TRIBUNA
IL PADRONE DI 'REPUBBLICA' KYRIAKOU: “QUI PER RESTARE”
ROMA - Thedore Kyriakou, patron del Gruppo greco Antenna, è
andato in via Cristoforo Colombo Roma e ha incontrato per la prima volta la
redazione intera di Repubblica. Antenna ha acquistato la Repubblica assieme a ciò che restava del
Gruppo Gedi da John Elkann lo scorso marzo. “Siamo qui per restare e crescere”,
ha detto Kyriakou in inglese, rispondendo alle indiscrezioni dei giorni scorsi
sulla possibile cessione del quotidiano a Leonardo Maria Del Vecchio. “Vogliamo
farlo rispettando lo spirito e la storia di Repubblica”, ha aggiunto. E in
qualche modo la nomina a Direttore di Stefano Cappellini, uno dei
vicedirettori dell’uscente Mario Orfeo, appare nel segno della
continuità.
Cappellini è stato nominato ad interim, quindi dopo di lui
dovrebbe arrivare una designazione più stabile. Ma questo avverrà probamente
alla fine dell’estate e lo stesso Cappellini in questo periodo potrà giocarsi
la partita per restare.
L’Amministratrice delegata Mirja Cartia d’Asero ha poi
annunciato che il Piano industriale per la testata sarà presentato nelle
prossime settimane. Da un punto di vista economico i principali obiettivi sono
tornare all’equilibrio dei conti e impegnarsi nell’innovazione. Per quanto
riguarda i conti già sono stati avviati risparmi -attraverso la riduzione di
sprechi- per alcuni milioni di euro.
L’unica mossa palese effettuata da Antenna in Italia finora
è un accordo con la piattaforma sportiva Dazn
per un programma di notizie. Gruppo Antenna in molti Paesi è impegnato nel
business tv.
Il sito Sassate, ripreso da Dagospia, ha polemizzato
sull’incontro con il nuovo Editore e l’Amministratrice delegata, scrivendo che
l’Ad aveva convocato i dipendenti di Roma e Milano “per un saluto prima della
pausa estiva, come se il lavoro di una testata giornalistica si interrompesse
ad agosto. Ma le guerre non si fermano ad agosto. La politica non sospende le
crisi. L’economia non aspetta settembre. Le alluvioni, gli incendi, gli incidenti,
le sentenze, le elezioni, le morti improvvise hanno una caratteristica
spiacevole: ignorano il calendario delle ferie. […]Le
persone vanno in ferie. È giusto così. Un giornale, invece, no. Se va in ferie,
smette di essere un giornale e diventa semplicemente un prodotto che aspetta
settembre”.
Il Comitato di redazione ha espresso solidarietà a Cartia
d’Asero, criticando quelli che definisce “attacchi strumentali”. Il Cdr ha
finora apprezzato la disponibilità dell’Amministratrice delegata a confrontarsi
con i giornalisti. Un atteggiamento che rileva un cambiamento rispetto al
recente passato: la gestione Elkann fu caratterizzata dall’assenza di un
rapporto con le organizzazioni sindacali.
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(Credits: Professione Reporter)