TRIBUNA
DAILY TELEGRAPH, SPRINGER PREPARA 100 TAGLI
di Paola Cavaglià
Axel Springer, il gruppo editoriale tedesco che lo scorso
giugno ha acquistato il Telegraph per 575 milioni di sterline, starebbe
valutando il licenziamento di 50-100 giornalisti.
Al momento, secondo quanto riportato dal Guardian, ai
dipendenti non è stato annunciato alcun esubero, ma una consultazione sul piano
potrebbe partire a breve con tagli prima di Natale.
L’ipotesi di ridimensionamento stride con la dichiarazione di impegno da
parte della proprietà, guidata dal miliardario Mathias Döpfner a investire
nella testata per renderla “il principale organo d’informazione di centrodestra
nel mondo anglofono” e per far crescere ed espandere il Telegraph Media Group, che comprende il Daily Telegraph,
il Sunday Telegraph e il sito di informazione Telegraph.co.uk.
I consulenti incaricati da Axel Springer, proprietaria anche di Politico
e dei quotidiani tedeschi Bild e Die Welt, di esaminare la
situazione finanziaria delle testate del gruppo avrebbero ipotizzato
licenziamenti all’attuale struttura giornalistica e suggerito iniziative
commerciali parallele, come servizi di comparazione dei prezzi e attività nel
settore sanitario. Parallelamente, Döpfner ha
dichiarato di voler rafforzare la presenza negli Stati Uniti, dove alcuni
responsabili editoriali sono già stati trasferiti per sviluppare il progetto.
“La strada verso la crescita non consiste nel tagliare posti di lavoro”, ha
dichiarato una fonte vicina alle proposte, sottolineando che un’espansione
negli Stati Uniti richiederà comunque nuove assunzioni. La stessa fonte ha
riferito che i dipendenti speravano che il cambio di proprietà segnasse
l’inizio di una fase di rilancio dopo tre anni difficili di incertezza sulla
proprietà, durante i quali sono mancati investimenti, aumenti salariali e
cambiamenti manageriali.
Sul piano finanziario, il Telegraph Media Group ha chiuso il 2025 con una
perdita di 4 milioni di sterline, anche a causa delle spese legali legate alla
lunga vicenda proprietaria. I ricavi sono scesi a 273,2 milioni, rispetto ai
279,4 milioni del 2024. Il gruppo ha tuttavia realizzato un utile operativo di
circa 48 milioni di sterline, che, seppure in calo rispetto ai 54,6 milioni
dell’anno precedente, conferma una buona redditività
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(Paola Cavaglià - PrimaOnline)