IL RAZZO DI
MUSK FA BOOM, A RISCHIO 450 PASSEGGERI DI 3 AEREI
ROMA-
L’esplosione di un razzo di SpaceX ha disperso
detriti infuocati nello spazio aereo dei Caraibi per ben circa 50 minuti,
mettendo a rischio alcuni voli di passeggeri. L’inchiesta esclusiva pubblicata
dal quotidiano statunitenese The Wall Street journal,
intitolata “L’esplosione di SpaceX che ha messo a
rischio i voli”, rivela i retroscena inquietanti dell’incidente avvenuto il 16
gennaio scorso di cui portano testimonianza documenti della Faa, la Federal
Aviation Administration, di cui i giornalisti sono venuti in possesso.
COSA È
SUCCESSO
“A gennaio,
tre aerei hanno sorvolato una zona di interdizione al volo temporanea, mentre i
controllori del traffico aereo si affrettavano a portare gli aerei in salvo”,
riporta l’articolo a firma di Andrew Tangel e Micah
Maidenberg, nel ricostruire il caos e i momenti
concitati che hanno portato alla messa in sicurezza di centinaia di passeggeri.
Ciò che emerge dall’inchiesta è che il rischio effettivo sarebbe stato in
realtà in misura ben maggiore di quanto sia stato reso pubblico.
Starship-
questo il nome del razzo dell’azienda aerospaziale privata fondata da Elon
Musk– si è disintegrato dopo il lancio, al settimo tentativo di lancio,
producendo e scagliando in aria, per quasi un’ora, migliaia di detriti
infuocati che potevano colpire tre aerei. Si trattava di due voli di linea e di
un jet privato; un volo JetBlue diretto a San Juan,
un aereo Iberia e un jet privato, per un totale di 450 passeggeri a bordo.
Scattato l’allarme, i controllori di volo sono stati costretti a improvvisare
deviazioni e manovre d’emergenza. Tutti e tre i velivoli, per evitare di
rimanere senza carburante durate il sorvolo sull’oceano, sono così stati fatti
a volare all’interno di una zona temporaneamente interdetta al traffico aereo.
LIETO FINE
MALGRADO IL ‘RISCHIO ESTREMO POTENZIALE”
Alla
fine tutto si è
risolto per il meglio e i velivoli sono atterrati senza incidenti, ma la Faa ha
riconosciuto che l’episodio ha rappresentato un “rischio estremo
potenziale” per la sicurezza aerea. Secondo quanto letto dai
giornalisti del Wsj inoltre, SpaceX non avrebbe
informato immediatamente la Faa dell’esplosione tramite la linea di
comunicazione d’emergenza prevista. I primi segnali dell’incidente sarebbero
arrivati direttamente dai piloti che segnalavano “detriti e intense fiamme”
visibili in volo.
Altra criticità emergerebbe infine nella gestione delle zone di interdizione,
create per evitare che gli aerei attraversino aree a rischio. Per il lancio di gennaio infatti, tali zone coprivano solo lo spazio aereo
statunitense dotato di radar, lasciando scoperta lo spazio aereo internazionale
dove i voli hanno continuato a transitare.
***
(Credits:
Agenzia Dire)