Wall Street
Journal. Aria condizionata, stiamo diventando tutti un pò
americani
ROMA -
Quello che riportiamo è un estratto
dell’articolo del “Wall Street
Journal” nella rassegna stampa estera di “EprComunicazione”
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NEW YORK - A
Parigi, il trentaduenne Luca Funaro, affetto da una rara malattia genetica, ha
dovuto affrontare l'ultima eccezionale ondata di calore nel suo appartamento senza
un impianto di aria condizionata perché i condomini non gli permettono di
installarlo. I vicini hanno respinto le sue richieste temendo che l'unità
esterna da collocare nel cortile fosse troppo rumorosa. Funaro, che si muove in
sedia a rotelle e respira con un ventilatore polmonare, ha deciso di portare la
questione in tribunale, spendendo migliaia di dollari in una battaglia legale
che dura ormai da due anni.
Gli europei
hanno a lungo evitato l'aria condizionata, considerandola rumorosa, esteticamente
dannosa per il patrimonio architettonico e, soprattutto, superflua finché le
estati rimanevano miti. Molti temevano inoltre che l'adozione di massa di
questa tecnologia ad alto consumo energetico potesse compromettere le ambizioni
del continente nella lotta al cambiamento climatico. Questa resistenza,
tuttavia, si sta scontrando con la realtà di un territorio in cui le
temperature aumentano a ritmi superiori rispetto a qualsiasi altra regione del
pianeta.
Anni di canicola
record stanno mettendo a dura prova i sistemi sanitari e l'economia. Durante
l'ultima ondata di calore, migliaia di scuole sprovviste di impianti di
raffrescamento hanno dovuto chiudere nell'Europa occidentale, costringendo i
genitori a restare a casa dal lavoro. Diverse attività hanno sospeso i servizi,
le fabbriche hanno ridotto la produzione e le linee ferroviarie sono state
interrotte, rievocando i blocchi vissuti durante la pandemia.
Il dibattito sul
futuro dell'aria condizionata sta ora ridefinendo la politica continentale,
contrapponendo la destra, favorevole a un massiccio piano di installazione per
tutelare i soggetti fragili, e la sinistra, preoccupata per l'impatto
ambientale e per l'effetto del calore riversato nelle strade, che rischia di
surriscaldare ulteriormente i centri urbani.
Le
infrastrutture europee sono state progettate per un clima molto più fresco
rispetto a quello attuale. [...] In Italia, circa il 56% delle abitazioni è dotato
di impianti di condizionamento, una quota che scende al 25% in Francia e ad
appena il 5% nel Regno Unito. Gli scienziati attribuiscono l'elevato numero di
vittime causato dalle ondate di calore in Europa, storicamente superiore a
quello degli Stati Uniti, proprio alla mancanza di sistemi di refrigerazione.
Le temperature del continente sono già di circa 2,5 gradi Celsius superiori
rispetto all'era preindustriale, a fronte di una media globale di 1,4 gradi.
Di fronte ai picchi
di oltre 40 gradi registrati a Parigi, le autorità locali ammettono che gli
scenari climatici previsti per i prossimi decenni si stanno già verificando.
Finora le amministrazioni cittadine hanno cercato di evitare l'adozione
dell'aria condizionata su larga scala, promuovendo soluzioni alternative come
la ventilazione naturale, le tapparelle alle finestre, l'incremento del verde
urbano per ridurre l'effetto isola di calore o l'apertura di canali
balneabili.
[...] Negli ospedali
e nelle case di cura privi di impianti, medici e pazienti sono costretti a
incollare pellicole riflettenti alle finestre per schermare il sole,
sperimentando condizioni di lavoro e di degenza insostenibili. Questa
situazione sta spingendo le autorità a riconsiderare i propri divieti. A
Londra, il sindaco Sadiq Khan ha recentemente dichiarato che scuole, uffici e
ospedali dovrebbero essere dotati di sistemi di refrigerazione attivi, definendoli
necessari per fare fronte alla nuova normalità climatica.
Nonostante
l'aumento della domanda, l'installazione di un condizionatore in molte città
europee resta un percorso a ostacoli. A Ginevra e a Londra i regolamenti
impongono ai residenti di dimostrare l'inefficacia di metodi alternativi più
ecologici, come i ventilatori a soffitto, prima di concedere i permessi.
A Parigi,
oltre al parere vincolante delle assemblee condominiali, i progetti possono essere
bloccati dagli uffici comunali se alterano le storiche facciate
dei palazzi haussmanniani. Inoltre, la legislazione
francese consente di bloccare i lavori se l'unità esterna supera i limiti di
rumorosità consentiti, un fattore che sta provocando un netto aumento dei
contenziosi legali tra vicini di casa, lasciando persone vulnerabili come Luca
Funaro in attesa di un compromesso che consenta loro di difendersi dal caldo
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