Il futuro dei viaggi aerei. I consigli della Iata per ricominciare a viaggiare

di Mario Messina

 

ROMA - Il Covid-19 ha lasciato grandi cicatrici nel settore turistico, segnando un vero e proprio crollo a livello globale. Ad averne molto risentito sono stati anche i trasporti aerei, con un blocco quasi totale che negli ultimi mesi si è pian piano allentato. Ora è tempo di ripartire, ma in che modo garantire ai passeggeri un viaggio sicuro? A parlare è la Iata, che ha affrontato questo spinoso argomento portando a galla alcune raccomandazioni da seguire per una ripresa in piena sicurezza.

 

L’International Air Transport Association chiede ai governi una maggiore apertura al turismo internazionale, riducendo al contempo le misure più restrittive come la quarantena – che è un chiaro disincentivo a viaggiare, soprattutto per brevi periodi. Per poter dare nuovo slancio al settore turistico, l’associazione propone modelli alternativi all’autoisolamento, che consentano tuttavia di spostarsi in sicurezza e di non aumentare l’incidenza dei casi di Covid-19 nelle località di destinazione.

 

L’importante è tenere sotto controllo i dati, che sono l’indicatore principale per avere pienamente coscienza dell’andamento della pandemia e per poter intervenire prontamente in caso di aumento dei contagi. Il rischio è, altrimenti, che l’economia continui a stagnare in un momento in cui c’è davvero bisogno di una ripresa, soprattutto per i moltissimi Paesi che contano sul turismo come uno dei settori principali durante la stagione estiva.

 

La vaccinazione rimane ovviamente il principale metodo per arrestare la diffusione del virus: sono diverse le prove scientifiche a dimostrazione di come l’immunizzazione protegga i viaggiatori dall’insorgenza della forma più grave della malattia e rappresenti un basso rischio di introduzione del Covid-19 nei Paesi di destinazione. L’ECDC (Centro Europeo per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie) ha pubblicato una guida sui benefici della vaccinazione, dalla quale emerge che un soggetto completamente vaccinato ha un rischio molto basso di trasmettere la malattia nel caso in cui venga infettato.

 

Dagli US CDC (Centri Statunitensi per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie) arriva invece un’ulteriore indicazione: in caso di viaggiatori vaccinati, i test pre e post viaggio e la quarantena forniscono un beneficio aggiuntivo minimo. Infine, uno studio del Public Health England ha evidenziato come due dosi del vaccino siano altamente efficaci anche contro le varianti più preoccupanti del Covid-19.

 

Come comportarsi invece per coloro che non sono ancora vaccinati? L’introduzione di misure di sicurezza particolarmente stringenti rappresenterebbe un’inaccettabile esclusione di tali soggetti al diritto di viaggiare in libertà. Sono ancora una volta i dati ad accorrere in nostro aiuto: l’NHS (National Health Service) del Regno Unito ha notato come la gran parte dei viaggiatori internazionali giunta sul suo suolo nei mesi scorsi non ha rappresentato alcun rischio per quanto riguarda l’introduzione del virus nel Paese.

 

In collaborazione con Airbus e Boeing, la IATA ha individuato alcuni modelli che possono permettere di tornare a viaggiare in sicurezza. I protocolli di screening devono basarsi interamente sui dati e non possono essere universalmente accettati: un’intelligente politica in tema di viaggi internazionali deve essere modellata sulle esigenze particolari, sempre tuttavia in sinergia con gli altri Governi. Ciò che più risalta è l’esistenza di misure di sicurezza altrettanto efficaci della quarantena, che però permettono una maggiore libertà ai turisti: si tratta di una variegata combinazione di test pre e post viaggio, che la IATA consiglia vivamente di adottare.

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(Mario Messina giornalista e scrittore)