Potere
verde di ministero e Regioni: un parco a te e uno a me
di
Sergio Rizzo - L'Espresso
ROMA - Prendi
uno, paghi due. È la strepitosa offerta speciale della settimana natalizia al
Consiglio regionale del Lazio. Come funziona? Il consigliere di Fratelli
d’Italia Enrico Tiero è dal 18 ottobre scorso agli arresti domiciliari
per un’accusa di corruzione formulata dalla procura di Latina. Insensibile al
principio che chiunque è innocente fino a condanna definitiva, la legge
anticorruzione che porta il nome dell’ex ministra Paola Severino gli
impone la sospensione dall’incarico. Ma a differenza dei dipendenti pubblici,
per cui la sospensione dal lavoro comporta anche la sospensione dallo
stipendio, i consiglieri regionali nelle stesse condizioni se la cavano con una
semplice riduzione dell’indennità al 60 per cento. In attesa che la giustizia
faccia il suo corso. Nel caso in cui venga riconosciuta l’innocenza scatta il
reintegro nella funzione istituzionale e nel cento per cento dello stipendio:
con il pagamento degli arretrati, ovvio.
Nel frattempo,
il suo posto in Consiglio regionale viene assegnato al primo dei non eletti
nella medesima circoscrizione. Con stipendio, annessi e connessi. Ovvio.
Risultato dell’offerta speciale per un’inchiesta sulla corruzione è che pagano
intanto i più incolpevoli. Cioè i contribuenti. Sono
le regole, e per sbagliate che siano non c’è niente da fare. Ma questa vicenda
apre anche un secondo scenario.
Perché Emanuela
Zappone, questo il nome della candidata di Fratelli d’Italia non eletta in
prima battuta che ora subentra a Tiero in Consiglio regionale, ha un altro
incarico istituzionale. Il 6 febbraio 2024, a un anno di distanza dalla sua
fallita elezione, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin la nomina
per decreto commissario straordinario del Parco nazionale del Circeo. Poi una
proroga, due proroghe, e infine l’investitura come presidente dell’ente parco.
Nomina decretata il 24 ottobre 2025, quando da una settimana il consigliere Enrico
Tiero è ai domiciliari.
In quel
momento già si sa che se la situazione giudiziaria di
Tiero non cambierà, sarà proprio la neo-presidente del
Parco nazionale del Circeo a prendere il suo posto in Consiglio regionale.
Circostanza che avrebbe forse consigliato di soprassedere. Se non fosse per un
particolare: l’incarico di presidente del Parco dura cinque anni, mentre quello
di commissario al massimo sei mesi. E si va avanti di proroga in proroga. Di
più. Le norme attuative della legge anticorruzione stabiliscono una serie di
incompatibilità fra l’incarico di consigliere regionale e la guida di enti
pubblici. Ma solo se gli enti pubblici sono «di livello regionale» e se
l’incarico al vertice dell’ente è stato «conferito» dalla medesima Regione.
Ebbene, il Parco del Circeo non è regionale, bensì nazionale. E anche se la
Regione dovrebbe dare il proprio benestare, la nomina resta di competenza del
ministro dell’Ambiente. Il che taglia la testa al toro. Quanto al parere della
Regione, non vale nemmeno la pena di ricordare che Emanuela Zappone era
candidata alle Regionali nel partito dell’attuale presidente del Lazio Francesco
Rocca.
L’ultima
pedina è dunque piazzata. L’occupazione dei posti di potere anche negli enti
parco procede da anni. Silenziosa, senza il clamore delle pagine dei giornali o
dei talk televisivi, ma non meno scientifica. Si può dire che è cominciata
ancor prima dell’insediamento del governo di Giorgia Meloni, e se in
passato anche la sinistra non si è mai tirata indietro quando ha avuto la
possibilità di lottizzare i parchi, bisogna dire che la destra non prende
lezioni da nessuno.
Dal 2019 è
presidente del parco nazionale della Maiella Lucio Zazzara, che nel 2024
si è candidato nella lista Marsilio presidente in sostegno del governatore
abruzzese di Fratelli d’Italia Marco Marsilio. Scaduto, tocca ora a
Pichetto Fratin nominare il sostituto. Per il momento, lui sta lì.
Il ministro ha
molti altri dossier aperti, alcuni dei quali già risolti. O quasi, ma sempre
allo stesso modo. Al parco nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri
Lagonegrese ha collocato l’ex consigliere regionale An-Pdl-FdI
Antonio Tisci dopo aver revocato il presidente Giuseppe Priore.
Il quale ha fatto ricorso e il Consiglio di Stato gli ha dato ragione. Per ora,
tuttavia, inutilmente. Il quotidiano online Basilicata24 dà per certo che l’8
agosto 2025 Pichetto Fratin abbia nominato Tisci presidente con un
decreto fantasma, visto che «in calce non porta alcuna data».
Al vertice del
Parco nazionale del Vesuvio ecco Raffaele De Luca, nominato nel 2024
mentre è sindaco di Trecase, provincia di Napoli. La sua fede politica alberga
in Forza Italia, il partito del ministro che l’ha nominato. Idem Raffaele Di
Mauro, investito del ruolo di commissario del Parco del Gargano non più
tardi del luglio scorso. Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale di
Foggia, Di Mauro è stato anche candidato sindaco.
C’è perfino
chi rivendica nel curriculum la propria appartenenza politica. Il commissario
straordinario del Parco della Sila, nominato da Pichetto Fratin il 24 aprile
2025, per esempio. «Ha militato nella giovanile della Dc e ha ricoperto il
ruolo di segretario regionale della Calabria nel biennio; dopo lo scioglimento
della Dc è approdato a Forza Italia. Consigliere comunale e presidente del
Consiglio dal 2000 e fino al 2003. Ha quindi ricoperto numerosi incarichi
politici di partito», scrive Liborio Bloise. Evviva la sincerità. Ma non
è da meno Giuseppe Coccorullo, nominato da Pichetto Fratin presidente del Parco
nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni il 28 aprile 2023. Lui dedica
nel curriculum un dettagliato elenco di ruoli e incarichi ricoperti per il suo
partito. Che non è Forza Italia ma quello della premier. Aggiunge che non è
soltanto uno dei soci fondatori della Fondazione Alleanza nazionale, cioè la
cassaforte di Fratelli d’Italia, ma pure che è componente dell’assemblea
nazionale del partito fin dal 2017. Due pagine sull’attività politica, tre
righe sull’attività professionale: consulente del lavoro. Ma nel Salernitano,
Coccorullo è un pezzo da novanta di FdI. E sia chiaro
che anche nel mondo dell’ambiente il suo partito sa farsi valere eccome.
Commissario
del Parco nazionale del Pollino è Luigi Lirangi, coordinatore
provinciale di Fratelli d’Italia a Cosenza. Mentre il commissario del Parco
dell’arcipelago toscano risponde al nome di Matteo Arcenni, sindaco di
Terricciola, in Provincia di Pisa, passato da Alleanza nazionale a Futuro e
libertà per approdare nel 2013 al partito di Giorgia Meloni.
Tutto ancora
più facile quando si tratta di nominare presidenti e commissari dei parchi
regionali. Lì non c’è nessuno che può intralciare le scelte politiche. Rende
bene l’idea il modus operandi del presidente della Regione Lazio Rocca,
meloniano a trazione integrale. Per non dare l’impressione di voler fare
cappotto, ha lasciato il Parco naturale dei Monti Ausoni e del lago di Fondi a
Forza Italia. Occupato dall’ex calciatore Giuseppe Incocciati,
consulente del ministro degli Esteri e capo del partito fondato da Silvio
Berlusconi, Antonio Tajani. E concesso la
Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia all’opposizione.
Quanto al
resto, non ce n’è davvero per nessuno. Al vertice del Parco regionale Riviera
di Ulisse, che comprende l’area da Sperlonga fino a Minturno, mette Massimo
Giovanchelli: già assessore provinciale di Alleanza nazionale a Latina,
incarico che ricopriva nello stesso periodo del già citato collega di partito
Enrico Tiero. Alla Riserva naturale Nazzano Tevere Farfa arriva Riccardo
Luciani, ex assessore del Comune di Tivoli e autore di Idrovolante edizioni,
per cui ha pubblicato fra l’altro un saggio su Augusto Turati,
segretario del partito fascista nel periodo 1926-1930. Il suo nome compare fra
i candidati di Forza Nuova alle elezioni per la Provincia di Roma del 2003. Il
Parco regionale dei Monti Cimini è ri-affidato ad
Alessandro Pontuale: come informa Etruria news, responsabile nel 2022 del
dipartimento provinciale turismo di Viterbo di Fratelli d’Italia.
“Roma Natura”,
ente che gestisce le aree protette del Comune di Roma, tocca quindi a Marco
Visconti, ex assessore all’Ambiente di Roma capitale durante la sindacatura di Gianni
Alemanno. E perché non ci sia proprio alcun equivoco, il Parco naturale dei
Castelli Romani spetta a Ivan Boccali, ex vice sindaco
di Ciampino, la cui nomina ha fatto indignare l’Anpi per un post pubblicato nel
2012 sulla sua pagina Facebook. Dove scriveva: «Ero, sono e morirò fascista.
Onore a chi è morto per l’Idea».
***
(Sergio
Rizzo www.lespresso.it
- La sua carriera giornalistica è iniziata nelle redazioni di Milano
Finanza, Il Mondo e Il Giornale.
Dopo essere approdato al Corriere
della Sera, Rizzo si è dedicato a inchieste sui malaffari italiani,
diventando una delle firme del quotidiano milanese. Dall'ottobre 2016 fino a
giugno 2017 è stato responsabile della cronaca di Roma del Corriere.
È coautore con
Gian
Antonio Stella del libro-inchiesta sul mondo politico
italiano La
casta che, con oltre 1 200 000 copie e ben 22 edizioni, è
stato uno dei volumi di maggior successo del 2007 e ha aperto
un vasto dibattito sulla qualità della classe dirigente nazionale e sul suo
rapporto con i cittadini-elettori. Il 14 giugno 2017 è stato
annunciato il suo passaggio dal Corriere della Sera a La
Repubblica, in qualità di vicedirettore. L'11 novembre 2021 lascia La
Repubblica, dichiarando di essere stato costretto ad andare in pensione)
.