TRIBUNA
LA STAMPA POST AGNELLI TAGLIA I "GRANDI"
COLLABORATORI
TORINO - La firma di un collaboratore in prima pagina.
Massimo due. E’ la nuova Stampa dell’editore Leonardis
e del Direttore Antonio Di Rosa. Dopo cento anni di proprietà della famiglia
Agnelli. E’ ciò che si è visto il 2 e il 3 luglio.
L’ultimo giornale di Andrea Malaguti -1° luglio- aveva nove
collaboratori in prima pagina, assai prestigiosi, dal filosofo Massimo Cacciari
ad Anna Foa, ebrea critica con Israele, all’inviata di guerra Francesca
Mannocchi, al medievalista Franco Cardini, dall’inviato Rai Duilio Gianmaria al
teologo Vito Mancuso, allo scrittore Maurizio Maggiani e all’ex Direttrice del
Secolo d’Italia Flavia Perina, ora analista politica, all’economista, ex
ministra di Mario Monti, Elsa Fornero. Leonardis e Di Rosa avevano detto, nelle
settimane precedenti, che La Stampa spende 4 milioni
l’anno per collaboratori e che sarebbe stata una spesa da tagliare. Il progetto
è ridare centralità alla redazione.
Nel suo primo editoriale del 2 luglio Di Rosa ha scritto che
La Stampa “si batterà per il libero confronto delle idee, concederà i suoi
spazi a chi civilmente vorrà aprire una finestra, non a chi vuole erigere
steccati con la violenza delle parole. Bastano le guerre che narriamo ogni
giorno per alimentare le nostre angosce”. E poi: “Noi ci batteremo perché il
Paese cresca, ma soprattutto vogliamo essere la voce del Nord Ovest, di Torino,
del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Liguria, di tutte quelle realtà che
hanno stabilito un rapporto identitario con la Stampa e che si sentono
rappresentate da questo giornale”
E il 3 luglio l’apertura del giornale è sull’allarme clima
(“Le zanzare sopra i Duemila”) e sul record del caldo a Torino (“Caldo Torino
capitale. A giugno nove gradi in più. Record di morti +35 per cento”). Dallo
sfoglio si rileva molta attenzione alla cronaca e meno alla politica italiana
chiacchierata. C’è anche, in prima pagina, un commento del nuovo Direttore
editoriale del Gruppo Sae di Alberto Leonardis, Maurizio Molinari, che lascia
la Repubblica, dove è stato Direttore ed
editorialista. Titolo: “Nato, ultima chance”, argomentazione profondamente
atlantista, sula necessità di ricucitura fra Europa e Usa, proprio attraverso
il ruolo della Nato, in particolare in Medio Oriente e dell’aumento delle spese
per la Difesa.
Nel suo primo editoriale Di Rosa ha annunciato il Progetto scuola
e università con il coinvolgimento di studenti e professori e l’attenzione per
l’assistenza agli anziani e ha indicato comepunto di
riferimento il Presidente Mattarella “per il suo equilibrio, la sua saggezza, i
suoi richiami contro le guerre, la difesa quotidiana dell’interesse nazionale”.
In finale, in due righe il ringraziamento al predecessore
Andrea Malaguti, “che mi lascia in eredità il talento dei nostri giornalisti”
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(Credits: Professione Reporter)