UN
TACCUINO ILLUSTRATO
Alessandro
Troisi: “Mi chiamo Mora. Storia dei falchi pescatori di Orbetello”
di
Michele Sabatini
Cos’è “Mi
chiamo Mora. Storia dei falchi pescatori di Orbetello”? È un taccuino
illustrato con moltissimi disegni originali che narra una bellissima storia
vera, quella della coppia di falchi pescatori (pandion haliaetus) che
vivono e nidificano nella laguna di questa amena cittadina nella Maremma
Toscana. Loro si chiamano Mora ed Orbetello e questo libro illustrato
ne ripercorre le gesta dal 2018 ad oggi: con spostamenti, corteggiamenti e
figli compresi. La coppia di falchi è ormai stabile nell’area grossetana e
viene visitata ogni anno da molti appassionati di birdwatching e amanti dei
rapaci.
Autore dei disegni e degli acquerelli che animano il volume è l’illustratore
naturalistico e grafico Alessandro Troisi, che l’ha dato alle stampe per
la sua casa editrice Pandion Edizioni, mentre alcune tavole portano la
firma di Fabrizio Carbone e Fulvio Pratesi. Edito in italiano con
il testo a fronte in inglese, il libro presenta la prefazione di Francesco
Pratesi, presidente per la Maremma di Italia Nostra - l’associazione
nazionale che si occupa della tutela del patrimonio storico, artistico e
naturale della nostra nazione – ed ha il patrocinio del Progetto Falco
Pescatore Italia. La traduzione è di Silvia Franceschetti.
L’opera - che
recentemente è stata segnalata dal Premio Letterario Nazionale di letteratura
naturalistica “Green Book” come miglior storia naturalistica illustrata (Premio
Speciale Isolabella della Croce) - è dedicata a Fulco Pratesi,
ambientalista impegnato, giornalista e politico, ma soprattutto storico
fondatore del WWF Italia. Fulco Pratesi è stato caro amico dell’autore
Alessandro Troisi ed ha scritto l’introduzione a questo libro prima di vederlo
finito, è infatti venuto a mancare a 90 anni nei primi mesi del 2025.
Questo testo,
di cui riportiamo qui di seguito alcuni stralci, rappresenta una preziosa
eredità di questo grande naturalista italiano, conosciuto a livello
internazionale, testimoniando al contempo il suo grande amore per il
promontorio dell’Argentario, per la sua flora e la sua fauna, per il
mare dove ha nuotato, per il territorio dove ha avuto una propria residenza.
“Ho sempre
inseguito il volo del falco pescatore... Nei miei viaggi in vari Paesi del
mondo, mi fu possibile, frequentando coste, lagune o isole, osservare questi
bellissimi rapaci intenti alla pesca. Una volta, mentre nell’ottobre 1985 ero
immerso in una barriera corallina nella baia di Eilat, città israeliana sul Mar
Rosso, mi capitò di vedere, a pochi metri di distanza, un falco pescatore che
aveva appena catturato un grande pesce pappagallo rosa e turchese”.
“Nel mio
libro ‘Esclusi dall’Arca’ del 1978, davo questo bellissimo rapace estinto per
il nostro Paese. La sua sorte rientrava in quella delle tante vittime delle
armi da fuoco che anche in Italia si erano perfezionate dai primi decenni
dell’800. Ma per il grande e vistoso predatore, in quegli anni ancora
nidificante da noi, il pericolo peggiore era da ricercare nel commercio, allora
legale, degli esemplari da imbalsamare e vendere a collezionisti e musei di
storia naturale per le loro raccolte ornitologiche”.
“Ma la
natura e l’azione studiata con cura e passione dall’uomo ha portato ad un
sorprendente risultato… Il primo successo auspicato è avvenuto nel Maggio 2011
nel Parco Regionale della Maremma, grazie all’intero staff del Progetto di
reintroduzione del Falco Pescatore, e al Parco Regionale della Corsica che ha
fornito gli esemplari da insediare in Maremma. Il 3 giugno 2011 con Alessandro
(Troisi) e Beppe Anselmi, guardia storica ed ornitologo del Parco, ho potuto
finalmente ammirare a Bocca d’Ombrone, nel Parco della Maremma, il primo
fatidico nido e la coppia con i primi due falchi pescatori nati dopo 40 anni in
Italia. Infine, nel 2018 all’Oasi di Orbetello, la tanta sognata e sperata
nidificazione grazie alla femmina corsa chiamata Mora e ad un maschio di
provenienza forse Nordica, poi chiamato Orbetello. Una gioia immensa…”
“Questo
lavoro di recupero di una specie virtualmente estinta, almeno come nidificante,
non sarebbe stato completo senza l’opera di illustrazione, educazione e quasi
evocazione che Alessandro Troisi, nei suoi libri, disegni e documentazione, ha
esercitato da molti anni, battendosi per il meraviglioso Osprey, che lui ha
adottato come nume tutelare e simbolo di una natura capace, come la mitica
Fenice, di risorgere dall’estinzione”
“Per i miei 90 anni vedere i falchi pescatori ormai stanziali volare in laguna
ad Orbetello, è un regalo prezioso. Grazie Mora ed Orbetello, grazie caro Ale…”
Ma questo è un
libro da avere e custodire di là dagli illustri collaboratori. È infatti e
soprattutto un volume da sfogliare con accanto un bambino, per sorprendersi
della possibilità di tornare indietro nel tempo, attraverso i suoi disegni, a
quando la natura e i suoi animali avevano un senso preponderante nelle nostre
vite, ne amici o nemici, semplicemente perché presenti, vicini, osservabili
dalla maggioranza delle persone.
Alessandro
Troisi. Illustratore naturalistico
e grafico, nato a Roma. Collabora con il WWF Italia dal 1985, come responsabile
artistico del settore Oasi WWF. È inoltre collaboratore grafico/artistico di
varie riviste e case editrici italiane, con le quali ha illustrato varie
pubblicazioni e libri a tema naturalistico. Ha esposto come illustratore in
varie mostre in Italia. Collabora con il gruppo di artisti naturalisti “Ars et
Natura”, di cui organizza in Italia e all’estero progetti per la conservazione
della natura. Ha esposto un proprio taccuino sul falco pescatore alla mostra
annuale della SWLA – Society of Wildlife Artists di Londra. Segue da molti anni
questo rapace come illustratore specializzato, allestendo una mostra artistica
a tema sull’Osprey, in Italia e in vari paesi europei. È socio fondatore nel
2004 della Pandion Edizioni e Grafica, con la quale si occupa di grafica
editoriale, ambiente, natura, arte, illustrazione e divulgazione ambientale.
Scrive di natura nella testata giornalistica online Sentiero Digitale. È
presidente dell’AIPAN, Associazione Italiana per l’Arte naturalistica. È
Testimonial della Swarovski Optik Nature come illustratore di taccuini
naturalistici realizzati in viaggio. Insegna disegno en plen air e
taccuini di viaggio naturalistici in classe a bambini e ragazzi.
SCHEDA
LIBRO
Titolo: Mi chiamo Mora. Storia dei falchi
pescatori di Orbetello
Autore: Alessandro Troisi
Illustrazioni
originali: Alessandro Troisi,
con alcune tavole di Fulco Pratesi e Fabrizio Carbone
Traduttore: Silvia Franceschetti
Editore: Pandion Edizioni
Anno
edizione: 2025
Pagine: 48 a colori
ISBN: 9788889578896
Prezzo: € 20,00
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