L'Italia in corsa per il turismo spaziale grazie all'accordo con Virgin Galactic di Branson

 

ROMA - Anche l’Italia entra nella corsa al turismo spaziale. Dopo i lanci di Blue Origin di Jeff Bezos, di Virgin Galactic di Richard Branson e di SpaceX di Elon Musk, anche il nostro Paese , come riportato da Adnkronos, sta muovendo i primi passi.

L'Agenzia Spaziale Italiana dal 2018 ha iniziato a organizzare lanci turistici dal territorio italiano stringendo un accordo proprio con  Virgin Galactic di Richard Branson.

 

Con questa intesa l'Asi starebbe programmando il primo volo turistico spaziale italiano e la base di lancio individuata è il futuro spazioporto di Grottaglie, in Puglia. Il chek-in non è ancora aperto, ma c’è chi garantisce che “la strada si è aperta, anche se resta ancora un po' di cammino da fare” in quanto ci sarebbe una parte normativa da sistemare.

Ma una volta risolto lo scoglio burocratico, il sistema spaziale italiano è pronto per il business del turismo in orbita? Adnkronos riporta la dichiarazione dell'amministratore delegato di Argotec, David Avino, per sondare se siamo pronti a una vacanza tricolore in microgravità. “In Italia abbiamo la filiera completa per pensare ad una vacanza spaziale: abbiamo sistemi per il comfort, tecnologie spaziali avanzate, moduli per la permanenza in orbita”.

 

L’obiettivo ultimo è quello di “pensare a una vacanza turistica spaziale anche di qualche giorno” spiega Avino, che con Argotec sta preparando il lancio il 24 novembre di LiciaCube, un satellite di piccole dimensione che andrà nello spazio profondo.

“Sono molto pubblicizzati i viaggi turistici spaziali suborbitali, ma sono voli che durano pochi minuti fra andare e tornare a terra. Sono molto belli, fanno vedere dall'alto la nostra terra, ma finisce qui - commenta il manager -. Quello che invece si sta progettando è costruire, nell'immediato futuro, colonie fuori dal nostro pianeta e questa la vedo come una delle opzioni dei prossimi 10 anni”

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