Trump nomina Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve Usa da maggio 

 

WASHINGTON - Donald Trump ha infine deciso il prossimo presidente della Federal Reserve: la scelta è ricaduta su Kevin M. Warsh, un ex governatore della banca centrale. Il mandato di dell’attuale presidente Jerome Powell, protagonista di durissimi scontri con il presidente, scade a maggio.

 

Trump non ha mai nascosto la sua insofferenza per l’autonomia della Federal Reserve. Nel corso del tempo ha attaccato ripetutamente Powell per il rifiuto di abbassare i tassi di interesse secondo le indicazioni della Casa Bianca.

 

Attualmente il tasso di riferimento si colloca tra il 3,5 e il 3,75 per cento. Trump sostiene da mesi che dovrebbe essere portato intorno all’1 per cento, arrivando a dichiarare che gli Stati Uniti dovrebbero “pagare il tasso più basso del mondo”.

 

Dopo la decisione della Fed di mantenere invariati i tassi nell’ultima riunione, il presidente ha duramente criticato Powell sui social, accusandolo di causare “centinaia di miliardi di dollari l’anno” di spesa per interessi inutili.

È in questo contesto che la nomina di Warsh assume un significato che va oltre il semplice avvicendamento tecnico.

 

Warsh, 55 anni, è stato nominato nel consiglio dei governatori della Federal Reserve da George W. Bush e ha ricoperto l’incarico dal 2006 al 2011, attraversando da protagonista la crisi finanziaria del 2008-2009. In quegli anni ebbe un ruolo rilevante nei salvataggi del sistema bancario, pur restando spesso dietro le quinte.

 

Negli anni successivi ha progressivamente assunto una posizione sempre più critica verso la Fed. In interventi pubblici e interviste ha parlato della necessità di un vero e proprio “regime change” nella banca centrale, accusandola di errori strutturali nella gestione della politica monetaria.

 

Più di recente, Warsh si è avvicinato alle posizioni di Trump: ha sostenuto tagli dei tassi più rapidi, ha attenuato le sue precedenti posizioni a favore del libero scambio e ha espresso aperture verso la politica dei dazi dell’amministrazione.

 

Oggi lavora a stretto contatto con l’investitore Stanley Druckenmiller ed è inserito in una rete di relazioni finanziarie molto vicine all’attuale segretario al Tesoro, Scott Bessent, che ha guidato il processo di selezione del nuovo presidente della Fed.

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