Onu, corsa al dopo Guterres. Il primo test decisivo sarà il
30 luglio
di Simone d'Altavilla - La Voce di
New York
NEW YORK - La corsa alla successione di António
Guterres entra nella fase decisiva. Il primo “straw
poll”, la votazione informale con cui i quindici membri del Consiglio di
Sicurezza inizieranno a misurare il reale sostegno ai candidati alla guida
delle Nazioni Unite, si svolgerà il 30 luglio.
Lo ha confermato venerdì il presidente di turno del
Consiglio di Sicurezza, l’ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo Zénon Mukongo Ngay, al termine
della serie di dialoghi informali che il Consiglio sta conducendo con i
candidati.
Negli ultimi giorni i membri del Consiglio hanno incontrato
Macky Sall, ex presidente del Senegal candidato dal Burundi, Rafael Mariano
Grossi, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e
candidato dell’Argentina, e Carolyn Rodrigues-Birkett, ambasciatrice della
Guyana alle Nazioni Unite.
Resta ancora da svolgersi il colloquio con María Fernanda
Espinosa, ex ministra degli Esteri dell’Ecuador ed ex presidente dell’Assemblea
Generale dell’ONU, previsto per il 27 luglio. Sarà l’ultimo incontro prima
dell’avvio della fase delle votazioni informali.
“Ci sono state molte domande”, ha spiegato Mukongo Ngay rispondendo ai giornalisti. Ogni membro del
Consiglio ha potuto rivolgere una o due domande ai candidati sulle principali
sfide che attendono l’Organizzazione. “I candidati hanno illustrato come
intendono affrontare queste difficili sfide e ora abbiamo un quadro abbastanza
chiaro di ciò che ciascuno vorrebbe fare una volta eletto Segretario generale.”
Lo “straw poll” del 30 luglio
rappresenterà il primo vero banco di prova della competizione. La votazione si
svolge a scrutinio segreto e non produce ancora un vincitore, ma consente ai
quindici membri del Consiglio di indicare se “incoraggiano”, “scoraggiano” oppure
non esprimono opinione su ciascun candidato. Nei turni successivi entrerà in
gioco anche il peso dei cinque membri permanenti – Stati Uniti, Cina, Russia,
Francia e Regno Unito – il cui eventuale voto contrario equivale di fatto a un
veto.
Il processo di selezione è disciplinato dall’articolo 97
della Carta delle Nazioni Unite: il Segretario generale viene nominato
dall’Assemblea Generale su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza. In
pratica, la scelta si decide proprio all’interno del Consiglio, dove è
necessario ottenere un consenso sufficientemente ampio senza incorrere
nell’opposizione di uno dei cinque membri permanenti.
La procedura per il rinnovo della massima carica dell’ONU è
stata avviata formalmente il 25 novembre 2025, quando i presidenti
dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza hanno invitato gli Stati
membri a presentare candidature, promettendo un processo più trasparente e
inclusivo rispetto al passato.
Ad oggi i candidati ufficialmente presentati sono sei:
Michelle Bachelet, ex presidente del Cile ed ex Alto Commissario ONU per i
Diritti Umani; Rebeca Grynspan, segretaria generale dell’UNCTAD ed ex
vicepresidente della Costa Rica; Rafael Grossi (Argentina e direttore
dell’AIEA); Macky Sall (Senegal); María Fernanda Espinosa (Ecuador); e Carolyn
Rodrigues-Birkett (Guyana).
La maggior parte delle candidature proviene dall’America
Latina e dai Caraibi, regione che, secondo la tradizionale rotazione geografica
non scritta, è considerata la favorita a esprimere il successore di Guterres.
Allo stesso tempo cresce la pressione diplomatica affinché, dopo ottant’anni di
storia dell’Organizzazione e nove Segretari generali uomini, l’ONU elegga per
la prima volta una donna alla sua guida.
Se il calendario verrà rispettato, dopo l’ultimo colloquio
del 27 luglio il Consiglio entrerà nella fase più riservata e politicamente
delicata della selezione. Saranno proprio gli “straw
poll” delle prossime settimane a indicare chi possiede le maggiori possibilità
di raccogliere il consenso necessario per diventare il decimo Segretario
generale delle Nazioni Unite, il cui mandato inizierà il 1° gennaio 2027.
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(Simone d'Altavilla www.lavocedinewyork.com)