti del partito a livello regionale.
L'AfD della Sassonia-Anhalt chiede una politica migratoria drasticamente restrittiva, con deportazioni degli immigrati irregolari, e sostiene la cosiddetta «remigrazione» (che Siegmund definisce una parola «normale, persino positiva»). Nel 2023 la sezione regionale del partito è stata classificata dall'Ufficio regionale per la protezione della Costituzione come associazione con attività di estrema destra accertate.
Il nome di Siegmund è comparso nell'inchiesta politica nata dall'incontro organizzato nel novembre 2023 nei pressi di Potsdam. Al convegno c'era anche l'estremista di destra austriaco Martin Sellner, a parlare di «remigrazione». Siegmund ha sostenuto di aver partecipato all'incontro a titolo privato e ha negato di voler appoggiare, con la sua presenza, le posizioni espresse da Sellner. La vicenda, però, ha contribuito a collocarlo al centro del dibattito sulla radicalizzazione dell'AfD.
Ad agosto Der Spiegel ha messo Siegmund in copertina definendolo «l'uomo più pericoloso della Germania». E lui si è messo a firmare copie della rivista per i suoi sostenitori, trasformando quello che doveva essere un attacco mediatico in una trovata efficace per la sua campagna elettorale.
La scrittrice Jana Hensel lo ha definito una sorta di «Robin Hood di destra»: uno che viene dalla stessa terra degli elettori, parla il loro linguaggio e sembra condividere le loro frustrazioni. A quasi 35 anni dalla riunificazione della Germania rimangono differenze economiche e sociali fra l'Est e l'Ovest e, soprattutto, una parte della popolazione continua a percepire la riunificazione come un processo nel quale l'Est ha avuto un ruolo subordinato ed è stato dimenticato. Siegmund è uno di loro
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(Monica Coviello www.vanityfair.it Giornalista professionista, laureata in Scienze della Comunicazione, ho cominciato, ormai circa 25 anni fa, scrivendo di musica, per poi occuparmi, a lungo, di cronaca, per La Stampa. Innamorata delle persone e affascinata dalle loro storie (soprattutto se parlano di riscatto), negli anni ho collaborato con tante riviste nazionali, interessandomi di attualità, food (collaboro anche con La Cucina Italiana), animali e salute. Da una decina di anni scrivo news di cronaca, approfondimenti di attualità, storie e articoli di lavoro e di diritti civili per vanityfair.it. Consumatrice onnivora di notizie e curiosa impenitente, sono sempre riconoscente verso chi accetta di raccontarmi la propria storia)