L'ARABIA SAUDITA RAFFORZA IL SETTORE DIFESA

 

LONDRA - Il governo dell'Arabia Saudita punta sempre più sulla nascente industria militare nazionale. L'obiettivo è di raggiungere l'autosufficienza nel settore difesa, in particolare in ambito aeronautico, nei sistemi e nei missili.

 

Si tratta di una delle priorità del principe ereditario Mohammed bin Salman, il giovane ministro della difesa e presidente del consiglio per gli affari economici del Regno, che sta stanziando ingenti investimenti messi a disposizione dal fondo sovrano saudita.

 

Secondo il centro di riccerche svedese Sipri, lo scorso anno il Regno ha speso 57 miliardi di dollari in difesa, uno dei più grandi budget tra tutti i Paesi del mondo. Si tratta di investimenti che rientrano nel piano "Vision 2030" con cui il principe ereditario intende diversificare l'economia saudita, oggi ancora molto dipendente dal petrolio. Uno degli esempi più chiari di questa tendenza è il nuovo stabilimento Advanced Electronics Company, una azienda di elettronica per la difesa che produce componenti per bombe e droni, acquistata lo scorso anno da una società a controllo statale. 

 

Il piano "Vision 2030" riflette il desiderio di autosufficienza dell'Arabia Saudita nel settore difesa. Il fondo sovrano saudita sta facendo pressing affinché i produttori internazionali di armamenti trasferiscano la produzione ed i servizi di manutenzione nel Regno. Riad è già in trattativa per l'assemblaggio di elicotteri Blackhawk di Lockheed Martin, di veicoli blindati, di sistemi di difesa, di missili, con manodopera locale ed in collaborazione con il governo. Un modo per svincolarsi anche dal blocco politico negli Stati Uniti sulla vendita di armi ai sauditi.

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