TRIBUNA
"REPUBBLICA", IL CDR INDAGA SU KYRIAKOU: NON È
RASSICURANTE
ROMA - Il Comitato di redazione di Repubblica ha condotto
un’inchiesta sul futuro compratore del giornale, l’imprenditore greco Theodore
Kyriakou e sul suo Gruppo Antenna 1, allo scopo di ovviare alla sistematica
mancanza di trasparenza da parte dell’attuale proprietà, la Exor di John Elkann
che controlla la Gedi..Ecco
i risultati dell’inchiesta:
Le holding della famiglia Kyriakou
sono collocate in Lussemburgo, come anche la capogruppo K Group, che ha
depositato l’ultimo bilancio consolidato nel 2019, mentre quello del 2021 non è
consolidato.
Il Cdr ha estratto dai registri olandesi del commercio tre
nuovi documenti del gruppo: un bilancio 2024 non consolidato della holding
capofila Antenna Group, depositato a fine 2025, e due bilanci consolidati 2023
e 2024 di Antenna Greece Bv, la società operativa nei media di famiglia. Questi
bilanci consolidati sono stati presentati “con il preciso scopo di essere
utilizzati” dai nuovi azionisti entrati nella compagine societaria nel 2022 e
nel 2024. Cioé la Mbc, società di media del fondo
sovrano saudita, e la Eurolife Ffh
Life Insurance, un assicuratore greco che fino a fine 2025 era controllato dal
gruppo canadese Fairfax.
Il gruppo è formato da circa 90 società, la maggior parte
site in Olanda (30), Cipro (23), Grecia (22), Romania (6), senza un
coordinamento tra loro. Dall’analisi dei bilanci 2024 affiora un’attività
editoriale senza alcuna presenza nella carta stampata, grande circa un terzo di
quella di Gedi.
Per quanto riguarda Antenna Greece Bv, negli ultimi tre anni
non ha mai distribuito dividendi e dunque, con questi numeri visionabili, non
sembra che con l’attività televisiva i Kyriakou siano in grado di finanziare
l’espansione internazionale. In Antenna Greece BV non ci sono società che
operano nella carta stampata e mettendo in fila i numeri degli ultimi tre
esercizi emerge che il fatturato è passato dai 103 milioni del 2022, ai 130 del
2023 fino ai 138 del 2024. I tre esercizi sono risultati tutti in perdita, 29
milioni nel 2022, 42,6 milioni nel 2023 e 3,4 milioni nel 2024. Il salto in
avanti dei ricavi, nel triennio, si è verificato grazie all’incorporazione
della Village Roadshow Operations Hellas SA, acquisita nel novembre 2022 e che
ha apportato 22 milioni di vendite di biglietti nei cinema, 9,8 milioni di
incassi da caffetterie e mense, e 1,9 milioni di ricavi da giochi elettronici.
La base dei ricavi da pubblicità, la prima voce del conto
economico, è invece aumentata nel periodo grazie al consolidamento di società
esterne, come Antenna Tv Single Member e Makedonia Tv Single Member. La
vendita degli spazi pubblicitari è passata dai 54,2 milioni del 2022 a 72,7
milioni del 2023 fino a 87,1 milioni nel 2024. In questo esercizio compaiono
anche 3,3 milioni di ricavi da abbonamenti, per l’ingresso nel gruppo delle
società tramite cui è stato lanciato il canale Pay Tv Ant1+ in Grecia e a Cipro
a fine 2022, in partnership con il gruppo Fairfax (15%).
Antenna Greece aveva 670 dipendenti nel 2023, saliti a 690
nel 2024 con un monte salari a 19,1 milioni, più 6,1 milioni di contributi
sociali e assicurativi e 4,7 milioni di spese per benefit.
Scorrendo il bilancio 2023 di Antenna Greece BV si scopre
che nel 2022 la società ha beneficiato di un aumento di capitale da 225 milioni
sottoscritto dal gruppo saudita Mbc, 124 dei quali
per azioni con diritti di voto fino al 30%. Altri 100 milioni di Mbc sono in azioni senza diritto di voto. I piani con i
sauditi prevedevano la creazione di studios e
infrastrutture in Grecia per attrarre produzioni di film e format tv da tutto
il mondo.
Il dossier completo è disponibile dal 27 gennaio sui canali
social Facebook “La Repubblica siamo noi” e su Instagram “larepubblicasiamonoi”.
È importante - scrive il Cdr in un comunicato pubblicato il
27 gennaio sul quotidiano - per i lavoratori del gruppo Gedi che, prima di
effettuare qualsiasi operazione in Italia, “la famiglia Kyriakou dia effettiva
trasparenza alle sue strategie pubblicando tutti i bilanci consolidati
aggiornati al 2025”.
La trattativa di cessione di Repubblica e del
gruppo Gedi da parte di Exor sta per arrivare alle battute finali, visto che il
31 gennaio scade l’esclusiva con Antenna Group. Una trattativa prima negata
ufficialmente alle rappresentanze sindacali, e a più riprese; poi annunciata
improvvisamente alle agenzie di stampa.
“Assistiamo da tempo -scrive il Cdr- ad un fattore
preponderante di tutta questa vicenda: la più totale mancanza di trasparenza.
La abbiamo richiesta ad ogni occasione, così anche hanno fatto le istituzioni,
nei fatti è sempre stata negata. Riteniamo incredibile, per un’azienda
editoriale e un quotidiano che col suo giornalismo si occupa esattamente di
rendere chiaro ciò che si vorrebbe oscuro, avere davanti questo buio proprio in
un contesto che ci riguarda direttamente. Quando i vertici di Gedi – unici nostri
interlocutori finora, visto che John Elkann e il suo management si sono sempre
negati – ci illustrarono, buoni ultimi, che era in corso una trattativa
esclusiva con Antenna Group, chiedemmo subito ciò che è ovvio chiedere: le
ragioni di una scelta di questo tipo. Perché un compratore invece che un altro?
Non perché avessimo preclusioni di sorta, ma con l’intento di capire i contorni
esatti di questa operazione. Al presidente di Gedi che sottolineò le virtù
imprenditoriali nel campo dell’editoria del potenziale acquirente, compresa la
sua solidità finanziaria, facemmo presente a stretto giro che in realtà non era
facilissimo reperire informazioni affidabili. Da cosa erano quindi originate le
rassicurazioni fatte al sindacato? Peraltro, rassicurazioni da parte di chi,
per anni, ha sistematicamente mentito alla redazione”.
Il Cdr ha chiesto delle clausole di garanzia, occupazionali
e di rispetto della linea politico-culturale del giornale: “Anche su questo, ad
oggi, l’unica risposta è stata il silenzio. Abbiamo di fronte quindi una
controparte, la sola che ci è dato di avere, la cui affidabilità è prossima
allo zero. In un mondo ideale, fatto di correttezza e buone prassi aziendali,
sarebbe stato compito di Exor renderci edotti, dando quindi una corrispondenza
concreta alle proprie dichiarazioni rispetto alla scelta fatta di un compratore
affidabile. Ma quasi sei anni di gestione Exor ci hanno insegnato che sia nel
metodo che nella forma è l’opacità a farla da padrone. Ci auguriamo, quindi,
che il nuovo possibile proprietario di Repubblica dia sin da subito
un segnale di discontinuità, improntato alla massima fiducia e – ripetiamo –
trasparenza”.
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