Per l'Onu la cattura di Maduro annuncia caos globale 

di Stefano Vaccara - La Voce di New York

 

NEW YORK - Alle Nazioni Unite cresce l’allarme per le conseguenze dell’azione militare degli Stati Uniti in Venezuela, mentre prende forma uno scontro sempre più netto tra unilateralismo e diritto internazionale. A distinguersi per chiarezza e profondità è stata soprattutto la presidente dell’80ª Assemblea Generale dell’ONU, Annalena Baerbock, che ha rilasciato una delle dichiarazioni più articolate dall’inizio della crisi.

 

«La Carta delle Nazioni Unite non è facoltativa: è il nostro quadro di riferimento, nei momenti di calma come in quelli di crisi, come oggi in Venezuela, culminati con l’azione militare degli Stati Uniti», ha affermato Baerbock. L’ex ministra degli Esteri tedesca ha richiamato esplicitamente l’Articolo 2 della Carta ONU, che vieta la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato. «Il rispetto della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale è il fondamento dell’ordine internazionale», ha sottolineato, avvertendo che «un mondo pacifico, sicuro e giusto è possibile solo se prevale lo Stato di diritto, e non la legge del più forte». Un passaggio in cui Baerbock ha richiamato anche la centralità dei diritti umani, «compresi quelli del popolo venezuelano», contro ogni forma di violazione.

 

Una linea che trova riscontro nelle parole del Segretario generale dell’ONU, António Guterres, che si è detto «profondamente allarmato» dalla crescente tensione tra Stati Uniti e Venezuela, culminata con la cattura del presidente Nicolás Maduro da parte delle forze speciali americane. In una nota diffusa dal suo portavoce Stéphane Dujarric, Guterres ha parlato di un’azione che «costituisce un pericoloso precedente», sottolineando che «le regole del diritto internazionale non sembrano essere state rispettate». Il Segretario generale ha ribadito l’importanza del pieno rispetto della Carta ONU e ha invitato tutte le parti a impegnarsi in un dialogo inclusivo, nel rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto.

 

Alle preoccupazioni del Segretario generale si sono aggiunte quelle dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani, Volker Türk, che ha chiesto moderazione e rispetto integrale del diritto internazionale. «La protezione del popolo venezuelano è fondamentale e deve guidare qualsiasi ulteriore azione», ha dichiarato, richiamando l’attenzione sulle conseguenze umanitarie dell’escalation militare.

 

Sul piano diplomatico, il Venezuela ha chiesto formalmente la convocazione di una riunione d’emergenza del United Nations Security Council, richiesta sostenuta anche dalla Russia. Al momento, tuttavia, la presidenza di turno somala del Consiglio non ha ancora indicato una data per la sessione straordinaria.

 

Le prese di posizione dell’ONU arrivano mentre il presidente Donald Trump rivendica apertamente l’intenzione degli Stati Uniti di “governare il Venezuela” fino a una “transizione sicura”, collegando esplicitamente l’intervento al controllo e alla ricostruzione delle infrastrutture petrolifere del Paese. Una scelta che, secondo molti diplomatici al Palazzo di Vetro, segna un ulteriore passo verso la disintegrazione di ciò che restava del diritto internazionale come argine all’uso unilaterale della forza.

 

Nel Palazzo di Vetro si fa sempre più strada la sensazione che, con l’amministrazione Trump, si stia assistendo alla progressiva disintegrazione di ciò che restava del diritto internazionale come argine all’uso della forza. Le prese di posizione di Baerbock e Guterres segnano un punto fermo morale e giuridico, ma il timore diffuso è che non abbiano più il peso necessario a contenere le pulsioni di Trump che calpestano il diritto internazionale, come già avvenuto con Putin nel caso dell’Ucraina. Prepararsi al peggio non è più una formula retorica, ma una necessità concreta.

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(Stefano Vaccara www.lavocedinewyork.com - Giornalista e scrittore. Nato e cresciuto in Sicilia, laurea a Siena, master a Boston. L'incontro col giornalismo avviene in America con Il Giornale di Montanelli, America Oggi e USItalia weekly. Dal Palazzo di Vetro oggi racconta l’ONU dopo aver fondato e diretto La Voce di New York dal 2013 a gennaio 2023)