EDITO DA CASTELVECCHI
“Love
bombing”, romanzo d'esordio del regista Raffaele
Passerini
di
Michele Sabatini
Edito
da Castelvecchi, “Love bombing” è il
romanzo di esordio del regista Raffaele Passerini, un racconto di
costruzione emotiva ambientato a New York. Una storia universale, che tratta di
rapporti familiari, desiderio di affermazione, imprinting emotivi che derivano
dall'infanzia. E dell’urgenza di sentirsi riconosciuti, di trovare qualcuno in
cui specchiarsi più che condividere un tratto di strada assieme, anche soltanto
per resistere alla necessità di avere successo e scoprire così il lato oscuro
delle proprie responsabilità
A
volte per ritrovarsi bisogna attraversare un oceano. Più spesso, basta guardare
in faccia ciò che ci ostiniamo a chiamare “destino”, anche quando è solo una
provincia che ci cresce addosso come una seconda pelle. Raffaele lo sa bene. Ha
inseguito il sogno americano fino a consumarne i bordi, salvo scoprire che la
frontiera più difficile da varcare era la propria. È lì che riaffiora la
vergogna di un’omosessualità taciuta troppo a lungo a una famiglia che chiede
conformità o lontananza in cambio della pace.
New York, inizio anni Duemila. Raffaele ha trent’anni, un sogno da regista e
una fame d’amore che si porta dietro da sempre. In una città che sembra
concedere ogni possibilità, incontra Jean-Luc, affascinante e potente, e si
convince di aver trovato finalmente l’uomo giusto, quello che per anni ha
desiderato in silenzio. Ma il bisogno di essere amati può nascondere dinamiche
violente, manipolazioni invisibili, dipendenze emotive. “Love bombing” è un viaggio di formazione sentimentale, tra amori
storti, fughe, occasioni mancate, abbagli luminosi. Una voce intima e carnale che ci confida desideri, ci racconta cadute e ripartenze:
tagliente, divertita, profondamente vera.
Il
libro rappresenta un esempio di fiction autobiografica, nasce da un bisogno che
assume i connotati del dovere, quello di raccontare una fragilità, un ritardo
emotivo, ma anche il desiderio di realizzare i propri sogni e l’intreccio delle
proprie paure, che si traduce in incapacità di amare. Perché il vittimismo e la
prevaricazione sono due facce della stessa medaglia, o meglio della stessa
coppia. A praticare il love bombing sono i narcisisti
patologici: si bombarda di attenzioni il partner per poi sabotarlo e infine
averlo in pugno. Alla base c’è un senso di perdita, quello dei rapporti di
forza nelle relazioni sentimentali, di quanto la necessità di mantenerle in
vita a tutti i costi possa imbrogliare la lucidità.
Sullo
sfondo c’è New York, quasi un epitaffio della frenesia del nostro tempo. È la
città che incarna il sogno americano: la sua velocità ti fa sentire al centro
del mondo, ma solo a patto di raggiungere i tuoi obiettivi. Un palcoscenico che
nel romanzo si fa scenario, raccontando un inferno che esaspera i rapporti e li
fa detonare, esaltando competizione e denaro. Un requiem di aspettative
impossibili, dove la meritocrazia diviene ansia nel tentativo sempiterno di
alimentare l’ennesimo storytelling di successo.
Ma chi decide cosa sia successo, fallimento, follia o arte? Sopra ogni cosa c’è
l’attesa del riconoscimento, sempre presente. Perciò questo libro è una forma
di liberazione. Perché cerca di insegnare come trasformare in successo
personale il mancato raggiungimento della fama in ambito artistico. Per farlo
innanzitutto bisogna abbandonare l'idea stessa del successo. Pensare solo a
raccontarsi senza filtri, perché qualcun altro trovi il coraggio di fare lo
stesso.
Il
materiale emotivo di “Love bombing” è restituito alle
pagine tramite una scrittura visiva. In una sua intervista l’autore Raffaele
Passerini ha detto che mentre scriveva questo libro avrebbe voluto “una
telecamera sugli occhi e un microfono sul cuore”. Un’apprensione sensoriale
del testo, che doveva essere in grado di restituire flusso di coscienza e
introspezione, donando visibilità a dolore, mancata cura di sé, malessere e
malattia. Un tentativo ardito e al tempo riuscito, reso attraverso azioni semplici
e descrizioni chiare, che sorprende il lettore e lo porta a riconoscere, se non
a immedesimarsi, in meccanismi psicologici sottili, eppure persistenti,
dapprima fastidiosi e poi preoccupanti.
L’opera
è pensata con il tempo di riflessione del romanzo, ma immaginarne una
trasposizione cinematografica non è peccato. Non si tratta di una sceneggiatura
pronto uso, la storia e i personaggi che racconta possiedono un respiro
diverso, più lungo. Si tratta piuttosto di uno scenario, dove la narrazione e
le sue sequenze, si nutrono di appunti, ricordi, riflessioni. Pagine di vita
insomma.
Si
potrebbe discutere se “Love bombing” sia un esempio
di letteratura di genere, non bisogna però interpretare questa definizione come
qualcosa di ghettizzante. È innegabile che nel romanzo vengano descritte in
modo piuttosto esplicito scene di sesso gay, ma queste categorizzazioni sono
state sdoganate da tempo da autori trasversali come Leavitt e Tondelli, che le
hanno elevate fino a farne semplicemente della buona letteratura. Perché in
fondo solo il lettore può dire se un libro piace o meno, non stupisce pertanto
che il 70% dei messaggi su questo libro ricevuti dall’autore siano di donne
etero.
In definitiva Raffaele Passerini ha scritto una storia intensa e contemporanea
che affronta la dipendenza emotiva e la manipolazione raccontando la relazione
fra due uomini con tono diretto, crudo, a tratti comico. Il libro esplora i
temi dell’amore, del potere, dell’autostima e del bisogno di appartenenza,
portando il protagonista a riconquistare sé stesso e i propri confini.
Leggendola
ho avuto delle suggestioni, quasi delle rimembranze. La prima riguarda “Prima
che sia notte” il romanzo autobiografico dello scrittore e poeta cubano
Reinaldo Arenas, da cui è stato il film omonimo diretto da Julian Schnabel e
con protagonista Javier Bardem. La seconda appartiene a “I dolori del giovane
Werther” di Johann Wolfgang Goethe. Sono associazioni che sembrano rincorrere i
famosi 6 gradi di separazione. Perché Raffaele
Passerini ha scritto di relazioni tossiche, ma anche delle storture che ognuno
può celare dentro. L’ha fatto per sé parlando agli altri. Ed anche se ogni
opera può essere a suo modo schierata o politica, in verità ogni autore intende
soltanto far capire a lettrici e lettori cosa abbia provato e quanto possa
costare il silenzio. In molti sensi.
“E fu così che negli anni di sovraesposizione alle sfighe eterne delle mie
eroine, imparai a empatizzare con le ultime della storia, eppure pur sempre
protagoniste, rendendomi molle come un babà imbevuto di terrore. Già il mondo
di fuori mi aveva ben chiarito che così com’ero non mi avrebbe mai voluto e, a
furia di cartoni animati, le uniche realistiche opzioni di futuro nella mia
testolina divennero le seguenti: diventare orfano e schiavo, orfano e
mendicante, orfana e pastorella, paralizzata o travestito. Ed è così che
iniziai ad aver paura del giudizio degli altri. Ma soprattutto di quello dei
miei genitori. Cose da piccoli finocchi borghesi in erba, direbbe qualcuno.
Ognuno ha i propri traumi, ognuno se li porta dietro come può. E non rompere il
ca..o con ‘sto vittimismo”
Raffaele
Passerini. Dopo una giovanile sperimentazione nelle arti visive e
nella recitazione, negli USA, studia regia, gira i suoi corti, apre una piccola
casa di produzione, collabora con il Lincoln Center Film Society e insegna alla
New York Film Academy. Tornato in Italia, insegna alla Roma Film Academy, alla
Rome University of Fine Arts, e alla Rome Business School. Gira come regista il
docu-film Il Principe di Ostia Bronx (vincitore del Biografilm 2017) e
firma due podcast, Labanof (come co-autore,
vincitore del Prix Italia 2020) e Virgo. L’universo si fa suono (2022),
entrambi per Radio Tre. Love bombing è il suo
romanzo d’esordio.
SCHEDA
LIBRO
Titolo:
Love bombing
Autore:
Raffaele Passerini
Editore:
Castelvecchi Editore
Collana: RAID
Anno
edizione: 2026
Pagine: 304
ISBN:
9791256147229
Prezzo: €
20,00