TRIBUNA
"REPUBBLICA",
SCONTRO ORFEO-CDR. "INACCETTABILI MINACCE" DEL DIRETTORE
ROMA - Duro
scontro a Repubblica fra il Comitato di redazione e il direttore Mario Orfeo.
Quest’ultimo - di destra, di sinistra e di centro con il nonno monarchico,
ricordò Sangiuliano al Manifesto - ha chiesto che si svolgesse un evento del
settimanale Affari&Fiunana. I rappresentanti
sindacali e i fiduciari delle redazioni decentrate hanno confermato invece il
blocco di tutte le iniziative che vanno oltre la normale realizzazione del
giornale, deciso il 17 dicembre a seguito delle mancate risposte della proprietà
sulla vendita in atto del quotidiano. Questo in attesa di un incontro con
l’azienda convocato per giovedì 26 febbraio.
Il Cdr ha
quindi respinto e criticato “le inaccettabili parole di vera e propria
minaccia espresse dal Direttore” la mattina del 17 febbraio, durante la
riunione di redazione.
Orfeo ha
parlato di “conseguenze” nei confronti dell’organismo sindacale e di
tutta la redazione a causa della decisione della conferenza dei fiduciari e del
Cdr di non accogliere l’invito del Direttore a consentire l’effettuazione
dell’evento di Affari e Finanza in programma per il 2 e 3 marzo. Conferenza e
Cdr hanno confermato il blocco degli eventi e delle iniziative speciali
deliberato dall’assemblea il 17 dicembre insieme allo stato di agitazione.
Decisione motivata dal rifiuto della proprietà Exor di incontrare la
rappresentanza sindacale e aggiornarla sulle trattative per la vendita al
gruppo greco Antenna.
La
rappresentanza sindacale allargata non ha giudicato sufficiente la fissazione
dell’incontro con l’Azienda ottenuto dopo la mediazione del Direttore per il
prossimo 26 febbraio e ha deciso di proseguire nel blocco delle iniziative
senza eccezioni.
Il Cdr aveva
anche stabilito di convocare un’assemblea, ma dopo le parole di Orfeo in
riunione ha ritenuto “inutile questo passaggio”.
“Inaccettabile
-secondo il Cdr- è il ricatto sulle ventilate ricadute economiche sul futuro
della redazione, inaccettabile è anche il richiamo ai capi dei settori e delle
redazioni locali perché ‘appartenenti alla dirigenza del giornale’,
probabilmente per lamentare il mancato sostegno alla sospensione del blocco
delle iniziative. “I caporedattori -ricorda il Cdr- sono, come tutte e
tutti, tutelati dal Contratto nazionale di lavoro e lavoratrici e lavoratori
dipendenti”.
Per il Cdr “l’atteggiamento
mostrato da Mario Orfeo non è in linea con la storia e la cultura di questo
giornale: nelle ultime dure settimane di vertenza sindacale il Direttore ha
anche cercato di condizionare la libera espressione della redazione addirittura
in corso di assemblea, un condizionamento del naturale svolgimento di un
percorso democratico che avevamo già denunciato mesi fa”.
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