ENRICO MATTEI NON È STATO UCCISO. (LOGISMA EDITORE)

 

ROMA - Il 27 ottobre 1962 il “Morane-Saulnier 760 Paris II” che trasporta il presidente dell’ENI Enrico Mattei precipita a poche miglia da Linate, al termine di un volo da Catania. Con lui muoiono il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista statunitense William McHale. Le due commissioni d’inchiesta istituite subito dopo la tragedia – una tecnica e una penale – arrivano entrambe alla stessa conclusione: un incidente riconducibile alla casistica aeronautica nota come LOC-I (Loss of Control in Flight), una perdita di controllo in volo. Sul relitto e sui corpi non emergono tracce di esplosivi, né segni di sabotaggio o di un attentato.

 

Nonostante ciò, nel 1994 un magistrato di Pavia decide di riaprire il caso, dando credito a illazioni, ricostruzioni tardive e narrazioni che negli anni hanno alimentato l’ipotesi di un attentato orchestrato contro Mattei. Da questa scelta prende avvio una nuova inchiesta, orientata fin dall’inizio a sostenere la tesi del sabotaggio e destinata a influenzare profondamente l’immaginario pubblico attorno alla vicenda.

 

NICOLA MARIANI e LUPO RATTAZZI, invece, confutano questa vulgata con una ricerca storica rigorosa, che, mediante il recupero e l’analisi di documenti d’epoca mai considerati nelle indagini precedenti, permette di riconsiderare criticamente l’intera costruzione della teoria dell’attentato.

 

Gli autori ricostruiscono l’origine ambigua di quella narrazione alternativa, ne mostrano le fragilità e presentano elementi nuovi che ne mettono in discussione le conclusioni, restituendo alla vicenda la sua dimensione fattuale e alla storia la sua coerenza.

 

Il risultato è un’indagine che non si limita a smontare una tesi, ma che restituisce complessità, contesto e proporzione a uno degli episodi più discussi dell’Italia del dopoguerra, riportando al centro ciò che le fonti realmente documentano

 

 

GLI AUTORI:

 

NICOLA MARIANI è laureato con lode in Lettere e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie Moderne presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara; è studioso e docente di materie letterarie nelle scuole secondarie di I e II grado. Affianca all’attività didattica un costante impegno di ricerca nell’ambito della Storia Contemporanea.

 

I suoi interessi si concentrano in particolare sulla storia dell’ENI e sulla figura di Enrico Mattei, approfondite attraverso lo studio delle dinamiche politiche, economiche e culturali che hanno segnato l’Italia del Secondo dopoguerra.

 

LUPO RATTAZZI è nato nel 1953. Dopo il “Collegio Navale F. Morosini”, si è laureato in Economia e Scienze Politiche alla “Columbia University” e successivamente ha conseguito un “Master in Public Administration” alla Harvard Kennedy School. Ha lavorato per decenni nel Trasporto Aereo fondando anche una Compagnia Aerea, la “Air Europe”.

 

Attualmente è Presidente di NEOS SpA e Vice Presidente della Società di Gestione dello scalo civile dell’Aeroporto di Grosseto. È pilota privato con abilitazione strumentale, plurimotori e turbina con 2.500 ore di volo ed è stato l’ultimo pilota italiano a effettuare, nel 2023, il corso per il conseguimento dell’abilitazione sul “Morane-Saulnier 760 Paris II”, proprio sull’aereo gemello (ex I-SNAI) di quello incidentato a Bascapè con Mattei a bordo, miracolosamente sopravvissuto fino ai nostri giorni e ora esposto presso il Museo “Volandia” (VA).

 

In allegato la copertina del libro e qui sotto la prefazione del libro a cura degli autori

 

 

Il caso Mattei – Prefazioni

 

Perché questo libro (Lupo Rattazzi)

 

Il 17 dicembre 2022, presso il museo di Volandia, si tenne una conferenza dedicata al cosiddetto “caso Mattei”. Tra i relatori figurava anche il magistrato Vincenzo Calia, noto per sostenere con fermezza la tesi dell’attentato quale causa dell’incidente aereo in cui perse la vita Enrico Mattei, fondatore e primo presidente dell’ENI.1 La partecipazione a quell’incontro rappresentò per me l’occasione per approfondire un evento che, da pilota e presidente di una compagnia aerea, avevo sempre guardato con particolare interesse: la vicenda dell’ultimo volo di Mattei, un episodio centrale nella storia della sicurezza del volo in Italia e, allo stesso tempo, un nodo irrisolto della nostra memoria collettiva.

 

La tesi del sabotaggio non mi ha tuttavia mai convinto del tutto. Le perplessità iniziali si sono trasformate in dubbi più articolati quando ho analizzato la relazione dell’indagine tecnica condotta dall’Aeronautica Militare tra l’ottobre 1962 e il marzo 1963, e, successivamente, l’inchiesta del magistrato Calia. Nell’indagine del pubblico ministero ho individuato elementi problematici, tra i quali spicca la ricostruzione relativa alla presenza, in Sicilia il 26 e 27 ottobre 1962, del comandante Ferdinando Bignardi e del secondo Morane-Saulnier 760 dell’ENI, marche I-SNAI. Secondo Calia, in quei giorni sull’isola si sarebbero trovati entrambi i velivoli della flotta ENI – l’I-SNAP, impiegato da Mattei, e l’I-SNAI – ma tale affermazione non regge a un’analisi documentale rigorosa.

 

Nel marzo 2023 sono infatti venuto in possesso di due fonti di assoluta attendibilità: il libretto di volo del comandante Bignardi e il libro di volo dell’aeromobile I-SNAI. Entrambi attestano l’assenza totale di attività di volo nelle giornate del 26 e del 27 ottobre 1962. Un terzo documento, costituito dal quaderno di stazione dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, recuperato da Nicola Mariani, che ha condotto e curato le ricerche archivistiche, attesta l’assenza dell’I-SNAI in Sicilia.

 

La conclusione è chiara: né il comandante Bignardi né l’I-SNAI si trovavano a Catania in quelle date. Ne deriva che fu il solo I-SNAP a effettuare tutti i voli programmati, compreso quello della mattina del 27 ottobre, un collegamento di andata e ritorno tra Catania e Gela.

 

Questo dato, apparentemente tecnico, ha in realtà conseguenze decisive: dimostra l’incompatibilità della tesi del sabotaggio così come formulata dal magistrato Calia. Se l’I-SNAP avesse effettivamente trasportato un ordigno esplosivo collocato la notte precedente, come ipotizzato, esso sarebbe vero similmente deflagrato durante il volo mattutino, a prescindere dal tipo di innesco; non avrebbe potuto “attendere” il trasferimento verso Milano-Linate delle 16:57. L’attribuzione di quel volo mattutino all’I-SNAI, invece, riflette un errore ricostruttivo che i documenti di volo consentono oggi di correggere con certezza.

 

Il presente volume – frutto di un lavoro congiunto con lo studioso Nicola Mariani – nasce dall’esigenza di ricostruire con precisione il contesto tecnico e storico del disastro di Bascapè, restituendo all’opinione pubblica gli elementi necessari per comprendere ciò che accadde realmente nell’ottobre del 1962. L’obiettivo è quello di confutare, attraverso un’analisi documentata e interdisciplinare, l’ipotesi complottista che negli ultimi anni ha trovato ampia diffusione. Ci proponiamo di farlo adottando un approccio simile a quello adottato da Franco Bonazzi e Francesco Farinelli per il “caso Ustica”: unendo la competenza tecnico-aeronautica con il metodo della ricerca storica, affinché la verità dei fatti possa emergere al di là delle narrazioni distorte e delle suggestioni mediatiche.

 

Introduzione (Nicola Mariani)  

 

Il 20 febbraio 2003 il pubblico ministero Vincenzo Calia, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pavia, concluse una lunga e complessa istruttoria sul cosiddetto “caso Mattei”, depositando presso il Giudice per le indagini preliminari, Fabio Lambertucci, la propria richiesta di archiviazione. L’inchiesta, durata un decennio, si chiuse formalmente senza rinvii a giudizio (fatta eccezione per Mario Ronchi accusato di falsa testimonianza), ma con una convinzione netta da parte dell’inquirente: secondo Calia, l’aereo a bordo del quale viaggiava Enrico Mattei precipitò la sera del 27 ottobre 1962 a causa di un ordigno esplosivo collocato sul velivolo e attivatosi durante la fase di preparazione all’atterraggio all’aeroporto di Milano-Linate. In altre parole, per il magistrato il fondatore e primo presidente dell’ENI fu vittima di un attentato.

 

Tale conclusione non venne però accolta dal GIP Lambertucci, il quale ritenne non solo insufficiente il quadro probatorio per individuare eventuali responsabili, ma soprattutto priva di un fondamento probatorio solido la stessa ipotesi di un delitto.

 

Nonostante ciò, le “Richieste del pubblico ministero” redatte da Calia divennero negli anni successivi il riferimento quasi esclusivo di una vasta produzione editoriale e audiovisiva dedicata al caso: libri d’inchiesta, documentari, film per la televisione e sceneggiati hanno riproposto in modo pressoché invariato la ricostruzione formulata dal magistrato. Secondo tale narrazione, l’aereo di Mattei sarebbe stato sabotato mediante una carica esplosiva collegata al sistema di comando del carrello; le perizie tecnico-scientifiche del professor Donato Firrao costituirebbero la prova dell’esplosione; i mandanti andrebbero cercati tra le grandi compagnie petrolifere internazionali – le cosiddette “sette sorelle” – oppure tra gli ambienti dell’OAS francese, o ancora nelle cerchie più vicine allo stesso Mattei, in particolare attorno alla figura di Eugenio Cefis. Nel medesimo quadro interpretativo vengono spesso ricondotte anche le misteriose scomparse del giornalista Mauro De Mauro e di Pier Paolo Pasolini, presentate come eventi collegati alla morte del presidente dell’ENI.

 

Anche il volume pubblicato nel 2017 dallo stesso Calia, scritto insieme alla giornalista Sabrina Pisu, ripropone sostanzialmente la struttura argomentativa già espressa nelle sue richieste di archiviazione, contribuendo a consolidare ulteriormente una letteratura che si alimenta di un’unica e medesima fonte.

 

Il presente libro nasce dall’esigenza di superare questa narrazione ormai canonizzata. Basato su materiali inediti e su una nuova analisi delle fonti disponibili, esso intende mettere criticamente in discussione la tesi dell’attentato e ricostruire il contesto culturale, politico, economico e mediatico nel quale tale ipotesi è maturata e si è affermata, tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Una pubblicistica che, per la sua forza suggestiva e per la sua capacità di incidere sull’immaginario collettivo, ha esercitato un’influenza significativa anche sull’indagine condotta dal magistrato Calia.

 

 

 

Autore: Nicola Mariani - Lupo Rattazzi

 

Titolo: IL CASO MATTEI - I FATTI CONTRO IL MITO

 

Cronaca di un incidente diventato complotto

 

Editore: LoGisma, 2026

 

Pagine: 366, 17x24 cm

 

ISBN: 9791282392082

 

Prezzo: 27,00 euro

 

 

 

ARGOMENTO:

 

MATTEI, ENRICO - CASO MATTEI - BASCAPÈ (Pavia), DISASTRO AEREO DEL 27 OTTOBRE 1962 - INCIDENTI AEREI, ITALIA, 1962 - ENI, STORIA - INDUSTRIA PETROLIFERA, ITALIA, Sec. XX - INDAGINI GIUDIZIARIE, ITALIA, Sec. XX9791282392082ISBN

 

 

 

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