TRIBUNA

 

L'INCOGNITA KYRIAKOU SUI 50 ANNI DI "REPUBBLICA" 

 

ROMA - Il quotidiano "la Repubblica" fondato da Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo, il 14 gennaio compie 50 anni. Un traguardo storico per il giornale che ha dato il via alla modernizzazione di tutta la stampa italiana, amato e odiato da lettori, politici, sindacati e imprenditori per le sue ardite inchieste e le dure critiche ai governi. 

 

Purtroppo il suo ultimo editore - John Elkann, nipote di Gianni Agnelli, attraverso la Gedi controllata dalla holding Exor - dopo averlo acquistato insieme a La Stampa e tanti giornali locali, di fronte alle perdite del settore e spinto anche da una insensibilità per il ruolo dei giornali, ha deciso di disfarsene. E ha trovato dopo lunga ricerca l'editore greco Kyriacou disposto ad acquistarlo. 

 

Questo evento è previsto nel giro di poche settimane. Ma il greco potrebbe anche decidere che non ne vale la pena e rinunciarvi. Ma se dovesse acquistarlo che ne farebbe? Lo rilancerebbe o lo porrebbe in una posizione marginale? Se quest'ultima ipotesi si avverasse, il giornale, che ora vende solo 48 mila copie in edicola, sarebbe destinato alla chiusura.

 

Kyriacou è un grande imprenditore navale e petrolifero che ha per socio minoritario la holding dell'Arabia Saudita ed è legato in affari anche con l'emiro del Qatar, che ha ospitato a lungo e finanziato i capi di Hamas. L'attività editoriale del gruppo greco è concentrata soprattutto nelle reti radiofoniche mediorientali. In Italia non possiede interessi importanti. Inoltre può tranquillamente pagare i previsti 140 milioni per Repubblica e le sue radio, per poi "dimenticarsene". Per lui è un piccolo investimento, che poitrebbe o no dare dei frutti. Mentre i petrodollari non gli mancano.

 

Speriamo ardentemente che la vicenda si sviluppi nel modo migliore possibile, consentendo agli oltre 300 giornalisti di Repubbliuca di proseguire nelle loro battaglie di civiltà e sana politica.

Di seguito riportiamo ciò che ha scritto S.A. su Professione Reporter. 

 

(S.A.) Il 14 gennaio 2026, a Roma, il quotidiano la Repubblica celebra i suoi cinquant’anni dalla prima uscita in edicola, avvenuta il 14 gennaio 1976, quando il giornale fondato da Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo fu pubblicato per la prima volta, cambiando il modo di fare giornalismo italiano. Fin dall’inizio, la Repubblica si presenta come un quotidiano diverso: ventiquattro pagine, una grafica innovativa, la cultura al centro del giornale, l’assenza dello sport e una redazione composta da giornalisti giovani, molti dei quali diventeranno firme centrali dell’informazione nazionale. Nel suo primo editoriale, Scalfari definisce il nuovo quotidiano “un poco diverso dagli altri”, spiegando ai lettori la nascita di un progetto editoriale con una chiara identità.

 

In mezzo secolo la Repubblica ha attraversato e raccontato la storia del Paese, seguendo eventi politici, sociali, economici e culturali, ampliando la propria presenza con edizioni locali, supplementi editoriali e con lo sviluppo del digitale. Nel testo inaugurale del 1976, Scalfari scrive che il giornale “dichiara esplicitamente di avere operato una scelta di campo”, una frase che accompagna la costruzione di una comunità di lettori e lettrici cresciuta nel tempo insieme alla testata.

 

Per celebrare l’anniversario, il quotidiano organizza una mostra gratuita dal 15 gennaio al 15 marzo 2026 al Mattatoio di Roma, nel quartiere Testaccio. L’esposizione, intitolata “La Repubblica, una storia di futuro”, è realizzata insieme a Electa e Studio Azzurro e propone un’esperienza immersiva che permette ai visitatori di attraversare fisicamente un giornale. L’allestimento unisce materiali storici, come pagine stampate e vignette, a tecnologie multimediali, creando uno spazio da vivere e non solo da osservare. L’ingresso è libero previa registrazione online.

 

Il percorso si sviluppa su 100 metri lineari e segue un ordine cronologico, raccontando l’evoluzione del quotidiano attraverso le sue trasformazioni editoriali e grafiche. Tra i contenuti esposti ci sono trenta vignette di Giorgio Forattini, legate all’esperienza di Satyricon, e una parete interattiva che consente di ripercorrere la storia italiana attraverso parole chiave. Ampio spazio è dedicato ai supplementi, come il Venerdì, Robinson e Affari e Finanza, mostrando come il giornale abbia modificato nel tempo il proprio linguaggio visivo.

 

Una parte centrale della mostra è dedicata ai temi affrontati dal quotidiano: politica, cronaca, mondo, economia, cultura, società, spettacoli e sport. Queste sezioni sono introdotte dai testi di firme storiche del giornale e arricchite da interviste video realizzate per il cinquantesimo anniversario e da filmati d’archivio. Il percorso racconta anche momenti chiave dell’informazione, come il rapimento Moro, le stragi, le grandi inchieste, i reportage e l’evoluzione verso il giornalismo digitale.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo, curato da la Repubblica ed Electa, che include un dialogo tra Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari, pubblicato in occasione dei quarant’anni del quotidiano. Il volume contiene anche il testo del Direttore Mario Orfeo, che richiama i valori fondativi del giornale: “Etica pubblica, modernizzazione del Paese, sostegno ai ceti emergenti, rivendicazione dei diritti”. Valori che, scrive Orfeo citando il progetto originario, sono “scritti nel 1976 come fosse il 2026” e che accompagneranno il giornale nel racconto del futuro, continuando a informare e sperimentare insieme alla propria comunità

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