Vendita di "La
Stampa", si fa avanti Margherita Agnelli madre di Elkann?
TORINO - Nella
vendita de La Stampa, giornale che esattamente per un
secolo è appartenuto alla famiglia Agnelli, spunta un nome clamoroso. Quello di
Margherita Agnelli - scrive Professione Reporter - secondogenita di
Gianni Agnelli, unica figlia femmina. E si apre un nuovo capitolo della lite
feroce fra Margherita e suo figlio John: lui vuole liberarsi del giornale di
famiglia, lei potrebbe entrare nell’azionariato. Le notizie provengono da fonti
vicine alla trattativa in corso.
Ma il Gruppo
Sae, potenziale compratore, nega la circostanza.
Questa storia
va inquadrata nella dismissione finale da parte di John Elkann, figlio di
Margherita e nipote di Gianni, delle testate del gruppo Gedi. John sta
trattando con i greci del Gruppo Antenna per la cessione de la Repubblica e
delle radio e con Alberto Leonardis del Gruppo Sae per La Stampa. John vorrebbe
chiudere prima la trattativa sul giornale che fu di famiglia e poi dedicarsi
alla più corposa e complessa vicenda con i greci.
Per La Stampa
e il suo moderno Centro stampa il prezzo si è ormai abbassato attorno ai 25
milioni di euro. Anche se ne servono almeno 40 per coprire le perdite e
garantire la gestione per un tempo ragionevole. Leonardis ne avrebbe trovati
una parte, oltre la metà. Prestiti di banche e quote di imprenditori
piemontesi. Ma Elkann non vuole aspettare a lungo ed è disposto a concedere una
serie di facilitazioni e dilazioni di pagamento.
E’ in questa seconda fase che potrebbe
intervenire Margherita Agnelli. La signora, settantenne, contessa De Paheln
(grazie al secondo matrimonio, dopo quello con Alain Elkann, papà di John, Lapo
e Ginevra) ha una fortuna stimata in almeno 2 miliardi
di franchi svizzeri. Professione “casalinga”, come lei stessa si è dichiarata.
Dispone quindi di fondi da investire e quando si è profilata l’idea di entrare
nell’operazione de La Stampa, che per il padre era un
“gioiello” di casa, non avrebbe detto di no.
Lunedì 3
febbraio in uno studio torinese Leonardis ha incontrato il rappresentante di
Margherita e di un altro imprenditore piemontese, che gli ha prospettato la
possibilità dell’investimento di entrambi nell’acquisto de La
Stampa, la prima per una decina di milioni, il secondo per tre milioni.
L’ufficio
stampa del Gruppo Sae ha scritto: “Non corrisponde al vero che il Gruppo Sae
abbia avuto qualsiasi forma di trattativa, diretta o indiretta, con un
emissario della signora Margherita Agnelli riguardo alla possibile acquisizione
de La Stampa o all’eventuale ingresso nel capitale del
Gruppo in relazione a tale operazione. Non esiste alcun accordo, né preliminare
né di altro tipo, che coinvolga la signora Margherita Agnelli nell’ambito della
prospettata acquisizione de La Stampa. Ogni
riferimento a un suo coinvolgimento è destituito di ogni fondamento”.
In realtà
l’ingresso di Margherita dovrebbe avvenire dopo la chiusura della trattativa
fra Leonardis e John Elkann, per evitare il rischio che -dati i rapporti
pessimi fra madre e figlio- possa saltare tutto.
John e
fratelli da tempo sono impegnati in una feroce lite giudiziaria con la madre,
centrata sull’eredità di famiglia. Nel 2004, dopo la morte di Gianni,
Margherita firmò un patto successorio con cui incassò un forfait e rinunciò al
resto, compresa la Fiat che navigava in cattive acque. Quella somma, mai
rivelata, sarebbe di 1 miliardo e 200mila euro. Nel 2007 Margherita ha poi però
contestato il patto, poiché ritiene ci fosse un tesoro nascosto all’estero,
senza che né lei né il fisco italiano sapessero. E sta cercando di rimettere in
discussione la divisione dei beni. Tutto ruota su dove (Italia o Svizzera)
abbia avuto la reale residenza Marella Caracciolo, moglie di Gianni, madre di
Margherita e nonna di John, deceduta nel 2019.
Adesso madre e
figli neanche si salutano, mentre John e i due fratelli denunciano perfino di
aver subito in passato violenze psicologiche e fisiche da Margherita. Nel marzo
2024 la Procura di Torino ha ipotizzato il reato di truffa ai danni dello Stato
per John Elkann, insieme ai fratelli Lapo e Ginevra. Nel dicembre 2025 la Gip Giovanna De Maria, ha disposto l’imputazione coatta
per John Elkann. Nel luglio 2025 la famiglia Elkann ha trovato un accordo con
l’Agenzia delle entrate italiana, con il versamento di 175 milioni di euro. Johnpuntava poi all’estinzione del reato tramite la “messa
alla prova” per dieci mesi come “tutor” tra gli allievi delle scuole salesiane
di Torino. Ma il 12 febbraio scorso la Gip De Maria ha respinto la richiesta
dei suoi legali, Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi.
La vendita de La Stampa ha attraversato vari passaggi. I primi
candidati sono stati i veneti di Nem, che già avevano acquistato da Elkann
testate venete e friulane. Poi c’è stato il tentativo di mettere in piedi una
cordata di imprenditori piemontesi, ma Elkann ha nettamente rifiutato l’ipotesi
che il giornale restasse nelle mani di “colleghi” regionali. Respinto anche un
sondaggio da parte di Francesco Gaetano Caltagirone, proprietario di
Messaggero, Mattino, Gazzettino, Corriere Adriatico, Nuovo Quotidiano di Puglia
e Leggo.
Anche le
Fondazioni bancarie piemontesi si sono tirate indietro, per questioni di
statuto. Fino all’arrivo di Leonardis, che oggi possiede Nuova Sardegna,
Tirreno, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, La Provincia Pavese, La Nuova
Ferrara, tutti acquistati da Elkann a partire dalla fine del 2020. Candidato
ritenuto -da Elkann- ideale.
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(Credits: Professione
Reporter)