Eredi Agnelli l'operazione top secret del 1998 che porta in Lussemburgo

 

TORINO - Nuovo capitolo nella faida per l'eredità degli Agnelli. Spunta un documento inedito, si tratta di un volume commissionato da Margherita, la figlia dell'Avvocato, risalente alla causa civile del 2007. Da questo documento inedito, frutto del lavoro di investigatori privati assunti dalla madre di John, Lapo e Ginevra, emergerebbe qualcosa di clamoroso.

 

Nel dossier - si legge su Il Fatto Quotidiano - sarebbero contenuti tutti i passaggi chiave che hanno portato a questa operazione per nascondere il "tesoro". Quanti soldi? Almeno 1 miliardo e 44 milioni di euro, secondo la stima più prudente nella ricostruzione fatta 16 anni fa di un patrimonio rimasto avvolto dal mistero. Anche se,  dal 2004 a oggi una somma enorme identica a quella, "1 miliardo" (ora in euro, ora in dollari), è rispuntata più volte nella faida tra gli eredi.

 

Gli investigatori ingaggiati da Margherita - prosegue Il Fatto - hanno scavato in trust, finanziarie e offshore di Svizzera, Liechtenstein, Lussemburgo e Usa, e nei paradisi fiscali dei Caraibi: 30 mila pagine di documenti. L’obiettivo era dichiarato: dimostrare che, accanto al patrimonio italiano di Gianni Agnelli, ne sarebbe esistito anche uno estero. Il “tesoro” al quale la figlia del Signor Fiat non ha mai smesso di dare la caccia. Qualcosa a lungo tenuto nascosto a Margherita.

 

L'operazione estera di Gianni Agnelli sarebbe da identificare in una clamorosa operazione finanziaria del novembre 1998: l’Offerta pubblica d’acquisto (Opa) di Exor Group Lussemburgo. Gli investigatori di Margherita - riporta Il Fatto - intitolano quel capitolo della viocenda con ironia: L’Opa pour rire, un’Opa farlocca diremmo noi in italiano. La sua ricostruzione prende le mosse dal Lussemburgo. Là, da tempo, esisteva una sorta di "salvadanaio" estero degli Agnelli.

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