Offensiva del Brasile contro l'inflazione. Il Banco Central sceglie la linea dura. Forte aumento dei tassi

di Daniele Mastrogiacomo - La Repubblica

 

RIO DE JANEIRO - Il Brasile corre ai ripari e cecra di frenare l'inflazione che ha già raggiunto le due cifre: 10,25. Lo fa attraverso la Banca Centrale che ha annunciato il suo più grande aumento dei tassi di interesse dal 2002, rileva il Financial Times online. Lo scopo è preventivo. Gli analisti temono che in vista dell'anno elettorale (nel 2022 si vota il presidente) il governo proceda a nuovi incentivi e quindi ad un aumento della spesa pubblica.

 

Il paese più popoloso dell'America Latina sta assistendo a un forte incremento dei prezzi a consumo dovuti all'impennata di quelli del carburante per effetto del balzo de petrolio. Ci sono poi un tasso di cambio indebolito e una straordinaria siccità (la più forte degli ultimi 91 anni) che ha fatto aumentare il prezzo delle bollette dell'energia elettrica. Il ministro delle Miniere e dell'Energia ha ammesso che la situazione è peggiore di quella stimata e ha provveduto a razionare del 20 per cento la distribuzione della corrente. Non piove da sette mesi, i letti dei fiumi sono sotto il livello di guardia, le centrali idroelettriche funzionano a ritmi ridotti, si deve ricorrere a quelle termoelettriche che naturalmente consumano carburante e quindi fanno lievitare il prezzo finale.

 

Il Banco Central do Brasil ha scelto la linea dura. Mercoledì ha accelerato la stretta senza attendere il consenso politico. Il comitato di politica monetaria, secondo il quotidiano economico britannico e l'agenzia Bloomberg, ha deciso all'unanimità un salto di 150 punti, ben superiore ai rialzi di 100 punti base delle due riunioni precedenti. Il tasso Selic di riferimento è adesso al 7,75 per cento. Lo stesso BCB prevede un ulteriore aggiustamento nel prossimo vertice. Solo quest'anno il tasso di interesse è stato alzato per sei volte.

 

L'inflazione torna a galoppare. I mercati finanziari sono turbolenti, temono nuove iniziative nella politica fiscale del Brasile. Non è un mistero che il presidente Bolsonaro abbia intenzione di incrementare il welfare con altri sussidi per le fasce più povere della popolazione. Punta alla rielezione e vuole recuperare il consenso perduto in questi tre anni. Con il suo governo ha cercato di aggirare il tetto costituzionale, uno strumento che limita gli aumenti di bilancio in linea con l'inflazione. E' considerato un pilastro della credibilità del paese. 

 

Il trucco è stato scoperto e ci sono stati immediati riflessi sull'indice azionario e il tasso di cambio. "Le recenti domande sul quadro fiscale hanno aumentato il rischio di disancorare le aspettative di inflazione", afferma in una nota il Banco Centrale. I prezzi al consumo in Brasile sono aumentati del 19,3 per cento nei primi dieci mesi di quest'anno. Molto di più dell'obiettivo del 3,7 che resta una chimera.

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(www.repubblica.it - Daniele Mastrogiacomo firma storica di Repubblica sin dalla fondazione. Inviato di guerra, ha seguito molte vicende internazionali. Prigioniero dei ribelli afghani ha rischiato il taglio della gola in diretta. Liberato dopo una campagna di solidarietà internazionale e grazie all'intervento di Gino Strada fondatore di Emergency. Ora è corrispondente dal Brasile per l'America del Sud)