Mario
Draghi: "L'Europa ora rischia di diventare subordinata"
di
Jean-Pierre Martin
LOVANIO -
L'ordine globale basato sulle regole, il multilateralismo a guida Usa che ha
governato il mondo dalla fine della Seconda guerra mondiale, è
"defunto" e, anche se riesce difficile da credere che lo sia per
sempre, i fatti vanno presi "per quello che sono". Lo dice l'ex
premier ed ex presidente della Bce Mario Draghi, parlando all'Università di
Lovanio, nelle Fiandre, dove ha ricevuto una laurea honoris causa.
"Fin
dalla nascita - afferma - l'architettura dell'Ue ha incarnato la convinzione
che lo stato di diritto internazionale, sostenuto da istituzioni credibili,
promuova la pace e la prosperità. Poiché nessuno Stato europeo era in grado di
difendersi da solo, la nostra dottrina di sicurezza è stata plasmata dalla
protezione offerta dall'America".
"In
alleanza con gli Stati Uniti - ricorda Draghi - siamo stati in grado di
affrontare qualsiasi minaccia e di portare la pace in Europa tra di noi. Senza
la sicurezza garantita e con il commercio che scorreva principalmente
all'interno di quell'alleanza, potevamo tranquillamente perseguire l'apertura
economica come base della nostra prosperità e influenza".
"Ma
l'ormai defunto ordine globale - prosegue l'ex presidente della Bce - non ha
fallito perché era costruito sull'illusione. Tra l'altro mentre dico che è
defunto, stento a credere che sia effettivamente defunto, morto. Ho appena
saputo oggi che la vostra straordinaria e bellissima biblioteca è stata
distrutta due volte, una durante la Prima guerra mondiale e una seconda durante
la Seconda guerra mondiale. In entrambe le occasioni è stata ricostruita con
l'aiuto e sotto l'incentivo di presidenti degli Stati Uniti. Ma questo è quello
che è oggi. E, per il momento, penso che dovremmo prendere i fatti per quello
che sono".
***